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Da "Umanità Nova" n.13 del 18 aprile 1999

Convegno nazionale della F.A.I. del 10 e 11 aprile:
mozioni contro la guerra e sul caso Baraldini

Il Convegno della Federazione Anarchica Italiana, tenutosi a Jesi il 10-11 aprile 1999, ribadisce fortemente la netta opposizione contro la guerra come più alta forma dell'oppressione delle élite al potere contro le popolazioni vittime inermi del dispiegamento degli apparati bellici, qualunque sia l'etnia, la lingua, la nazionalità.

L'attuale guerra nei Balcani, come quelle seguite alla violenta secessione del 1991-1995, è un tassello nella strategia del dominio di ridisegnare la mappa mondiale delle divisioni tra Nord e Sud, dopo la fine del bipolarismo che ha lasciato sul campo una unica e arrogante superpotenza.

Gli Stati Uniti, e i governi socialdemocratici europei, attraverso il braccio armato della NATO, sono i fautori attivi dell'affermazione della propria egemonia politica, militare, economica sul resto del mondo, in parallelo ai processi di globalizzazione finanziaria e commerciale che piegano i destini di uomini e donne in vaste aree del pianeta non meno brutalmente dei missili teleguidati. Del resto, polizia (interna e internazionale) e moneta sono da sempre gli strumenti del dominio.

Il Convegno della F.A.I. intende denunciare con forza la spregevole manipolazione politica dell'intervento umanitario, che nell'emergenza selezionata ad arte dall'intervento militare - non si capirebbe perché la repressione dei diritti umani nel Kurdistan non valga un analogo intervento della comunità internazionale, tanto per fare un esempio - è un nuovo aspetto della guerra di bassa intensità e ad alto contenuto tecnologico.

Questo inedito modello di intervento armato schiera eserciti di civili inermi: le popolazioni profughe, esiliate, scacciate, brutalizzate, represse, stuprate sono ostaggi e poste del conflitto. L'intervento umanitario è la prosecuzione della guerra con altri mezzi. Tanto è vero che l'emergenza è affrontata militarmente, con risorse sottratte alla costruzione di società più eque e più giuste, per dirottarle e foraggiare la macchina bellica e le industrie che si ingrassano con le forniture e il commercio di armamenti.

Il Convegno della F.A.I. individua nel nazionalismo l'alter ego dei processi di globalizzazione che ricevono nello stato la forma autoritaria in cui convogliare istanze di liberazione e di sottrazione all'inferno dell'impoverimento e della precarizzazione permanente delle esistenze di uomini e donne nei tanti luoghi di sfruttamento.

Contro le istanze nazionaliste che si traducono in sciovinismi, xenofobie, razzismi, intolleranza contro le masse migranti del pianeta, alla ricerca di condizioni di vita degne di tal nome, gli anarchici federati individuano, come confermano i processi storici di questo secolo, nell'abbattimento dello stato e quindi nella formazione di percorsi autogestionari e di autorganizzazione extraistituzionali i passaggi indispensabili per non ritrovarsi nelle trappole in cui cade costantemente la sinistra istituzionale e antagonista.

Anche in queste settimane tragiche di un conflitto che può trascinare l'Europa in un baratro senza fine, abbiamo registrato, per la verità senza meravigliarci più di tanto, il servilismo del governo italiano di sinistra-centro e la spregiudicata operazione di strumentalizzazione a meri fini di consensi elettorali della cosiddetta opposizione istituzionale, compresi quei movimenti cosiddetti antagonisti.

Questo governo D'Alema - ma siamo convinti che ogni governo passato, presente e futuro, di qualsiasi colore politico - trova nella guerra scatenata un ulteriore momento di affossamento delle istanze di base già manifestato con i tagli ai redditi ed alle pensioni, con l'incremento della disoccupazione e della inoccupazione, con l'incrinamento delle forme garantite di organizzazione del lavoro e dello sciopero.

Gli anarchici federati presenti a Jesi si impegnano a dar vita ad un movimento contro la guerra, organizzato su base federalista e libertaria, per mezzo di organismi aperti a tutti coloro che sono disposti a battersi al di fuori delle logiche istituzionali contro la guerra e contro gli aiuti umanitari che mascherano l'intervento militare, da costituire a livello locale, territoriale, sui posti di lavoro... Il Convegno della F.A.I. individua nello sciopero generale contro il governo uno strumento importante di lotta contro la guerra, vedendo nello sciopero dell'U.S.I. - A.I.T. un primo momento. Si impegna pertanto ad un'azione nei confronti delle altre organizzazioni sindacali di base per la sua indizione in tempi rapidi, dando battaglia contro le tendenze e le posizioni attendiste e collaborazioniste.

Sempre in tal senso, il tradizionale antimilitarismo anarchico trova maggiore incoraggiamento a intensificare le incitazioni alla diserzione e al boicottaggio di ogni segmento delle politiche belliche e commerciali.

Su queste parole d'ordine gli anarchici federati presenti a Jesi indicono una manifestazione nazionale anarchica, libertaria e antimilitarista per sabato 24 aprile 1999 a Rimini.


Silvia Baraldini: mozione approvata al convegno FAI del 10 e 11 aprile a Jesi

Le compagne ed i compagni presenti al convegno di Jesi del 10 e 11 aprile denunciano l'ennesima strumentalizzazione del caso Baraldini da parte dei governi italiano e USA.

La preannunciata riapertura del caso come ricompensa statunitense all'impegno profuso dall'Italia in Kosovo è un insulto che si aggiunge ai precedenti, vedi le dichiarazioni del ministro Diliberto sulla "negoziabilità" del caso Baraldini dopo l'assoluzione dei criminali del Cermis.

In linea con lo pseudoumanitarismo degli attuali signori della guerra, la Baraldini viene utilizzata come bottino di guerra, merce di un improbabile baratto.

Contro ogni logica di schiavitù riaffermiamo la necessità di una scarcerazione immediata e senza condizioni di Silvia Baraldini.



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