unlogopiccolo

Da "Umanità Nova" n.34 del 31 ottobre 1999

Finanziaria 2000: tagli e elemosine

Il testo sulla base del quale sono state stese le note che seguono è stato approvato il 6 ottobre dal Consiglio dei ministri ed è in attesa di modifiche e integrazioni. I cambiamenti che certamente vi saranno deriveranno, essenzialmente, dalla forza dei differenti gruppi di pressione che già si sono messi in movimento e, in misura, con ogni probabilità, decisamente minore, dalla mobilitazione dei lavoratori, dei disoccupati, dei pensionati sui temi che sono toccati dalla Legge Finanziaria stessa.

È, comunque, importante avere un quadro della situazione sia per svolgere un lavoro di informazione nei luoghi di lavoro e sul territorio che per sviluppare un lavoro di agitazione efficace.

Segnaleremo, per ragioni di spazio, solo alcune delle disposizioni della Legge Finanziaria con l'impegno di riprendere il tema anche sulla base delle modificazioni future.

In particolare, l'articolo 35 (Riduzione degli oneri sociali e tutela della maternità) che è stato assunto da diversi dirigenti sindacali come somaro di battaglia al fine di dimostrare che siamo di fronte Ad una Legge Finanziaria accettabile verrà esaminato dettagliatamente in un prossimo testo.

L'articolo 3 (Dismissione di beni e diritti immobiliari di enti previdenziali) afferma, fra l'altro, che:

"...ulteriori programmi di dismissione di beni e diritti immobiliari di enti previdenziali pubblici, indicandone, anche in deroga alle norme vigenti, modalità, tempi e ogni altra condizione.... Il ministro del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica vigila sulla attuazione dei programmi, intervenendo con poteri sostitutivi, in caso di inerzia o ritardo dell'ente nell'esecuzione del programma...I beni e diritti immobiliari....sono alienati anche in deroga alle norme di contabilità di Stato...Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale può intervenire con poteri sostitutivi, in caso di inerzia o di ritardo dell'ente...le valutazioni di interesse storico e artistico devono essere effettuate entro trenta giorni dalla richiesta da parte dell'ente alienante; decorso tale termine senza che la valutazione sia stata effettuata il bene può essere alienato...si avvale dell'assistenza di uno o più consulenti finanziari o immobiliari, incaricati anche della valutazione dei beni, scelti, anche in deroga alle norme di contabilità di Stato, con procedure competitive tra primarie società nazionali ed estere....I proventi della dismissione dei beni e diritti immobiliari prevista dal presente articolo affluiscono agli enti previdenziali titolari dei beni e dei diritti medesimi. I proventi della dismissione dei beni e diritti immobiliari dell'INAIL....sono destinati a misure di esonero dal versamento dei premi dovuti dai datori di lavoro per gli iscritti alla gestione del settore industria."

In buona sostanza, viene rilanciata la privatizzazione di beni di proprietà dello stato sia come mezzo per rastrellare risorse che come occasione per garantire profitti significativi a chi acquisterà questi beni. L'insistenza sulla possibilità di derogare alle norme contabili in uso, il ricorso a consulenze ed agenzie esterne all'amministrazione, la preoccupazione per le resistenze degli enti previdenziali a vendere i beni in questione sono indicativi. Da non sottovalutare, infine, il fatto che i proventi della vendita, o svendita, dei beni dell'INAIL saranno direttamente versati ai padroni.

Non insisto, in questa sede, sul fatto che, per noi, proprietà pubblica e proprietà statale non sono assolutamente la stessa cosa ma ritengo opportuno far rilevare che rilevantissime proprietà accumulate con il denaro dei salariati vengono svendute a privati e, in alcuni casi, il ricavato è direttamente versato ai padroni.

L'articolo 5 (Patrimonio immobiliare dello Stato) prevede esattamente la stessa logica come l'articolo 6 (Patrimonio delle Ferrovie dello Stato SPA e delle Poste SPA). In entrambi gli articoli è previsto, per la verità, il diritto di prelazione per gli attuali affittuari degli alloggi che verranno venduti, un diritto assolutamente scontato e che, comunque, si configura, nei fatti, come un obbligo all'acquisto per chi non voglia essere sfrattato. Si prosegue, insomma nella logica di imporre o, quantomeno, favorire una piccola proprietà immobiliare che, per un verso, comporta un taglio secco del reddito dei salariati che diventano "proprietari" di un alloggio e che sono costretti a contrarre mutui e, per l'altro, la creazione di un ceto ancora più diffuso di piccoli proprietari di case che dovrebbero, almeno nelle intenzioni del governo, allargare un blocco d'ordine interessato alla difesa della proprietà.

L'articolo 8 (Esecuzione di rimborsi di modesta entità), uno degli articoli della Legge Finanziaria che Sergio Cofferati, segretario della CGIL, può invocare come prova che, finalmente, c'è una Legge Finanziaria che "da qualcosa" prevede che

"Entro il 31 dicembre 2000, all'esecuzione dei rimborsi relativi alle imposte sui redditi, all'imposta sul valore aggiunto, al contributo al servizio sanitario nazionale nonché alle tasse e altre imposte indirette sugli affari, provvedono, nel limite massimo di lire 1.000 miliardi, gli uffici finanziari secondo modalità semplificate che prevedano l'utilizzazione di procedure automatizzate e senza alcun ulteriore adempimento a carico dei contribuenti...."

D'altro canto ci viene ricordato che:

"Le disposizioni...si applicano ai rimborsi di importo, al netto degli interessi, non superiori a cinque milioni di lire richiesti fino al 31 dicembre 1993."

Insomma, se tutto andrà bene, saranno resi ai cittadini 1.000 miliardi, già loro dovuti al 31 dicembre 1993, e ad ognuno non potranno essere resi più di cinque milioni. Un esempio notevole di generosità o, per meglio dire, una prova ulteriore del fatto che il ladrone che si trattiene il tuo denaro per anni ed anni può fare buona figura se te ne rende una parte, modesta, con una celerità, si fa per dire, lievemente maggiore.

L'articolo 10 (Rinnovi contrattuali) prevede, fra l'altro, che:

"....la spesa per gli anni 2000, 2001 e 2002 relativa ai rinnovi contrattuali del personale dipendente del comparto dei Ministeri, delle aziende e amministrazioni dello Stato a ordinamento autonomo e della scuola, è determinata, rispettivamente, in lire 629 miliardi, in lire 1.761 miliardi e in lire 2.269 miliardi, ivi comprese le somme da destinare alla contrattazione integrativa....un'ulteriore somma di lire 100 miliardi, per ciascuno dei predetti anni, è utilizzata nell'ambito dei procedimenti negoziali per il personale delle carriere diplomatica e prefettizia e....per il personale dirigente delle Forze armate e delle Forze di polizia.....Per i rinnovi contrattuali del personale dei comparti degli enti pubblici non economici, delle regioni e delle autonomie locali, del Servizio sanitario nazionale, delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione e delle università, ivi compreso il personale degli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano...provvedono le amministrazioni di competenza nell'ambito delle disponibilità dei rispettivi bilanci....Le somme...sono comprensive degli oneri contributivi per pensioni e dell'imposta regionale sulle attività produttive..."

In buona sostanza:

- si pongono tetti precisi ai possibili aumenti contrattuali per i dipendenti pubblici con l'effetto che una delle parti che contratta ha già stabilito quanto è disposta a concedere (meno dell'inflazione programmata, ovviamente);

- si dividono i dipendenti pubblici in due grandi gruppi, in modo che quelli che dipendono dalle regioni, dagli enti locali, dalla sanità ecc. vedano legate le loro sorti allo stato di salute dell'ente presso il quale lavorano,

- si riconosce una cifra importante per diplomatici, prefetti, capi dell'esercito e della polizia tanto perché sia chiaro che i vertici della macchina statale appartengono ad una razza diversa rispetto ai comuni dipendenti. Basta calcolare quanti sono i peones della pubblica amministrazione (i sommersi) e quanti i membri delle élites appena ricordati (i salvati) per comprendere quale è la direzione di marcia del governo e quali i soggetti sociali che gli interessa premiare. Altro che i cinque milioni già dovuti da oltre sette anni che, forse, saranno dati ai piccoli creditori dello stato.

L'articolo 11 (Assunzioni di personale e misure di potenziamento del part-time) prevede che:

"...Per l'anno 2001 deve essere realizzata una riduzione di personale non inferiore all'1 per cento rispetto a quello in servizio al 31 dicembre 1997, fermi restando gli obiettivi di riduzione previsti per gli anni precedenti"

Insomma si continua a tagliare l'organico per decine di migliaia di posti in continuità con quanto già fatto negli anni precedenti. Perché non vi siano dubbi, l'articolo 11 afferma anche che:

"Le assunzioni restano comunque subordinate all'indisponibilità di personale da trasferire secondo le vigenti procedure di mobilità e possono essere disposte esclusivamente presso le sedi che presentino le maggiori carenze di personale. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle assunzioni previste da norme speciali o derogatorie."

Inoltre si stabilisce che:

"Allo scopo di ridurre la spesa derivante da nuove assunzioni il Consiglio dei ministri....definisce, entro il primo semestre di ciascun anno, anche la percentuale del personale da assumere annualmente con contratto di lavoro a tempo parziale o altre tipologie contrattuali flessibili, salvo che per le Forze armate, le Forze di polizia e il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Tale percentuale non può comunque essere inferiore al cinquanta per cento delle assunzioni autorizzate. Per le amministrazioni che non hanno raggiunto una quota di personale a tempo parziale pari almeno al quattro per cento del totale dei dipendenti le assunzioni possono essere autorizzate, salvo motivate deroghe, esclusivamente con contratto a tempo parziale. L'eventuale trasformazione a tempo pieno può intervenire purché ciò non comporti riduzione complessiva delle unità con rapporto di lavoro a tempo parziale."

In poche parole, l'obiettivo di questo articolo è quello di ridurre la spesa e, contemporaneamente, di favorire una sorta di socializzazione della miseria. Potrà essere assunto nella pubblica amministrazione un numero di persone decisamente inferiore rispetto a quello di coloro che andranno in pensione e, per di più, i neo assunti saranno in gran parte a part time o, comunque, atipici. Guarda caso, il taglio non riguarda, come al solito, la polizia e l'esercito. Eppure ci avrebbe divertito la presenza di una schiera di poliziotti a part time.

L'articolo 12 (Riduzione di personale del comparto scuola) prevede che :

"...Il numero dei dipendenti del comparto scuola deve essere ridotto, al 31 dicembre 2000, di una percentuale non inferiore dell'1 per cento rispetto a quello dei dipendenti in servizio al 31 dicembre 1999..."

Visto che la scuola ha già subito tagli notevolissimi negli ultimi anni e che, per il 2000, sono previsti i concorsi per l'immissione in ruolo, è facile capire quale è il fine di questa ulteriore riduzione del personale.

Vi sarebbero molti alti punti interessanti da segnalare ma li tralasciamo per motivi di spazio, ripromettendoci di prenderli in esame in un'altra occasione. Non possiamo fare a meno, però, di riportare dall'articolo 18 (Disposizioni varie di razionalizzazione in materia contabile) una chicca:

"Per garantire con carattere di stabilità l'apertura quotidiana con orari prolungati, ivi compresi i giorni festivi, dei musei, delle gallerie, dei monumenti, dei siti archeologici, degli archivi e delle biblioteche, anche in considerazione del Giubileo dell'anno 2000, il Ministero per i beni e le attività culturali definisce un programma di attività su base triennale, stabilendo le priorità, i tempi e le modalità di attuazione nonché le risorse da utilizzare per l'incremento dei fondi istituiti dai vigenti contratti collettivi nazionali di lavoro del personale... A decorrere dall'anno 2000...è autorizzata la spesa di lire 100 miliardi."

Di fronte al Giubileo, vediamo fermarsi le forbici ed aprirsi la borsa anche se i lavoratori del settore vedranno ben poco in termini di retribuzione e quello che avranno lo pagheranno in termini di flessibilità dell'orario. Il tutto a maggior gloria di Dio.

CMS



Contenuti UNa storia in edicola archivio comunicati a-links


Redazione: fat@inrete.it Web: uenne@ecn.org