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Da "Umanità Nova" n. 31 del 18/10/98
Gli "investimenti" di Fazio
Todos Caballeros
La congiuntura per i cattolici non é certo fausta; non passa giorno che
non facciano una magra, ma é tanta la boria e la sicumera con cui
operano che ormai sembra che la gente ci abbia fatto il callo.
Dopo le disavventure del card. Giordano, noto fustigatore di usurai e
malavitosi, scoperto a prestare i "suoi" soldi al fratello impegnato in
traffici poco in sintonia con le fustigazioni di cui sopra e ad operare in
favore dei rampanti nipoti (da cui il vocabolo nepotismo), é toccato, in
settimana, al prode governatore della Banca d'Italia (cattolico da copertina).
Il nostro non ha trovato di meglio da fare che investire un paio di centinaia
di milioni di dollari in un fondo iperspeculativo (e quindi ad alto rischio)
americano, tramite l'Ufficio italiano cambi. Ora, il benedetto fondo sta,
appunto, andando a fondo ed il salvataggio può essere opera solo delle
autorità monetarie degli Stati Uniti. In sé non vi sarebbe niente
di particolare se i soldi di Fazio fossero i suoi, purtroppo, invece, quei
soldi sono degli italiani particolarmente colpiti dagli strali del monetarista
di Via Nazionale per le loro laute pensioni, la scarsa propensione alla
flessibilità e lo scarso amore per l'aldilà.
Ora si scopre che da qualche anno (in combutta, per la verità, con altri
soggetti a lui simili), il buon Fazio si dilettava nella speculazione
più rischiosa.
Ha proprio ragione Cossiga: il bello di essere cattolici é che,
comunque, esiste il perdono. Che volete di più?
C.S.
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