![]() Da "Umanità Nova" n.31 del 10 ottobre 1999 Tokaimura un disastro annunciatoQuello di Tokaimura passerà alla storia come uno degli incidenti più gravi fra quelli accaduti in impianti nucleari. Secondo la scala degli incidenti nucleari riconosciuta a livello internazionale il disastro di Tokaimura va inserito al "grado 4", finora superato solo dal disastro di Chernobyl del 1986 (grado 7) e da quello del 1979 alla centrale americana di There Miles Island (grado 5). Ma la storia del nucleare è costellata da una miriade di piccoli e grandi incidenti che hanno disseminato il pianeta di nubi e materiali altamente inquinanti, incidenti che sono stati spesso tenuti nascosti dalle autorità dei vari Stati per evitare che la reazione delle popolazioni colpite. Insomma: nucleare è sinonimo di disastro ambientale. Basti pensare che l'impianto di Tokaimura fu al centro di aspre polemiche già nel 1997 quando 37 lavoratori furono investiti dalle reazioni provocate da un incendio scoppiato in un "magazzino" di scorie nucleari. In quell'occasione si "scoprì" che il responsabile dell'indagine interna aveva distrutto le foto che dimostravano che per alcune ore l'incidente era stato tenuto nascosto nella evidente speranza di poterlo circoscrivere e non renderlo pubblico. Lo scandalo fu velocemente insabbiato dalle autorità giapponesi che non avevano interesse a mettere in discussione l'impianto sperimentale di Tokaimura che è il perno attorno al quale ruota la politica nucleare del paese. La politica energetica giapponese, contrariamente ad altri paesi, rimane fondata sullo sviluppo del nucleare. Secondo i progetti dello Stato giapponese tra il 2000 e il 2010 la domanda annua di plutonio da utilizzare nelle centrali del paese aumenterà da 35 a 45 tonnellate poiché nel 2010 l'elettricità prodotta dal nucleare dovrà essere pari al 43% del totale. Gran parte di questo plutonio dovrà essere "ritrattato" a Tokaimura, anche per liberare il Giappone dalla dipendenza dall'estero (attualmente il plutonio "ritrattato" viene importato da Sellafield, Gran Bretagna e da La Hague, Francia). Tokaimura è quindi una centrale strategica per lo Stato giapponese. Appare quindi tragicamente risibile l'atteggiamento delle autorità governative che hanno addebitato l'incidente ad un errore umano: come si può pensare che una struttura ad altissimo rischio come quella di Tokaimura sia in balia di banali errori umani? Che credibilità possono avere sistemi di sicurezza estremamente costosi che poi vengono mandati in tilt da elementari errori umani? E' probabile che il disastro del 1 ottobre rafforzerà il movimento popolare contro la scelta nucleare: dopo l'incidente del marzo 1997 si ebbero manifestazioni sia a Tokaimura che in altre località scelte per la costruzione di nuove centrali. M.Z.
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