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Da "Umanità Nova" n.21 del 13 giugno 1999

Presila, Novara, Chioggia, Birgi in lotta contro la guerra

La presila contro la guerra

Una due giorni di ferma protesta contro la guerra si è svolta sabato 15 e domenica 16 maggio nelle comunità della presila cosentina.

La protesta e tutto il programma sono stati coordinati da un gruppo di chiara estrazione anarchica, nato spontaneamente in queste ultime settimane. "Mobilitazione in presila contro la guerra", questo il nome del gruppo che ha coperto i punti nevralgici dei paesi coinvolti con striscioni e manifesti. All'iniziativa hanno partecipato anche altre associazioni e i locali circoli di Rifondazione Comunista.

La manifestazione è cominciata sabato pomeriggio, con allestimento nella centralissima piazza S. Michele a Celico di una mostra fotografica sulla guerra, integrata con del materiale di controinformazione riguardante le bugie, le speculazioni e i grandi interessi che gravitano attorno al conflitto. Nella stessa giornata, sempre nella piazza S. Michele, intorno alle18,30, si è svolto un comizio contro la guerra di Domenico Liguori, componente della federazione anarchica italiana.

Domenica mattina, poi, l'attenzione si è spostata e concentrata soprattutto su Spezzano Sila, dove in Piazza delle Fontane è stata allestita nuovamente la mostra fotografica e di controinformazione. Intorno alle 10, poi, un corteo di automobili ha iniziato ad attraversare i paesi della presila: Rovito, Celico, Spezzano Sila, Spezzano Piccolo, Serra Pedace, Pedace, Casole Brutio, inneggiando slogan contro la guerra ed esponendo manifesti anticonflitto.

Red. Spezzano

A Novara contro la guerra

Mercoledì 2 giugno a Novara, presso il Centro Sociale Cavalcavia Occupato, si è tenuto un incontro pubblico organizzato dal Circolo Zabriskie Point, sul tema della lotta antimilitarista e del rifiuto della guerra. Due i relatori invitati, Roberto Minervino segretario della Lega Obiettori di Coscienza e Massimo Varengo della FAI di Milano. Ampio e articolato il dibattito che ha seguito le relazioni di introduzione incentrate sulle reali motivazioni del conflitto in corso, sull'ipocrisia dell'intervento umanitario e sul tentativo in atto di criminalizzazione del movimento contro la guerra. La mobilitazione di piazza, la campagna di obiezione alle spese militari, lo sciopero generale, la pratica di solidarietà internazionalista, sono emersi, tra i presenti, come i principali mezzi di opposizione e di sviluppo di un movimento in grado di bloccare il conflitto in corso e che ha nelle classi popolari balcaniche le vere vittime delle violenze del regime serbo e delle bombe della NATO. Con l'impegno di proseguire la lotta e la mobilitazione, senza farsi intimidire da montature e provocazioni, l'incontro si è riaggiornato in vista di ulteriori iniziative sia a carattere locale che nazionale.

M. V.

Chioggia: una manifestazione scomoda e quindi invisibile

Sabato 22 maggio, a Chioggia circa 500 persone hanno manifestato in modo pacifico ma determinato contro la guerra e in solidarietà con i pescatori per la vicenda delle bombe NATO nell'Adriatico: Tutta la città ne è stata direttamente testimone, sia per la visibilità delle manifestazione, sia per la spropositata presenza delle forze dell'ordine. Gli unici che non se ne sono accorti sono stati i cosiddetti giornalisti delle testate locali; per cui è inevitabile interrogarsi su tale, sospetta, cecità.

La Nuova Venezia ha rappresentato senza dubbio il caso più inquietante. Infatti, nonostante che normalmente abbia due pagine di cronaca locale da riempire, spesso con notizie del tutto risibili o inconsistenti, non è "riuscita" a compiere un minimo di informazione su un avvenimento locale che si inseriva a pieno titolo nella cronaca nazionale. Alcuni giorni prima della manifestazione ha dato l'annuncio del corteo appena con quattro righe, nonostante che alla redazione locale fossero pervenuti comunicati, volantini, lettere, adesioni; ma tale "disattenzione" preventiva si è ulteriormente aggravata dopo la manifestazione a cui non è stato dedicato neanche un rigo, come se non fosse mai avvenuta.

Il gazzettino ha usato invece un altro metodo per "disinformare", dedicando un paio di articoli (uno prima e uno dopo la manifestazione) ma facendo del proprio "meglio" per etichettare una manifestazione difficilmente etichettabile.

Infatti nell'articolo che annunciava la manifestazione questa risultava fin dal titolo come iniziativa dei centri sociali, quando questa era stata promossa unitariamente dal Comitato cittadino contro la guerra, dall'associazione culturale Antigone e del centro sociale chioggiotto, con l'adesione di variegate realtà sociali e politiche a livello regionale (comitati, associazioni, individualità, circoli anarchici e Rifondazione Comunista). Nell'articolo pubblicato all'indomani del corteo, l'iniziatiova veniva confusa con quella confluente - ma distinta - di Rifondazione Comunista e l'unica fotoa riguardo immortalava Paolo Cacciari e Luca Casarini "alla testa del corteo", quando il ruolo di questi due personaggi è stato del tutto marginale rispetto l'organizzazione della manifestazione e i contenuti da questa espressa.

Non è possibile sapere se si tratta di chiusura culturale, mancanza di professionalità o di vera e propria censura, ma è evidente che, indipendentemente dalla rispettiva impostazione politica, per la stampa locale, la manifestazione del 22 maggio doveva risultare INVISIBILE, a meno che non avvenissero incidenti o fossero tracciate stelle a cinque punte sui muri, perché queste sono le cose a quanto pare che più piacciono alla cosiddetta informazione democratica e alla cosiddetta opinione pubblica in tempo di guerra.

Spiacenti di avervi delusi, ma non stiamo al vostro gioco e ci viene da sorridere quando sentiamo che in Serbia l'informazione è controllata dal regime.

Centro di Documentazione - Chioggia

Birgi: manifestazioni contro la guerra

Domenica 30 maggio si è svolta davanti alla base del 37deg. stormo aeronautico di Birgi (Trapani) una manifestazione pacifista, indetta dal Coordinamento di Trapani e dal Coordinamento per la pace nei Balcani di Palermo. L'iniziativa ha raccolto un centinaio di persone provenienti da Palermo, Trapani, e paesi limitrofi. La manifestazione ha visto il formale divieto del questore: tutto ciò non ha impedito ai partecipanti di radunarsi per alcune ore davanti ai cancelli della base e protestare conto la presenza degli aerei A-10 (Thuderbolt II) che da più di una settimana riversano il loro carico di morte sul territorio jugoslavo, facendo sì che la base aerea di Birgi funzioni a pieno ritmo per le operazioni di terrorismo di stato nei confronti delle inermi popolazioni serbe, kosovare e montenegrine.

Al sit-in è seguita un'assemblea nei locali della chiesa valdese di Marsala, assemblea che ha denunciato l'intendo intimidatorio da parte della polizia e del comando aeronautico nei confronti dei manifestanti e ha rilanciato per il 27 giugno una mobilitazione regionale davanti ai cancelli di Birgi oper dire no alla guerra e alla militarizzazione della Sicilia.

Informazione Antimilitarista



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