Da "Umanità Nova" n.30 del 3 ottobre 1999
Francia
Non produrremo porcherie: Intervista a tre militanti della Confédération Paysanne
Il 12 agosto scorso a Millau, nel sud-ovest della Francia, 300 persone hanno
smontato un McDonald in costruzione. Tale azione, promossa dal sindacato
contadino Confédération Paysanne, aveva come obiettivo di
denunciare le scelte dell'Organizzazione Mondiale del Commercio che ha deciso
di tassare del 100% il Roquefort prodotto nella regione in risposta al rifiuto
europeo di importare la carne agli ormoni americana.
In seguito all'azione, 5 militanti della Confédération Paysanne
sono stati arrestati. 4 di loro sono stati rapidamente liberati in cambio di
una cauzione di 30 milioni di lire a testa. Il quinto, José Bové,
già conosciuto dalla giustizia per le sue attività
antimilitariste, antinucleari e contro l'uso di organismi geneticamente
modificati in agricoltura è stato mantenuto in carcere.
Giovedì scorso, la posizione della Giustizia, in seguito ad una forte
mobilitazione dell'opinione pubblica ed al ritiro -di McDonald come parte
civile, si è ammorbidita, accettando la libertà condizionale in
cambio di 30 milioni.
Il sindacalista ha rifiutato di essere liberato in cambio di denaro dichiarando
che se bisogna rimanere in prigione per difendere un'agricoltura pulita, ci
sarebbe rimasto e che la libertà sindacale non ha prezzo. La cauzione
per Bové è stata pagata in seguito da un "farmer" americano
solidale con la sua lotta.
Quella che segue è la sintesi di tre interviste realizzate da Radio
Libertaire di Parigi a tre agricoltori aderenti alla Confederazione Contadina
di Aveyron. Due degli intervistati sono tra gli inquisiti per l'azione contro
un cantiere di un nuovo McDonald a Millau. (Tratto da "Le Monde Libertaire" del
16/22 settembre, traduzione di Yves).
Radio Libertaire: qual è l'obiettivo della vostra azione?
R.: l'azione del 12 agosto contro la McDonad di Millau è stata
concepita come una forma di protesta contro i dictat degli Stati Uniti. In
effetti, anche grazie alla nostra campagna di agitazione, l'Unione Europea ha
deciso di vietare l'importazione del mais transgenetico. Per ritorsione, gli
Stati Uniti hanno deciso di porre un dazio del 100% su alcuni prodotti, fra i
quali il formaggio francese "Rochefort". Ebbene la produzione a l'esportazione
di questo formaggio è alla base dell'economia di un'intera regione: i
contadini ma anche i dipendenti delle cooperative. Per di più siamo
riusciti a far sì che questo formaggio sia vergine del latte prodotto da
mucche che si siano nutrite di prodotti geneticamente modificati.
Abbiamo così deciso di smontare - non distruggere - un McDonald in
costruzione nella nostra regione. Ma il nostro obiettivo era molto più
importante: porre di fronte all'attenzione pubblica la questione della
qualità degli alimenti che i governi e gli industriali agricoli vogliono
imporre sia ai contadini che ai consumatori.
Ormai da diversi anni si succedono gli scandali: vacche folli, inquinamento
delle acque in Bretagna, polli nutriti con residui industriali, etc. Per noi
non si tratta del risultato di episodi casuali o di malasorte ma dell'effetto
di un sistema produttivo. Per questo riteniamo che la nostra azione non sia
corporativa come quelle portate avanti dall'altra organizzazione degli
agricoltori, la FNSEA.
R. L.: Perché?
R.: alla Confederazione Contadina riteniamo che sia impossibile isolare
quello che accade nel nostro settore (l'agricoltura) del resto del mondo. I
problemi sono legati e hanno la stessa origine. L'avvelenamento sistematico dei
cibi o i licenziamenti in una fabbrica hanno una origine comune: la
mondializzazione. Quale agricoltura vogliamo per il futuro? Che nutrimenti
vogliamo domani? Questo dibattito non riguarda solo i contadini. Sono tutti i
cittadini che devono decidere.
R. L.: questa guerra economica è appena cominciata?
R.: una riunione planetaria per l'organizzazione del commercio mondiale
avrà luogo a Seattle (Stati Uniti) nel mese di novembre. E' dunque ora
di aumentare la pressione poiché è evidente che non chiederanno
il nostro parere. E' necessario che salariati, contadini-produttori e
consumatori si alleino contro un progetto che ha per unico scopo il profitto!
Per esempio noi siamo contrari alla concentrazione delle terre. Preferiamo
quattro fattorie di media grandezza ad una sola e immensa. Noi rifiutiamo di
produrre della "merda" (pericolosa per la salute) destinata ad un gran numero
dei nostri concittadini, e "prodotti biologici ma cari" per una ristretta
élite. Vogliamo un'agricoltura contadina di cui i contadini siano
fieri.
Le direttive, le norme europee che subiamo sono tutte elaborate con l'unico
scopo di farci scomparire. Gli investimenti che ci impongono sono troppo
pesanti per aziende a carattere familiare che lavorano puntando sulla
qualità del prodotto. Sul settore dell'allevamento del bestiame, invece,
non viene posta alcuna restrizione. Questo favorisce coloro che danno da
mangiare qualsiasi cosa (farine industriali) al bestiame. Per contro la
trasformazione del latte e del formaggio ci fa comprendere che sarebbe
più semplice utilizzare l'acqua distribuita dalla "Lyonnaise" o dalla
"CGE", già a norma, piuttosto che l'acqua di sorgente, sempre sottoposta
ai molteplici controlli sanitari di idoneità. Le norme non sono molto
efficaci poiché la maggior parte delle multe hanno colpito aziende che
le rispettano.
R. L.: il vostro arresto rimette in causa l'azione sindacale?
R.: è fin troppo evidente che se dopo ogni manifestazione o
corteo lo Stato arresta dei militanti e poi chiede una cauzione di 100 mila
franchi per rimetterli in libertà, ogni dissenso diventa impossibile.
Anche su questo ci sono due pesi e due misure: quando l'ufficio della signora
Voynet è stato messo sottosopra da un commando di aderenti al FNSEA
è controllata dalle lobby che spadroneggiano nel mondo agricolo.
R. L.: avete ricevuto larghi consensi...
R.: è vero, segno che siamo riusciti a mobilitare attorno a
questo tema sia in Francia che all'estero. Ma, sia en chiaro, rifiutiamo ogni
strumentalizzazione politica, malgrado gli sforzi di alcune organizzazioni di
estrema sinistra. Alla Confederazione Contadina, i responsabili non devono
avere incarichi in un partito politico sia a livello nazionale che locale.
Sintesi realizzata da Wally
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