![]() Da "Umanità Nova" n.26 del 5 settembre 1999 cronacAnarchicaLanghe: tre giornate sugli indiani d'America Alba cittadina da salotto, indisturbabile neppure per la guerra; giunta di centro destra; leghisti, fascisti, democristiani insieme in un gioco infantile di rivalsa sulla giunta del precedente centrosinistra. Nulla cambia per i giovani che da anni chiedono un centro sociale: non esiste aggregazione che non sia quella degli oratori o del volontariato istituzionale cattolico. Giovani dei gruppi Akira, del Collettivo internazionalista "M. Rodriguez", dei collettivi teatrali, animano la dialettica culturale e politica della città e propongono analisi del comportamento, critica radicale dello stagno, lanciano messaggi di disinteresse della forma del potere, del voto, per marcare la distanza dei bisogni insoddisfatti. Con loro gli anarchici locali come lievito del panino. Nei mesi della guerra nasce l'iniziativa di far sentire quelle voci che dall'America subiscono la pulizia etnica "dell'American Way of Life" senza che nessun bombardamento colpisca Washington o Città del Messico o Santiago del Cile. Una democrazia basata su 500 anni di sterminio di intere nazioni autoctone, sulla territorializzazione dei popoli indigeni, sullo sfruttamento manu militari delle risorse, sul disconoscimento della autodeterminazione delle nazioni senza stato - gli indios - da quale pulpito insegna democrazia agli altri? Quale trave vede nell'occhio altrui che non abbia nel proprio? Dal 24 al 26 giugno vi sono stati tre giorni di dibattito. E' intervenuto un rappresentante del popolo Navajo, già costretto nei confini di una riserva e ora privato di un luogo da loro considerato sacro come il monte Graham, che in seguito ad una scalata internazionale cui hanno partecipato l'Italia ed il Vaticano hanno deciso che era il posto più adatto per l'installazione del più potente telescopio dell'emisfero nord della terra. Da una cassetta registrata ci sono giunte le voci dal Chiapas: una lotta nata da esigenze di liberazione locale ma con un forte spirito internazionalista. Infine vi è stato l'intervento di Vicente Taquias - Urbano - che dopo aver fatto il punto sulla vicenda del rinvio a giudizio di Pinochet, ha richiamato l'attenzione sulle lotte degli indios Mapuche del Cile . L'appuntamento è per settembre alla riapertura delle scuole. A bientot Da una corrispondenza di Antonio Lombardo
Chioggia Il bilancio della Festa Ribelle (15 - 17 luglio), organizzata dal CSA "Tonita" a sostegno di UN, sarebbe stato senz'altro positivo se, dopo appena una settimana, non fossero arrivate le denunce (Artt. 650 e 659) a due compagni, per "non aver ottemperato" agli ordini della polizia e per aver "disturbato la quiete pubblica". Tali comunicazioni giudiziarie si riferiscono a quanto accaduto la sera del 16 luglio quando, verso la fine del concerto OI! dei "Feccia Rossa", gli agenti di 3 autopattuglie della PS e il dirigente della locale Digos, erano "intervenuti" davanti all'ingresso del centro sociale pretendendo non solo l'immediata fine del concerto ma persino lo spegnimento dell'impianto stereo all'interno del Centro. Il pretesto, come al solito, erano le telefonate di alcuni onesti "cittadini" disturbati dalla musica, anche se la cosa appare poco credibile dato che il centro sociale si trova situato tra la ferrovia, una strada e il cimitero. Contro tale provocatorio intervento, numerose persone presenti avevano protestato nei confronti dei "tutori dell'ordine" intenzionati ad imporre il "coprifuoco" vigente a Chioggia, secondo cui alle 23 tutti dovrebbero essere a letto o tutt'al più, ad annoiarsi sul lungomare. Evidentemente però tale disobbedienza collettiva doveva avere dei "capri espiatori" e così è stato, con la denuncia di due compagni di Chioggia, ben noti per il loro impegno - di cui uno neppure facente parte del Centro Sociale - quale "atto dovuto" (ma verso chi?). CSA Tonita, Piazza stazione FS, Chioggia Cogliamo l'occasione per ringraziare per la loro partecipazione la redazione di UN, i "Feccia Rossa" assieme alla Sharp del Veneto, Luca e Donato di Livorno.
I compagni e le compagne della redazione di UN esprimono la loro solidarietà ai compagni denunciati in occasione di un'iniziativa promossa in sostegno del settimanale.
Novara Se nelle carceri italiane in questo fine millennio è ancora presente la figura del detenuto politico, isolato, discriminato, contro cui il sistema sfoga la sua arroganza e il suo strapotere, uno di questi è senz'altro "Martino" Marco Camenisch, che dal '91 langue negli Istituti di massima sicurezza, ove i soprusi alla persona sono all'ordine del giorno, come trasferimenti improvvisi nell'imminenza di colloquio, rifiuto a concedere visite mediche, negazione del permesso di visite a non familiari, restrizioni di ogni genere per non parlare della mancata concessione di benefici che ad altri sono garantiti. Essendo stato condannato a 12 anni per aver ferito leggermente con arma da fuoco 2 carabinieri che si accingevano a fermarlo e danneggiamento (un traliccio Enel di una linea mai entrata in funzione), se non fosse per motivi politici da anni avrebbe potuto fruire della semi libertà e di riduzioni di pena. Su di lui pende una richiesta di estradizione dalla Svizzera per non aver terminato di scontare una pena molto pesante inflittagli per danneggiamento (8 anni), e l'accusa in un processo non ancora celebrato per l'omicidio di una guardia carceraria avvenuto durante l'evasione di un gruppo di detenuti (fra cui Martino) dal carcere di Zurigo e l'uccisione di una guardia di confine. Per fare un solo paragone (ma molti altri potrebbero esser fatti dopo la rimessa in libertà del "mostro del Circeo"), l'uccisore dell'anarchico Umberto Corsi e della sua compagna a Colonnata, Petacchi, cui i carabinieri avevano armato la mano con tanto di permesso, dopo aver scontato qualche mese di carcere preventivo in attesa del processo nel '96, è stato mandato a casa, ove ancora si trova tre anni dopo, senza neppure l'obbligo della firma, in attesa che la sentenza diventi definitiva, malgrado la condanna all'ergastolo avvenuta in secondo grado. Domenica 25 luglio, alle 9 del mattino a Novara, una cinquantina di compagni hanno risposto all'appello di "Alpi in resistenza". Al torrido clima estivo della città mezzo spopolata si è aggiunta l'ordinanza del sindaco di mantenere sgombre da autovetture in sosta tutte le strade adiacenti il reclusorio, mentre il direttore dello stesso ha sospeso tutte le visite, non mancando di rinviare un inconsapevole gruppo di familiari non avvertiti della situazione, tanto per riconfermare il solito spirito umanitario dell'istituzione. Pattuglie di agenti appostati ai caselli autostradali, alle vie di accesso, in febbrile perlustrazione, e gli immancabili furgoni stipati di tutori del loro ordine hanno popolato uno scenario surreale, il cui tocco era il sistematico passaggio circa ogni dieci minuti davanti al gruppo che stazionava di fronte al carcere del carro attrezzi, incaricato di rimuovere chissà quale paventata autobomba. Alcuni compagni attrezzati con casse e generatore, hanno allietato le ore della manifestazione con un po' di musica, che in qualche modo deve esser riuscita a valicare le mura infami. Il presidio si è concluso verso le 13,30. Alfonso
Pescara: contestati i DS Mercoledì 30 giugno i compagni del CPA Obelix hanno deciso di compiere un'azione di denuncia nei confronti della politica dei DS nell'ambito della festa dell'Unità di Pescara, in particolar modo rispetto al ruolo giocato dal governo italiano nella guerra nei Balcani. Sono entrati nel teatro D'Annunzio dove stava suonando un gruppo locale - i Guilio Dorme - e terminata la penultima canzone sono saliti sul palco in 14 dispiegando 3 striscioni con scritto: "contro la guerra imperialista lotta di classe internazionalista", "contro ogni delega autorganizzazione e autogestione", "se toccate uno toccate tutti"; inoltre sono stati lanciati dal microfono degli slogan contro la guerra e il governo D'Alema, e per la liberazione dei prigionieri politici. Il pubblico si è diviso: alcuni hanno fischiato, altri hanno applaudito. Una volta scesi dal palco i compagni sono stati accompagnati all'uscita dai responsabili della festa, dove, dopo alcuni battibecchi, si è continuato a gridare slogan. Fortunatamente non ci sono stati incidenti in quanto le forze del "disordine" se ne erano andate poco prima. Lorenz@ - Gruppo FAI di Pescara e CPA Obelix
Carrù: fiera dell'autogestione del nord ovest Dal 23 al 25 luglio si è tenuta nella piazza del Mercato di Carrù, "porta di Langa" la Fiera dell'Autogestione del Nord Ovest, in cui si sono incontrati, si sono scambiati idee, esperienze, prodotti, compagni liguri e piemontesi e anche alcuni provenienti dalla Lombardia. Sono stati tre giorni molto intensi di confronto in cui si sono estesi e rafforzati i legami tra realtà operanti sul territorio, che già nei numerosi incontri preparatori si erano progressivamente costruiti. La scelta di organizzare una fiera locale si è rivelata positiva, perché ha consentito di sviluppare un dibattito che pur avendo un respiro più ampio ha potuto calarsi e confrontarsi con esigenze, progetti e esperienze che si stanno sviluppando sul nostro territorio. Si è esordito il venerdì sera con un dibattito incentrato su "La grammatica dell'autogestione" in cui si sono presentati e discussi gli elementi cardine di un percorso che tenta di coniugare concretezza e tensione utopica. Il sabato si è scelto di privilegiare la presentazione di esperienze concrete di autogestione. Peter Schrembs, intervenuto sulle esperienze autogestionarie in Svizzera, ha offerto lo spunto per una discussione particolarmente vivace sulle proposte di un reddito di cittadinanza. In particolare si è sottolineato come tali proposte, oltre che improbabili sono anche e soprattutto foriere di un nuovo tentativo di ammortizzare le tensioni sociali emergenti tra gli esclusi del nord del mondo, mantenendo inalterato ed anzi rafforzando il sistema capitalista: lungi dall'aprire spazi politici e sociali di autonomia e autorganizzazione sociale tali prospettive finiscono coll'accrescere la dipendenza dall'apparato statuale, indebolendo la spinte autogestionarie. Peppe della comune Urupia e Domenico Liguori della Federazione Municipale di Base di Spezzano Albanese hanno illustrato due esperienze di autogestione, una rurale, produttiva e comunista, l'altra urbana, politica e sociale che animano il salentino e il cosentino. Pietro Stara della Federazione Anarchica Torinese, ha svolto una interessante relazione sulla cooperazione sociale, soffermandosi in particolare su ruolo e funzione del socio lavoratore, in cui contraddittoriamente si mescolano meccanismi di duro sfruttamento ed una sia pur esigua e residuale spinta partecipativa. La domenica i lavori sono proseguiti in modo assembleare, facendo emergere molteplici progetti ed esperienze, su alcuni dei quali proseguirà l'impegno nei prossimi mesi: dal progetto di recupero in senso autogestionario e sociale delle case del popolo nel verbano ad una campagna di controinformazione e lotta contro le colture trasgeniche. La Fiera ha impiegato prodotti provenienti da colture biologiche, dal circuito del commercio equo, da situazioni autogestite, il sabato sera i concerti di Kurkuma e Estorio Drolo hanno visto la partecipazione della gente del paese e le danze sono proseguite sino a tarda notte. Il prossimo appuntamento è per l'inizio dell'autunno. R. S.
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