unlogopiccolo

Da "Umanità Nova" n. 24 del 19/7/98

Scuola: Pacta servanda sunto?

Una delle leggi contenute nelle Dodici Tavole, una specie di carta costituzionale di Roma repubblicana, imponeva il rispetto, ad ogni costo dei patti stabiliti, "pacta servanda sunto" appunto, gli accordi devono essere rispettati.

E' lo stesso ritornello che gli alleati dell'Ulivo ripetono ai dirigenti del Partito della Rifondazione Comunista sulla delicata questione della parità fra scuola privata e scuola pubblica. Quando si è trattato di definire il programma elettorale, i partiti dell'Ulivo si sono trovati d'accordo nell'inserirvi questo punto, e Rifondazione ha costruito la maggioranza con questi alleati.

Mentre le periodiche verifiche fra gli alleati accendevano i riflettori su altri punti controversi del programma dell'Ulivo (le privatizzazioni, l'occupazione, ultimamente l'allargamento della Nato), la questione della parità scolastica sembrava destinata ad essere applicata più o meno in sordina, con le proteste degli addetti ai lavori e dei soliti anticlericali. Stando a quello che raccontano i mass-media, l'attuale verifica di Governo si sarebbe incagliata proprio sul punto della scuola.

Ora, gli anarchici sono sempre stati convinti che tutti i candidati fanno sempre grandi promesse agli elettori per poi, una volta ottenuto il risultato, operare solo in difesa dei privilegi di pochi. I patti fra elettori ed eletti non sono mai stati rispettati. Non ci sarebbe quindi da stupirsi se Rifondazione Comunista avesse promesso una cosa, per fare poi il contrario dopo le elezioni. Ma quale smentita per degli antidemocratici, degli antiparlamentaristi ad oltranza come gli anarchici! Dei parlamentari approfitterebbero della loro posizione di privilegio non per avvantaggiare altri privilegiati, ma per difendere gli interessi del popolo; una cosa veramente mai vista.

Sulla questione della parità, infatti, si gioca non il diritto del cittadino alla scelta del tipo di istruzione a cui affidare i propri figli, si gioca esclusivamente il diritto della gerarchia della Chiesa cattolica di saccheggiare a proprio vantaggio le risorse pubbliche - in questo caso quelle del Ministero della Pubblica Istruzione; e di continuare la propria opera di pervertimento delle coscienze e di repressione dello spirito critico dell'individuo. La legge sulla parità scolastica è quindi una legge che avvantaggia i potenti, in particolar modo la Chiesa cattolica, a danno di risorse destinate ai lavoratori della scuola e a chi la scuola la utilizza.

La manifestazione di Roma del 30 maggio, manifestazione che Rifondazione ha ostacolato in tutti i modi, che ha cercato di strumentalizzare attraverso la stampa di regime, ma che ha comunque espresso una volontà di lotta sul tema della scuola e un rifiuto di subire le logiche di schieramento, arrivando fino a chiedere la crisi di Governo sulla questione della parità e della riforma dei cicli, ha indubbiamente pesato sulla posizione di Rifondazione: se questo partito vuole continuare ad avere un ruolo nell'opposizione sociale non può ignorare la voce della piazza.

Per questo, ancora una volta, un appuntamento importante per il movimento di lotta della scuola si sta portando verso date in cui sarà più difficile scendere in piazza, per questo sarà comunque necessario essere in piazza nel momento del dibattito parlamentare, sindacati, associazioni, partiti, singoli cittadini, per far capire a chi è ancora indeciso qual è la volontà della base, per far capire che l'opposizione in Parlamento è solo un riflesso edulcorato dell'opposizione che questo Governo e la sua politica antipopolare hanno nel paese, per ricordare che qualsiasi accordo venga raggiunto ad agosto fra i partiti, dovrà poi misurarsi con il movimento di lotta alla riapertura delle scuole.

Tiziano Antonelli



Contenuti UNa storia in edicola archivio comunicati a-links


Redazione: fat@inrete.it Web: uenne@ecn.org