![]() Da "Umanità Nova" n.30 del 3 ottobre 1999 Senza Frontiere. Brevi dal mondoBelgio - campagna contro le espulsioni 50 compagni dei collettivi contro le espulsioni del Belgio hanno occupato lo spazio antistante al ministero della giustizia del paese ad un anno esatto dall'assassinio di Semira Adamu. Altri compagni stanno confluendo per dare vita ad una manifestazione. Nei giorni e nelle settimane a venire sono previste azioni in tutti i luoghi d'Europa che culmineranno nelle mobilitazioni diffuse del 15 ottobre e nel contro-summit di Tampere del 16.10. Informazioni e comunicati in quasi tutte le principali lingue nel sito www.ecn.org/finlandia/tampere .
Svezia - street party contro le violenze della polizia a Stoccolma Dopo le cariche allo street party organizzato dal gruppo "Reclaim the street" - Riprendiamoci la strada - il 18 settembre di cui abbiamo riferito sullo scorso numero di UN (n.29), i media inizialmente appiattitisi sulla versione della polizia, hanno cominciato a dar spazio alla cronaca reale degli avvenimenti, anche perché la polizia si è più volte contraddetta, mutando più volte versione sugli avvenimenti del 18 settembre. Il gruppo "Reclaim the Street" ha indetto per sabato 25 settembre una manifestazione contro le violenze della polizia che si è svolta sotto i riflettori attenti dei media e, ben differentemente dalla settimana precedente, con una scarsa presenza poliziesca. I partecipanti hanno ballato per circa un paio d'ore. Altre manifestazioni sono annunciate nelle città svedesi di Goeteborg, Malmoe e Umeå. Per contatti: "Reclaim the street" <reclaimthecity@hotmail.com>
Brasile - indigeni in lotta Intensificare le varie forme di lotta per la riconquista delle terre indigene, come la ripresa delle aree invase dai fazendeiros, miniere e imprese agricole; moltiplicare le manifestazioni come strumento di pressione politica sul governo del presidente Fernando Henrique Cardoso, perché vengano demarcate e regolarizzate tutte le aree indigene. Questa le due principali decisioni prese all'incontro nazionale dei capi indigeni e sciamani di tutto il paese, iniziato il 22 scorso a Porto Seguro e che si è concluso il 24/9. 112 leader in rappresentanza di 39 popoli, hanno reso noto un manifesto in cui affermano: "di aver riflettuto e ricordato con dolore e speranza questo mezzo millennio di invasione, violenza e genocidio." "Mentre il governo si prepara per festeggiare i 500 anni dell'arrivo dei conquistatori portoghesi - proseguono i leader - la maggior parte dei nostri popoli continua ad avere le loro terre invase e negate". L'incontro è servito a preparare una Conferenza indigena che i leader vogliono realizzare sempre a Porto Seguro nell'aprile del 2000, come parte della Campagna di resistenza indigena, nera e popolare. Questo evento dovrebbe essere preceduto da una grande marcia nazionale che partirebbe dai vari angoli del paese, passando per Brasilia per arrivare a Porto Seguro, l'epicentro delle commemorazioni ufficiali per il V centenario.
Burundi - lager di Stato Da oltre una settimana migliaia di civili sono rinchiusi in campi di concentramento senza ricevere né acqua né cibo. Decine di loro sono già morti di stenti, violenze e torture. Sebbene le autorità abbiano giustificato una tale deportazione di massa con la necessità di effettuare `un censimento', a nessuna agenzia od organismo umanitario viene concesso di portare soccorso, nemmeno alle donne e ai bambini. Tutto è iniziato lunedì 20 settembre. I soldati governativi, aiutati da diversi armati ugandesi probabilmente mercenari, hanno circondato Runyaga, Kanyosho e Isale, località situate poco fuori la capitale, Bujumbura. Hanno poi dato il via all'operazione, radunando tutti gli abitanti e rinchiudendoli in recinti privi di qualunque attrezzatura.
Indonesia - numerosi morti negli scontri fra studenti e polizia È salito a 7 morti, tra i quali un ragazzino di 9 anni, il bilancio degli incidenti di Giakarta, culminati il 24/9, tra forze di polizia e studenti che manifestavano contro il progetto di legge sulla sicurezza che attribuisce maggior potere ai militari. La legge era stata approvata dal Parlamento, poi ieri sospesa in seguito ai disordini, durante i quali, secondo alcuni testimoni, la polizia ha sparato colpi di arma da fuoco direttamente sui dimostranti. Gravi disordini sono scoppiati, per diversi motivi, anche nella travagliata provincia orientale di Irian Jaya, la più estesa dell'Indonesia, al confine con la Papua Nuova Guinea : 2 persone sono state uccise dalla polizia in seguito a una rivolta scoppiata il 24/9, quando 4 uomini sono stati duramente percossi da poliziotti a Manokwari. La violenta azione della polizia ha scatenando la reazione della popolazione locale che ha attaccato sedi governative e alcune abitazioni. Va ricordato che la provincia, che fa parte dell'Indonesia dal 1963 è etnicamente e culturalmente diversa da quella indonesiana. La provincia, che è molto ricca, è stata "indonesizzata' con la migrazione forzata di 200.000 persone, ed è percorsa da moti indipendentisti, duramente repressi negli anni `70-`80 dall'esercito indonesiano.
Turchia - rivolta e morti nel carcere di Ankara Sette morti nel principale carcere di Ankara a seguito di una rivolta dei detenuti politici avvenuta domenica 26 settembre.
Australia I lavoratori dei porti di Wellington e di Lyttelton lo scorso fine settimana hanno dato vita ad azioni di protesta contro la brutale repressione attuata dal governo indonesiano nei confronti del popolo di Timor Est. A Wellington aderenti alla "Rail and Maritime Transport Union" e alla Waterfront Workers Union si sono rifiutati di scaricare la "Tasman Orient". Stesso trattamento è toccato ad un'altra nave da carico indonesiana la "Cape Scott" che i lavoratori di Lyttelton non hanno voluto scaricare.
USA - Appello per una mobilitazione internazionale contro l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) A Seattle negli Stati Uniti il 30 novembre si terrà la terza conferenza dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. In tale occasione verrà discussa una nuova versione dell'Accordo Multilaterale sugli investimenti e verranno approntate misure per garantire il libero commercio. L'applicazione di nuove regole neoliberiste contribuirà alla crescita dello sfruttamento dei popoli e delle risorse del pianeta. Contro il WTO stanno partendo da più parti appelli alla costruzione di una giornata di mobilitazione internazionale per il 30 novembre. L'invito è a dar luogo un po' ovunque, secondo modalità decise localmente, a manifestazioni di piazza, volantinaggi, feste di strada, scioperi, biciclettate, etc. per dare il segno di una resistenza transnazionale al capitale transnazionale. Per Info: NOVEMBER 30 GLOBAL DAY OF ACTION COLLECTIVE N30 c/o IWW, 5215 Ballard NW Seattle, WA. 98107; (206)706-6250; http://go.to/n30
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