Da "Umanità Nova" n.01 del 16 gennaio 2000
Contro il Giubileo
Appello per le manifestazioni romane del 17, 18 e 19 febbraio in occasione del 400mo anniversario del rogo di Giordano Bruno
Appello unitario per le
manifestazioni del 400deg. anniversario del sacrificio di Giordano Bruno
Processato dal tribunale della santa universale inquisizione per le libere idee
di filosofia, arte e scienza da lui professate in Italia e in Europa, bruciato
vivo sul rogo in campo de' fiori a Roma il 17 febbraio 1600, per ordine del
santo uffizio nell'anno santo del giubileo, regnando papa Clemente VIII
pontefice di santa romana chiesa.
Campo dè Fiori è una piazza in cui, durante il potere temporale
della Chiesa, il Papa-Re faceva uccidere gli eretici, uomini e donne che non si
piegavano all'inquisizione e all'assolutismo clericale.
Nel 1889 il cuore della Roma popolare vi eresse il monumento a Giordano Bruno,
ricordandolo ogni anno con pubbliche manifestazioni, vietate solo durante il
periodo fascista.
Con l'anno santo del 2000, la Chiesa si glorifica davanti al mondo,
santificando la sua missione ed autoassolvendosi dei misfatti commessi
giungendo addirittura a beatificare l'ultimo Papa-Re, quel Pio IX che represse
nel sangue la Repubblica Romana del 1849 e che scomunicò le prime leghe
artigiane, operaie e contadine.
Il Giubileo del 2000 rappresenta per le casse vaticane l'ennesima prebenda
elargita dallo stato e gestita dal comitato d'affari costituito dalle gerarchie
cattoliche, dal comune di Roma e dai governi Prodi e D'Alema: i 6.000 miliardi
regalati alla chiesa per i suoi trionfi autocelebrativi sono serviti per
ripulire le chiese, per trasformare i conventi in alberghi, per militarizzare
Roma al fine di boicottarne le proteste e le attività sociali,
sindacali, politiche e culturali, per nascondere vecchie e nuove
povertà, accanendosi contro gli sfrattati e gli immigrati, lasciando
inalterata la desolazione della periferia urbana.
La sfarzosa liturgia del Giubileo 2000 sta dimostrando che questo evento non
è un percorso di penitenza e riconciliazione. I mea culpa su alcuni dei
crimini passati non hanno impedito la reiterazione dei crimini moderni. nessuna
richiesta di perdono infatti è stata rivolta:
- al mondo intero per le sanguinose crociate intraprese, per le culture violate
e distrutte, per la schiavitù praticata, per le torture inferte, per la
pena di morte inflitta sistematicamente;
- ai popoli del terzo mondo che vengono affamati e a cui viene, di fatto,
imposto un abnorme sviluppo demografico dalla condanna di qualsiasi progetto di
controllo delle nascite;
- alle donne offese dagli anatemi papali, in particolare quelli sull'aborto;
- agli omosessuali perseguitati e denigrati per la loro diversità;
- alle vittime, ai parenti dei "desaparecidos", agli oppositori dei vescovi e
dei generali argentini, cileni, croati e dei dittatori cattolici di tutto il
mondo;
- agli spiriti liberi ed agli innamorati, perché si ostinano a vivere
nel "peccato";
- ai cittadini romani, per il devastante impatto ambientale imposto alla loro
città, ridotta a "città santa", meta di turismo religioso
ossessivo e pervasivo.
Consapevoli delle diverse sensibilità e specificità oggi
esistenti nell'arcipelago laico e libertario, abbiamo ritenuto opportuno
articolare le iniziative in tre giorni, da 17 al 19 febbraio 2000, con diverse
peculiarità per ciascuna delle giornate.
Il 17 febbraio sarà prevalente l'aspetto commemorativo, da realizzarsi
attraverso una mobilitazione di massa a Campo dè Fiori, a prosecuzione
di quella tradizione laica e militante che, per 400 anni, ha tramandato
quell'esempio di coerenza e coraggio a difesa del libero pensiero contro
l'oppressione e l'oscurantismo dei suoi carnefici.
Il 18 febbraio si privilegerà l'aspetto analitico, con l'organizzazione
di un momento di dibattito e di spettacolo al cinema Farnese o in altra sede.
Il 19 febbraio ci sarà una grande mobilitazione sociale con
l'appuntamento, sempre a Campo dè Fiori per una manifestazione
internazionale in cui si ricordi che nell'anno santo del 2000 la chiesa
è sempre la stessa.
Agli eretici di sempre non interessano le liturgie istituzionali di
commemorazione di un martire della libertà, tanto più se
celebrate da istituzioni asservite agli interessi dei soliti potentati
economici. Per questa ragione non sono accettabili presenze e adesioni di
politicanti.
Rendiamo onore alla figura di Giordano Bruno riconoscendone ed esaltandone
l'attualità. Facciamo appello agli intellettuali, agli studenti, ai
lavoratori, agli anticlericali, ai liberi pensatori, agli antagonisti, agli
atei perché si mobilitino nelle tre giornate di celebrazione indette dal
Comitato di Iniziativa Laica e Libertaria.
Per adesioni all'appello
Fax: 06/4745322 06/78348283 06/77201444
Cell. 0347/3517897
E-Mail giordanobruno2000@libero.it
Associazione per lo sbattezzo
Associazione italiana libero pensiero "Giordano Bruno" - Roma
Confederazione COBAS
Unione Sindacale Italiana - Lazio
Commissione Anticlericale della Federazione Anarchica Italiana
Libreria Odradek
Lega Italiana Diritti dell'Uomo
Associazione culturale Iside
Collettivo redazionale "Ipazia" - Roma
Circolo anarchico "Bakunin" - Roma
Circolo anarchico "Durruti" - Roma
Circolo anarchico Via Braccio da Montone - Roma
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