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Da "Umanità Nova" n.5 del 14 febbraio 1999

Stampa anarchica e libertaria
Argentina: note di viaggio

"...il giovedì pomeriggio in questa Piazza di Maggio
tutte qui, mezze a Torino e mezze a Buenos Aires
Come per magia eccole uscire dai corsi immensi,
scivolate fin qui come nebbia in dicembre,
indossano foto sbiadite e nessuno sembra vederle,
eppure gridano nomi, posti, date,
ognuno su una nuvola, uno sparo su Buenos Aires..."

(Lalli, Aria di Buenos Aires)


Buenos Aires. Un lungo viaggio in Argentina nel dicembre scorso è stato anche l'occasione per incontrare compagni e realtà anarchiche che agiscono in quel paese, stretto nella morsa di un sistema economico ultracapitalista e di uno stato corrotto sino al midollo.

Buenos Aires è la città del tango, dell'avenida 9 de Julio e del Boca campeon ma anche luogo mitico dell'emigrazione italiana, della FORA (Federacion Obrera Regional Argentina) e degli ascraches contro i militari torturatori e assassini durante la dittatura degli anni 1976 1983.

All'arrivo voglio assaggiare i dolci locali e mi dicono che tanti anni fa sono stati i panaderos italiani e anarquistas a dare i nomi ai suspiros de monja, bolas de fraile e sacramientos; tutti i venerdì alla feria de fanzines nella centralissaima Palza de Mayo è possibile trovare i banchetti della stampa alternativa e anarchica.

In Avenida Ramirez de Velasco 958 mi imbatto nella Biblioteca Popular "Josè Ingenieros", fondata nel 1935, luogo di ritrovo di vecchi e giovani anarchici e sede dell'Archivio de los companeros fornitissimo di stampa anarchica di tutto il mondo e di tutte le epoche (la prima cosa che mi dicono è che da due anni non ricevono più Umanità Nova e vorrebbero riallacciare i contatti ). L'ambiente è molto accogliente tra signore che, tomando mate, leggono Le Monde Libertaire, gente che discute sull'attacco americano in Iraq e montagne di libri ingialliti sugli scaffali.

Con Peter e Osvaldo parliamo della situazione attuale dell'Argentina, delle perquisizioni e intimidazioni subite durante la dittatura, dei desaparecidos anarchici, di Sacco e Vanzetti, Simeon Radowitzky e dell'importanza della memoria storica. Si illuminano parlando di Luce Fabbri, che vive nella vicina Montevideo ed è una loro grande amica.

Mi presentano Antonio Lopez che ha da poco pubblicato il libro La FORA en el moviemento obrero (Tupac ediciones, Buenos Aires, marzo 1998). Scrive Osvaldo Bayer nella prefazione: "Nessuno è meglio di A. Lopez per redigere e compendiare la storia dell'anarchismo operaio e delle sue organizzazioni. Avendo visto la luce in ambiente libertario, fin da piccolo ha ascoltato i resoconti e le discussioni sul tema e più tardi li ha rivissuti con la sua esperienza; si potrebbe dire che A. Lopez è un bibbia aperta, sempre che il termine si inquadri entro l'immaginario libertario. (...) L'insegnamento della storia dovrebbe comprendere un capitolo importante: lo studio degli sforzi dal basso per una società solidale, antiautoritaria, la base di ogni democrazia completa, ma anche i suoi insuccessi e le divisioni". Nonostante la mia scarsa padronanza del castellano, riusciamo a discorrere a lungo.

Osvaldo Escribano ha anche lui pubblicato un agile volumetto: El anarquismo de ayer y de hoy: de la 1ra International a la aktitud punk (ed. Desalambrando, Buenos Aires, marzo 1998); dopo aver analizzato con passione ma anche con spirito critico la storia del pensiero anarchico, conclude: "Qualunque nuova costruzione richiede una distruzione previa, ma soltanto visualizzando il nuovo progetto - e se parliamo di società dobbiamo menzionare i nuovi valori - questa distruzione acquisisce un senso vero. E' con questo orientamento che gli anarchici hanno storicamente proposto il cambiamento rivoluzionario in cui la creatività e l'immaginazione vadano ad occupare un ruolo molto importante".

Con l'aiuto dei tipi della biblioteca e di altri compagni che incontrerò durante il viaggio, riesco ad orientarmi nella stampa alternativa argentina e a realizzare una (parziale) rassegna stampa delle più recenti pubblicazioni anarchiche.

La Protesta è la publication anarquista più longeva: esce dal 1897 ed è giunta al n. 8206, la si può trovare in molte edicole di B.A. e La Plata. Nell'uscita dicembre '98/gennaio '99 si parla di Pinochet, Videla e Massera, di escraches, del malcontento e della rabbia che serpeggiano per il paese di fronte all'ingiustizia e allo sfruttamento, della campagna elettorale che impazza ovunque per trovare il candidato alla successione di Menem che l'anno prossimo dovrà lasciare la presidenza. Le due principali formazioni politiche opposte al Partido Justicialista di Menem, la Union Civica Radical di Fernando de la Rua e la coalizione Fre.Pa.SO. di Graciela Fernandez Meijide (madre di un desaparecido) hanno entrambe uno (pseudo) programma conservatore e liberista che certo non disturba il "partito degli affari" che controlla il paese grazie ai capitali stranieri.

El Libertario è l'organo della Federaciòn Libertaria Argentina (FLA) aderente all'Internazionale delle Federazioni Anarchiche (IFA) ed è al suo 14mo anno di vita. L'ultimo numero riporta, tra le altre cose, una rassegna delle iniziative anarchiche a B.A., un articolo intitolato "Pinochet (e la onnipotenza dello stato) sotto accusa" e un interessante reportage sul traffico d'armi in Argentina letto come paradigma della corruzione diventata motore della politica sotto i governi "democratici" di Menem. Allegato al giornale un supplemento storico a cura di Diego Abad de Santillan sulla Semana Tragica del gennaio 1919, quando la repressione dell'esercito fermò la sollevazione dei lavoratori in sciopero.

El Unico - Publication periodica del pensamiento individualista, anno 8, n. 18/19, numero speciale. Rivista di piccolo formato a carattere prevalentemente teorico e letterario che contiene una selezione di scritti sull'individualismo (Cioran, Seganne, Dejacque, Serge), citazioni da Hermann Hesse, una corrispondenza internazionale e articoli sulla pena di morte e il surrealismo. Sulla copertina del numero precedente campeggia una foto di Sacco e Vanzetti. La frase di Max Stirner che sottotitola la testata è una dichiarazione di intenti: "Il divino guarda il dio, l'umano guarda all'uomo. La mia causa non è divina né umana, non è il vero, né il buono, né il giusto, né il libero, è il mio, non è generale ma unica, come io sono unico. Nulla per me è al di sopra di Me".

Due giovani riviste sono particolarmente attive e legate a gruppi e collettivi che, facendo tesoro degli insegnamenti della storia, cercano di uscire allo scoperto con una propria individualità anarchica, senza disdegnare però rapporti con altri settori del movimento di opposizione.

En la Calle esce da due anni e si definisce organo di diffusione dell'anarchismo organizzato, rappresentato dai gruppi AUCA Socialismo Libertario di La Plata, OAR Organizacion Anarquista de Rosario e OSL-Cain Oraganizacion Socialista Libertaria de B.A.; il sottotitolo recita: "Affinché il sistema non sia il padrone della nostra storia". Articoli sul primo maggio, i ribelli della Patagonia, il caso Sacco e Vanzetti, approfondimenti su Chomsky e Malatesta si alternano a riflessioni e azioni di lotta quotidiana. In Argentina esiste una forma di azione diretta molto diffusa denominata escrache (termine intraducibile in italiano): singoli cittadini, gruppi per la difesa dei diritti umani, organizzazioni politiche di base rendono la vita impossibile ai militari torturatori e assassini e ai collaborazionisti impuniti per i reati commessi durante la dittatura denunciando pubblicamente le loro responsabilità e manifestando in modo più o meno pacifico davanti alle loro case o in occasione della loro comparsa in pubblico. Le azioni costringono questi fascisti a continui trasferimenti e alimentano la rabbia della gente contro la politica di "riconciliazione nazionale" (che in realtà significa impunità e oblio) voluta da Menem. "En la Calle" riporta sull'ultimo numero la cronaca dell'escrache contro Miguel Osvaldo Etchecolatz, commissario della Direzione Generale di Investigazioni della polizia durante gli anni di piombo argentini, responsabile diretto della tristemente nota "Notte delle matite spezzate" (come non dimenticare l'omonimo, terribile film circolato anche in Italia), quando furono sequestrati, torturati, violentati e uccisi o fatti scomparire studenti tra i 15 e i 18 anni. Questo losco individuo, oggi membro onorario di gruppi neonazisti, fu condannato a 23 anni di carcere ma è stato liberato (come la maggior parte dei militari) in virtù delle leggi dette di "Punto final" e "Obediencia debida" e del decreto di indulto promulgati dai governi democratici che seguirono la dittatura.

A Desamblar (per la creazione di spazi liberi) è legato alle edizioni "Desalambrando" e alla Biblioteca "J.Ingenieros". Si pubblica da quattro anni ed è sempre molto ricco di notizie e spunti. Mi ha colpito la passione con la quale ha seguito in questi ultimi mesi le vicende degli squatter torinesi ed in particolare di Sole: in "Muerte accidental de una anarquista" (citazione da Dario Fo) si ripercorrono le ultime ore della companera argentina; una corrispondenza dal Messico dice: "La morte di Baleno prima, ora della sua compagna Sole, è tutto così semplice: non sono più con noi, confesso mi fa male. Chi sono io? L'invitato che guarda come ammazzano i suoi fratelli e rimane impassibile al suo posto. Forse ho perso la voce in gola e non posso più gridare. Quando ho perso le mie lacrime? Maledico gli assassini. E esigo la libertà per mio fratello Sivano".

Una recente visita di Abel Paz alla Biblioteca è stata occasione per una lunga intervista pubblicata sul numero 9 in cui si discute sul maggio francese, anarchismo e sindacalismo, rivoluzione.

Concludo citando brevemente due riviste molto corpose e dalla veste grafica elegante: Diògenes e Alter: la prima si pubblica a Mendoza e si occupa di storia del movimento operaio e anarchico, femminismo e letteratura, la seconda ha sede ha Montevideo in Uruguay ed è espressione dei collettivi che agiscono in quel paese (occupazioni studentesche, squat, radio libere, diritti umani, etc... "Ed ai nostri detrattori di sinistra e di destra vogliamo dire che non si preoccupino poiché non abbiamo rinunciato ai nostri progetti e continuiamo a resistere, a pensare ed a creare senza abbandonare l'etica, né i principi e tanto meno le nostre utopie. E sappiano che quelli e quelle di Alter sono mutanti, nomadi ed avventurosi; non ce ne restiamo imbarazzati a guardarci nello specchio del passato e neppure ci autocompiaciamo nel presente guardando il nostro ombelico. Usciamo per uccidere il mito di Alter".

Riviste con una certa diffusione sono El Iconoclasta, Verdad, Organization Obrera, Anarkosur e altre che non sono riuscito a reperire.

Lele Odiardo


Indirizzi:

  • Biblioteca Popular "J.Ingenieros", J, Ramirez de Velasco 958, 1414 Buenos Aires
  • La Protesta, Casilla de Correo 20, 1439 Buenos Aires
  • El Libertario, Brasil 1551, 1154 Buenos Aires. E mail fla@siscor.bibnal.edu.ar
  • El Unico, Aristobulo del Valle 1226, 1638 Vicente Lopez, Buenos Aires. E mail bv850172@bed.buenayre.com.ar
  • En la Calle, C.C. 40 (1842), Monte Grande, Buenos Aires. E mail oslcain@yahoo.com; oargh@citynet.net.ar
  • A Desamblar, C.C. 18 (1871), Buenos Aires
  • Diogenes, CNEL, Rodriguez 482, Ciudad (c.p. 5500) Mendoza
  • Alter, casilla de correos 6730, 11000 Montevideo (Uruguay)



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