![]() Da "Umanità Nova" n.14 del 25 aprile 1999 Telecom. Lotta contro gli esuberiStiamo assistendo, in questo ultimo periodo in particolare, ad un duello sul piano finanziario di gigantesche proporzioni finalizzato al controllo di "quell'osso d'oro" rappresentato dal controllo del settore delle telecomunicazioni e principalmente della Telecom.Non è certamente il caso di schierarsi facendo il tifo per una delle parti, ma è doveroso mantenere la piu rigorosa autonomia dalle "cordate in corsa" nella scalata. E' necessario, oggi più che mai, essere fermamente ancorati a quelle che sono la difesa dei reali interessi dei lavoratori coniugati indiscutibilmente con quelli che sono gli interessi generali dell'intera collettività su tale campo, uscendo fuori dalle logiche speculative che sono alle origine di tali operazioni. Al contrario di come si stanno comportando i sindacati confederali che hanno inviato chiari segnali nel parteggiare per l'attuale direzione aziendale presieduta da Bernabè. Il settore delle telecomunicazioni è stato già da tempo gravemente compromesso da parte delle scelte del governo "di sinistra", dandolo in pasto ad una forsennata privatizzazione, con la giustificazione che queste erano le "nuove regole" liberiste del nuovo assetto europeo. E in queste scelte del governo italiano ha voluto fare il primo della classe, diversamente dagli orientamenti nel campo della telefonia adottati dalla Francia e dalla Germania che ai processi di privatizzazione hanno posto un freno. Tutto ciò con il tacito consenso di CGIL-CISL-UIL che hanno lasciato fare al governo, dimostrando una evidente subordinazione. Le telecomunicazioni sono un settore strategico fondamentale nello sviluppo di un paese, con un rapporto delicato con gli stessi ambiti democratici, per cui non possono essere consegnate in pasto agli appetiti speculativi del capitale finanziario. Il punto più di grave preoccupazione che si evidenzia nei piani preannunciati sia da Telecom che dalla cordata di assalto presieduta di Olivetti è l'elevato numero di dismissioni di aziende e di attività nonché di esuberi del personale. In omaggio alle regole del mercato e alle logiche speculative della Borsa si vogliono espellere dall'intero gruppo Telecom almeno 40.000 persone che costituiscono 1/3 della forza lavoro dello stesso gruppo. mentre proprio in questi giorni, esaminando il bilancio '98, si prevedono utili netti per 3.800 miliardi, pari al 40% in più dell'anno precedente. In particolare si segue la regola che maggiore è il numero dei licenziamenti e più sale il valore delle azioni in borsa. Di fronte a questa preoccupante prospettiva il sindacalismo di base (FLMUniti-CUBCobas-TLC/Roma-SinCobas/CS-SLAI Cobas/BS), diversamente dall'immobilismo confederale, hanno proclamato 2 ore di sciopero il 31 marzo contro l'annuncio degli esuberi nel gruppo Telecom, delineando un percorso di assemblee provinciali e/o di azienda, un presidio di massa per il 16 Aprile, in occasione dell'assemblea degli azionisti e uno sciopero nazionale a fine aprile con manifestazione in varie città. En Mor.
|