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Da "Umanità Nova" n.10 del 21 marzo 1999

Milano
Storie di immondizia

Nella Milano di Albertini più ore in più giorni di lavoro nella Nettezza Urbana con la benedizione confederale e più profitti per l'industria dei rifiuti.

La Giunta Albertini fin dall'inizio si è distinta nell'attacco ai diritti e alle conquiste dei lavoratori dipendenti comunali, nei vari settori

Nella stessa logica in questo momento è l'attacco rivolto ai lavoratori della Nettezza Urbana, ai quali era stato preannunciato il superamento degli accordi aziendali acquisiti nel tempo, minacciando l'applicazione di quanto previsto nel contratto nazionale: aumento delle ore di lavoro settimanali distribuite su 6 giorni lavoratori, invece degli attuali 5 giorni. Come risposta era stato proclamato il 21 febbraio uno sciopero di otto ore da parte di tutte le sigle sindacali presenti nell'azienda con una pubblica manifestazione che ha avuto una compatta e significativa partecipazione. Già il 18 febbraio c'era stato un folto presidio di lavoratori organizzati dalla CUB davanti alla sede AMSA (l'azienda che gestisce il servizio della nettezza urbana) per protestare, oltre all'introduzione dei "nuovi orari", anche contro la progressiva cessione dei servizi all'esterno, contro il mancato pagamento dei premi di produttivit^ relativi agli anni '97 e '98, contro la mancata assunzione dei lavoratori che prestano servizio in regime di part time da diversi anni.

Il 24 febbraio Cgil - Cisl - Uil, insieme a Ugl e Sinpa (il sindacato della Lega Nord) hanno siglato un'intesa con la direzione dell'Amsa che prevede un'aumento dell'orario di lavoro da 32,5 a 34 ore settimanali per i turnisti di giorno e da 30 a 32,5 per i turni notturni, suddiviso su 6 giorni. Per il sesto giorno lavorativo l'Amsa concede ai netturbini 45.000 lire come indennità di disagio. Come contropartita i lavoratori part time dovrebbero passare a tempo pieno, mentre l'azienda dovrebbe impegnarsi a rimpiazzare il turn over nel settore operativo.

Dal 1 marzo partono i nuovi orari e la nuova organizzazione del lavoro, mentre il referendum per l'accettazione dell'accordo da parte dei lavoratori verrà fatto in seguito, in data da destinarsi.

Crediamo non possa sfuggire il senso immediato di grave disgressione da quelle che sono state importanti conquiste consolidate dai lavoratori in termini di riduzione di tempo di lavoro in settori particolarmente nocivi, come quello dello smaltimento dei rifiuti. E' un classico esempio di quello che intendono le Confederazioni quando esaltano il loro ruolo nella "contrattazione aziendale" degli orari.

In Amsa ci sono circa 1.400 addetti ai servizi di pulizia (raccolta e scopatura) con un rapporto di un operatore ogni 1.050 abitanti della città di Milano. Ogni giorno si spazzano mediamente 1.400 Km. di strada (per un totale di 412.650 Km. All'anno) e si puliscono circa 500 mercati all'anno.

I lavoratori organizzati nella CUB non ci stanno all'accordo sottoscritto ed hanno organizzato le assemblee fin dal 1 marzo e già proclamato 2 giornate di sciopero rispettivamente il 6 ed il 13 marzo.

Va anche sottolineato che la "nuova organizzazione" del lavoro prevista da tali accordi provoca gravi contraddizioni anche sul piano cittadino, determinando la protesta di circa 6 mila custodi, che dovranno esporre i rifiuti sul marciapiede salle 5 alle 6 del mattino. La stessa Assoedilizia ha chiesto al sindaco di sospendere l'applicazione dell'ordinanza per questa fascia di orario, sia per le implicazioni che per i costi verso cui andrebbero incontro le amministrazioni degli stabili.

Ma il sindaco Albertini che è così agguerrito contro i diritti dei lavoratori si dimostra una frana quando deve applicare la sua conclamata vocazione imprenditoriale. Infatti proprio di recente ha dichiarato il fallimento dell'Amsa nella raccolta differenziata per quanto riguarda i rifiuti organici per via delle elevate perdite, per cui ne viene annunciata la progressiva sospensione a partire dal 1 marzo, mantenendola a livello sperimentale solo in pochissime zone.

Tutto questo mentre nei comuni attorno a Milano, dove viene praticata, tale tipo di raccolta dà significativi introiti fino al 20%.

A questo punto un dubbio legittimo ci assale: scarsa imprenditorialità del "sindaco imprenditore" o propensione a fare ingrassare le industrie della discarica dove, nel milanese, l'imprenditore Paolo Berlusconi, guarda il caso, è particolarmente attrezzato?

En. Mor.



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