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Da "Umanità Nova" n.24 del 4 luglio 1999

La moltiplicazione dei santi

Ci sono molti modi di dire che utilizziamo senza sapere, in alcuni casi, se siano effettivamente veri. A molti di voi sarà capitato di dire che "aiuole" è l'unica parola italiana contenente tutte le vocali senza ripetizione, magari non facendo caso al fatto che anche "sequoia" ed "umanesimo" rispettano la stessa condizione. Ognuno di noi ha affermato almeno una volta nella vita: "soqquadro è l'unica parola italiana con la doppia q!", sicuramente ignorando l'esistenza della parola "beqquadro", usata per indicare un particolare tipo di simbolo nella scrittura degli spartiti musicali (sicuro di aver gettato nello sconforto la maggior parte dei lettori, e prima che prendiate in mano un vocabolario, sappiate che si può scrivere anche con una "q" sola e sono ammesse entrambe le forme).

Molti usano l'espressione "fare l'avvocato del diavolo" per indicare chi, in una discussione, sostenga una tesi contraria a quella generalmente accettata. Quasi nessuno sa che l'avvocato del diavolo esiste veramente ed è quella figura che, nel processo di canonizzazione, si oppone alla santificazione o alla beatificazione di qualcuno. Sarebbe meglio dire esisteva visto che, per velocizzare le santificazioni, Wojtyla ha preferito abolirla.

Infatti, benché la chiesa cattolica veneri più di 12.000 santi e innumerevoli beati, questi furono quasi tutti proclamati tali prima del concilio di Trento, nel 1588, quando cambiò il processo di canonizzazione (inserendo "l'avvocato del diavolo"). Da allora al 1978 (anno primo di Wojtyla) sono stati fatti 302 santi e circa 800 beati. Dal 1978 ad oggi ne sono stati proclamati 280 e più di 800 beati. Insomma Wojtyla ha proclamato, in ventun anni, lo stesso numero di santi e di beati dei suoi 36 predecessori nei 390 anni precedenti.

Qualcuno potrebbe pensare che tutte queste canonizzazioni ci siano state per motivi di politica interna alla chiesa, come nel caso di Josémaria Escriva de Balanguer (il fondatore dell'Opus Dei) beatificato solo 17 anni dopo la morte (un record), o per motivi di politica internazionale, come nel caso di Alojzije Stepinac (uno dei capi degli ustascia croati). Qualche altro penserà ai soldi (come sempre, quando si parla di chiesa) fatti con il merchandising, come per Francesco Forgione, o a quelli spesi per promuovere le cause di canonizzazione, magari come nel caso delle "Suore del santissimo sacramento per gli indiani e i neri" che per la beatificazione della propria fondatrice, Karen Drexel, avvenuta nel 1980, spesero 333.250 dollari (dell'epoca, ai valori di oggi sarebbero molti di più), o a far fruttare, in termini di offerte e vocazioni, i frequenti viaggi di propaganda all'estero (quando ci va ne fa sempre qualcuno nuovo).

Nessuno coglie però il vero problema del proliferare di tutti questi nuovi santi. I santi, si sa, proteggono dalle disgrazie, alcuni lo fanno così bene da essere eletti a santi protettori di determinate situazioni: aumentando il numero dei santi protettori, si rischia di fare confusione e di invocare il santo sbagliato.

Per esempio, se uno soffrisse di stitichezza e si raccomandasse a San Armagilo, che cura le coliche, potrebbe fare più danno che altro. Mica tutti i santi sono come San Vito, che cura contemporaneamente insonnia e letargia.

Poi bisogna saper scegliere: contro la siccità ci si può raccomandare a 11 santi, ma se uno prega, ad esempio, per San Calimero, non si può certo aspettare che si metta a piovere; per far piovere ci sono altri 16 santi, tanto vale invocare Sant'Elia o San Gauderico che funzionano sia contro la siccità sia per far venire la pioggia.

Nel caso si fosse pregato troppo ci sono altri 4 santi che proteggono contro la pioggia, il migliore è San Bennone che può essere invocato sia contro la pioggia, sia per farla venire.

Se poi il problema non fosse la pioggia, ma i fulmini, dei 7 santi che li combattono la migliore è senza dubbio Santa Barbara, che è diventata eponima di armerie e polveriere che si chiamano santebarbare per evitare che siano colpite dai fulmini.

Se però si fosse scelto il santo sbagliato contro la pioggia, e questa si fosse trasformata in un temporale ci sono altri 6 santi a proteggervi tra cui noi vi consigliamo Santa Flora, specifica per la materia. Avete nuovamente scelto il santo sbagliato e la situazione peggiora? Nessuna paura: contro le tempeste ci sono altri 5 santi, il migliore, secondo noi, è San Domenico di Sora, che cura anche i morsi dei rettili (non si sa mai).

Attenzione però a non sbagliare, questi proteggono solo dalle tempeste terrestri, per le tempeste marine ci sono altri 4 santi in cui è da preferirsi San Francesco Saverio, che vi protegge (insieme ad altri 4) anche dagli uragani, qualora la situazione non si dovesse risolvere.

In ogni caso è bene accendere un cero (se ci riuscite, con tutta quell'acqua) anche a San Nicola di Mira, che, con un paio di colleghi, protegge dai pericoli del mare. Contro i naufragi ci sono altri tre santi. Ma se tutto vi è andato male e siete naufragati ad aiutarvi voi ci sono ben 5 santi, tra cui suggeriamo Santa Libaria, che è utile anche contro la grandine (con altri 6 santi).

Non vi sbagliate però: se siete naufragati su un fiume non avete alternative a San Giovanni Nepomuceno, che per sovrappiù protegge anche i ponti.

In ogni caso suggeriamo una preghiera anche a San Adiutore di Vernon, protettore dei nuotatori, che, nei naufragi, può sempre tornare utile.

Se, timorosi di non capire la situazione, voleste una difesa corporativa ci sono ben 10 santi per i marinai tra cui scegliere, a meno di non volervi considerare gente di mare, nel qual caso non avete alternative a San Francesco di Paola. Però controllate dove siete imbarcati, casomai fosse una nave della marina militare, avreste un altro santo protettore. Poi verificate cosa state facendo, se siete pescatori potete raccomandarvi a tre santi, ma non scegliete assolutamente San Maurilio di Angers, che non vi proteggerebbe se il pesce oltre a pescarlo lo vendeste: i pescivendoli sono protetti da altri tre santi tra cui lui non c'è e gli altri due si.

Se nella pesca vi capitasse di pescare qualche relitto recitate subito un'orazione per San Buduco, che protegge i pescatori di relitti.

Se non sapete esattamente cosa fare raccomandate la nave a Noè, che è il solo che le protegge.

Se dopo tutta quest'acqua volete bere un po' di vino e magari non avete soldi e nulla da dare in pegno (San Bernardino da Feltre) al Monte di pietà (San Giuseppe) o non avete garanzie per una Cassa di risparmio (Sant'Antonio Maria Claret), non c'è nessun problema, però attenzione a dove andate a bere: se siete in un bar raccomandatevi a Sant'Armando di Maastricht (protettore dei baristi), se siete in un'osteria chiedete la grazia a uno degli 8 santi che proteggono la nobile categoria degli osti.

Attenzione a non fare confusione con i 5 santi che proteggono i fabbricanti di birra o con i 4 che assicurano salute e felicità ai fabbricanti di botti.

Se, invece, doveste andare a comprare il vino in campagna invocate San Servazio di Tongres, o uno degli altri 6 protettori di viticoltori, che, comunque, hanno una protezione specifica contro la filossera garantita da San Rocco. Se capitate in periodo di vendemmia vi dovete però rivolgere solo a San Martino (protettore dei vendemmiatori). Nei casi disperati minacciate l'intervento di San Vincenzo di Saragozza, protettore dei produttori d'aceto.

Avete bevuto troppo e vi è venuto il singhiozzo: ci pensa San Biagio di Sebaste. Vi siete addirittura ubriacati? Ci vuole Sant'Urbano di Langres. Ovviamente occhio (Santa Lucia ed altri 18) al fegato (San Liborio).

La mattina dopo vi svegliate con il mal di testa? Una preghierina a Sant'Acacio (o a uno degli altri 8 santi efficaci contro l'emicrania) e passa la paura.

Insomma per tutte le evenienze c'è un santo protettore, lo hanno gli uomini di governo (San Ferdinando III), i regnanti (San Luigi IX), i fabbricanti di matite (San Tommaso d'Aquino), ce l'ha persino il giudice Laudi, quello che ha arrestato Sole e Baleno (Sant'Adriano di Nicomedia, protettore di boia e carnefici).

E' vero, noi non abbiamo un santo protettore. Nell'attesa che proclamino santo Dom Perignon, escludendo Sangiovese, che è un ottimo vitigno con cui vengono fatti in Italia centrale dei vini superbi (tra cui il brunello di Montalcino) e che non è il caso di rovinare con contaminazioni ecclesiastiche, l'unico santo che potremmo utilizzare è San...dokan (oltre, ovviamente, a tutti i tigrotti di Mompracem)!

Francesco Fricche



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