Da "Umanità Nova" n.20 del 6 giugno 1999
Bologna
Perquisizioni domiciliari e sfratto da una sede
E' cosa nota: da oltre due mesi è in corso una guerra iniziata dalla Nato contro lo Stato Serbo.
Il governo Italiano, membro di questa alleanza, ha cercato con tutti i mezzi,
prima blandi, poi, via via più risoluti, di piegare la popolazione
Italiana a questa logica aberrante, cercando anche di esorcizzarla con missioni
caritatevoli.
L'indignazione contro le violenze perpetrate dallo stato Serbo nei confronti
degli abitanti del Kossovo non era una ragione sufficiente da giustificare
l'appoggio ai bombardamenti che da 10 settimane riducono alla fame e alla
distruzione gli abitanti del Kossovo, del Montenegro, della Voivodina e della
Serbia.
Non tutti però si sono piegati alla strategia governativa, ampiamente
sostenuta dalla opposizione parlamentare di destra e, a partire dalla settimana
di Pasqua, le strade e le piazze sono state inondate da manifestazioni contro
la guerra, contro la Nato e contro il governo Italiano.
Tre scioperi generali, su tutto il territorio Italiano, il 30 marzo, il 14
aprile, il 13 maggio, hanno visto il movimento dei lavoratori, tramite le
organizzazioni sindacali autoorganizzate e non collaborazioniste, esprimersi
chiaramente contro la logica guerrafondaia sostenuta dal governo D'Alema.
Il 13 maggio hanno scioperato oltre un milione fra lavoratrici e lavoratori e
centinaia di migliaia di persone sono scese nelle piazze di tutta Italia al
grido di "governo assassino", "fuori la Nato dall'Italia", "non un soldo, non
un soldato per la guerra della Nato".
Il governo rischiava la sua stessa esistenza quando l'entrata in guerra di un
nuovo esercito (le Brigate Rosse) ha fornito il destro alle Forze Armate dello
Stato per scatenare la loro violenza contro il movimento di opposizione alla
guerra.
Le prime avvisaglie si erano già avute il Primo Maggio a Torino ed il 13
maggio a Firenze, quando l'azione squadristica degli agenti della questura di
Torino aveva devastato il Centro Sociale Occupato "Askatasuna" ed i reparti
della Celere agli ordini del Questore di Firenze avevano caricato il corteo
degli scioperanti ferendo gravemente una dimostrante.
L'imminente attacco di terra pianificato dalla Nato che prevede l'invio di
ulteriori truppe, impone al governo di inasprire la repressione contro
l'opposizione antimilitarista che incita alla diserzione ed al boicottaggio
della guerra.
E' cosa nota: la repressione ha bisogno della criminalizzazione per poter
agire.
La campagna di stampa contro l'opposizione politica e sociale di sinistra si
è scatenata all'indomani dell'assassinio di Massimo D'Antona con
obiettivi pianificati a tavolino: centri sociali, sindacalismo autoorganizzato
e non collaborazionista, anarchici.
A Bologna, dopo l'assassinio di D'Antona, il comitato per l'ordine e la
sicurezza (Prefettura, Questura, Amministrazione Provinciale e Comunale) ha
utilizzato gli attentati incendiari a danno di diverse sezioni dei DS per
scatenare la canea reazionaria.
Ancora una volta la storia del Movimento dei Lavoratori e del Movimento
Anarchico viene travisata: gli attacchi incendiari, gli assalti alle sedi, le
devastazioni delle Case del Popolo, delle Camere del Lavoro sono sempre stati
compiuti delle bande fasciste, dai reparti dei carabinieri o dalle squadre
della celere.
Abbiamo infatti visto, palesemente, agenti in borghese fare irruzione nelle
sedi e nelle case, a Bologna, a Imola, a Firenze ed in altre città e
paesi.
Il sindaco Vitali, sotto l'evidente pressione del governo, rappresentato
esplicitamente dal prefetto di Bologna, ha quindi deciso che il Circolo
Anarchico di via Paglietta 15, dopo essere stato posto sotto sequestro
giudiziario, dovesse essere sfrattato. L'azione di criminalizzazione e di
repressione non ci impedirà di continuare a manifestare con tutte le
nostre forze contro la politica guerrafondaia ed autoritaria del governo,
rivendicando la piena agibilità delle sedi del Movimento Anarchico,
delle sedi sindacali, dei centri cociali e delle case occupate.
La fase di scontro politico e sociale richiede la massima chiarezza e
determinazione .
La Nato, gli Usa, i governi europei, lo stato Serbo, lo stato Russo e quello
Cinese: i poteri che stanno facendo la loro politica sulla testa di migliaia di
cadaveri e milioni di profughi, potranno mettere in atto pesanti politiche di
repressione anche nel nostro paese che, partecipando a questa guerra vive nello
stato di guerra e d'emergenza, decretato dal governo D'Alema, fin dalla Pasqua
scorsa.
Come Anarchici non abbiamo altro mezzo di difenderci che la nostra coerenza e
le nostre parole e useremo questi mezzi finché ne avremo la
possibilità, ma la nostra battaglia non è solo per la nostra
libertà, bensì per la libertà di tutti ed è per
questo che rivolgiamo a tutti ed a tutte il nostro incitamento a continuare a
manifestare conto il governo ed a difendere la liberà di ognuno, tenendo
sempre ben presente l'obiettivo imprescindibile di fermare la guerra.
La nostra battaglia continuerà nonostante che i compagni vengano
perquisiti nelle loro abitazioni e sfrattati dalle loro sedi.
Libertà per tutti, Libertà per tutte.
Individualità Anarchiche aderenti alla Federazione Anarchica Italiana e
del Circolo C. Berneri di Bologna.
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