![]()
Da "Umanità Nova" n. 37 del 29/11/98
La Finanziaria: un'arma di guerra contro il reddito proletario Maretedì 17 novembre la Camera ha approvato, nell'ambito del dibattito sulla Finanziaria, la "carbon tax", che rastrellerà nel '99 circa duemila miliardi da destinare al finanziamento degli sgravi sul costo del lavoro. La "carbon tax" Nel linguaggio burocratico si chiama tassazione sulle emissioni di anidride carbonica, emissioni che derivano dall'impiego degli oli minerali; questa nuova tassa comporterà una modifica sulle accise sui prodotti petroliferi e sul carbone. Gli aumenti, da adottare entro il 31 dicembre di ogni anno, non dovranno essere inferiori al 10% né superiori al 30% della differenza tra le aliquote attuali e quelle che verranno fissate nel 2005. Per effetto delle nuove aliquote la benzina verde potrà aumentare da 13 a 45 lire al litro, e la super da 4,5 a 13. A regime, nel 2005 il prezzo della super crescerà di almeno 38, 75 lire, mentre il prezzo della benzina verde salirà di 127 lire. Altri aumenti sono previsti per metano, carbone e gasolio. Nelle more del provvedimento, il Governo ha fatto in tempo a garantire all'ENI il monopolio sulla produzione e sull'approvigionamento del gas naturale, salvaguardando la rendita metanifera, sorgente inesauribile di fondi neri per i partiti. In ultima analisi si tratta di una nuova imposta indiretta, che le imprese ingloberanno nei costi di produzione, scaricandola sui propri clienti, fino al consumatore finale, che pagherà più caro tutto - come è successo con il contributo CO.NA.I: Tutta la propaganda di questi ultimi anni sull'effetto serra è servita solo a dare una giustificazione ai nuovi balzelli del Governo, destinati a foraggiare quei capitalisti che sono i primi colpevoli dell'effetto serra stesso. Invece di tagliare le emissioni inquinanti il Governo taglia il costo del lavoro.
Gli oneri impropri Il capitalista acquista la forza - lavoro dall'operaio. Nel prezzo che paga devono essere comprese fra l'altro le seguenti quote: - Copertura per i periodi di inattività; - Copertura per il rischio di morte prematura del lavoratore, per garantire il sostegno ai figli minori; - Costo dell'abitazione. Queste quote ideali di salario rappresentano parte dei costi di produzione della forza lavoro. Nella struttura che il salario ha assunto nella realtà italiana queste quote anziché essere corrisposte direttamente ai lavoratori, vengono versate dai capitalisti in fondi appositi, la Cassa Integrazione Guadagni, l'Enaoli, la Gescal. Al di là degli scandali che hanno punteggiato la gestione di questi fondi, essi si basano pur sempre su quote del prezzo della forza - lavoro. Da ciò deriva che denaro che non transita mai nella busta paga dell'operaio sia considerato un onere improprio, anche se abbiamo visto che rimborsa dei costi che entrano nella produzione della forza - lavoro, sia quindi sostanzialmente salario. Il meccanismo di riduzione degli "oneri impropri", previsto dalla Legge Finanziaria, è quindi un meccanismo di taglio al salario, nella misura in cui la mancata contribuzione ai fondi non viene trasferita in busta paga. La misura in cui, inoltre, i costi di produzione della forza lavoro non sono coperti dal suo prezzo, dal salario, ma devono essere coperti dall'assistenza statale, è indice del pauperismo dilagante fra i lavoratori dipendenti. Il proletariato, che vede ridursi il onte salari, la massa di reddito a sua disposizione, sarà chiamato anche a coprire in gran parte i costi che lo stato sopporterà. L'addizionale straordinaria La carbon tax sarà preceduta dai provvedimenti per il federalismo fiscale; anche in questo caso la retorica sulla nuova organizzazione dello Stato si è concretata, alla fine dell'anno , nel prelievo dello 0,50% dei redditi complessivi. Questa misura, per i lavoratori dipendenti e i pensionati, si tradurrà in un aumento della tasse sulla tredicesima mensilità; per un reddito lordo di 24 milioni annui, pari ad un reddito netto base mensile disponibile di 1.450.000 circa, il prelievo crescerà di 120.000 lire, l'8% del reddito mensile. Questo è il biglietto da visita del governo della sinistra. Tiziano Antonelli
|