![]() Da "Umanità Nova" n.41 del 19 dicembre 1999 Ferrovieri in sciopero
Si è appena concluso lo sciopero di 24 ore dei ferrovieri, indetto dall'ORSA e da FLTU-CUB e RdB-CUB. La tradizionale guerra delle cifre ha accompagnato la fine di questa giornata per certi versi "epica": per le FS gli scioperanti sarebbero stati tra il 20 e il 25%, per gli organizzatori, tra il 60 e l'80% del personale in servizio (le FS calcolano la percentuale sul totale dei ferrovieri, compresi quelli di riposo e in congedo o malattia). Il fatto è comunque che i disagi per i viaggiatori sono stati rilevanti, nonostante la farsa del "tutto è sotto controllo" lanciata attraverso i media. Nessuno ha invece parlato del traffico merci, che è stato completamente fermato, e, se si considerano le condizioni in cui i lavoratori delle FS sono costretti a scioperare, con le strette norme di regolamentazione, i servizi minimi ed essenziali da assicurare, i treni da portare a termine corsa, i ferrovieri "comandati" in servizio e cose di questo genere, la risuscita di uno sciopero si capisce, non può essere più data dal semplice fattore numerico. Alcune riflessioni a caldo: il settore del personale di macchina ha risposto ancora una volta egregiamente all'appello alla lotta; il contributo della Fisafs, sindacato autonomo aderente all'ORSA, è stato in generale scadente; nelle stesse assemblee indette in preparazione della lotta le difficoltà di questo sindacato fino a ieri consociativo e attaccato al carro di CGIL-CISL-UIL come ruota di scorta, sono apparse subito evidenti; difficoltà a capire l'attacco in atto e a gestire una risposta di qualità come questa. I problemi con la Fisafs (oramai staccatasi dalla Cisal berlusconiana), naturalmente verranno al pettine all'interno dell'ORSA, come pure quelli con sindacati come l'Anpac, cioè le contraddizioni tra chi proviene da un percorso di base e chi da uno chiaramente e coerentemente corporativo e centrista. Per quanto riguarda i sindacati esterni all'ORSA, come la FLTU-CUB, benché la loro presenza non sia stata rilevata dai media, questa è stata invece fondamentale in diversi impianti e regioni (dalla Liguria alla Sicilia, passando per la Toscana, la Campania, etc.), nella fase preparatoria, e nella gestione delle iniziative messe in atto tra il 12 e il 13 (presenza nelle sedi, volantinaggi ai viaggiatori, presidi in piazza, collegamenti, recupero del personale rimasto fuori residenza). Considerando che questo non è che l'ennesimo sciopero indetto in pochi mesi, che il crumiraggio nelle FS è cosa stabilizzatasi da tempo, c'è da sperare che l'accordo capestro siglato a novembre trovi vita difficile. Chi tenta di dividere i ferrovieri tra vecchi e giovani, chi cerca di smembrare le FS, eliminando il servizio, privatizzandolo e spezzando l'unità contrattuale dei lavoratori, chi giunge a preparare un accordo (è un contratto) che taglia spudoratamente i salari, le ferie, lo straordinario (legato alla mancanza di personale), peggiorando il diritto di sciopero (che peggio di così non può andare che verso il divieto vero e proprio), ha avuto la dimostrazione che una opposizione di massa esiste, è viva; una realtà che funge da esempio per i tanti che ancora esitano e per le altre categorie che vivono gli stessi problemi (scuole, telecom, etc.), e hanno volontà di vincere questa battaglia. La lotta sarà sicuramente aspra e dura, ma, fuor dalla retorica, incontrerà una categoria ancora in piedi. Pippo Gurrieri
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