![]() Da "Umanità Nova" n.14 del 16 aprile 2000 Disertare le urneLa passerella elettorale è alla fine: i vari modelli e modelle hanno sfilato su tutte le passerelle d'Italia, cambiando disinvoltamente casacca, stringendo e sciogliendo alleanze, nella caccia alle poltrone dei consigli regionali. Tutti hanno in tasca le ricette per risolvere ogni problema, dalla disoccupazione all'aumento del prezzo della benzina. Ogni schieramento annuncia il rinnovamento e dipinge l'avversario a fosche tinte, ma, nei fatti, al di là della retorica preelettorale sappiamo bene che chiunque vinca, le politiche attuate sono del tutto simili. La costante erosione delle scarne libertà e dei redditi da lavoro, il rafforzamento delle strutture repressive, l'istituzione di un esercito professionale e l'aumento della spesa militare, la vocazione guerrafondaia, l'apertura di centri di detenzione per immigrati, la fine del diritto di sciopero nei servizi pubblici, il finanziamento alle scuole dei preti e alla chiesa cattolica, la riduzione ed il peggioramento dei servizi pubblici trovano tutti d'accordo. Non vi sono partiti d'opposizione e partiti di governo ma solo due fazioni di un unico partito che si contendono la gestione del potere. Intanto altrove, nelle stanze della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale, dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, della Commissione Europea, tutti organismi che non si prendono neanche il disturbo di assicurare il ricambio delle élite dirigenti tramite consultazioni elettorali, vengono prese decisioni che coinvolgono il destino dei sei miliardi di persone, condannandone buona parte a morte per miseria, sfruttamento ed oppressione. È il vero volto della democrazia, il vero volto dell'occidente, il vero volto dei padroni del mondo. Un volto che gli artifizi della politica non riescono più a celare. Ormai il re è nudo e passeggia per le vie delle nostre città senza provocare né scandalo né curiosità. I vari contendenti riesumano le frattaglie della politica ideologica, sperando di suscitare l'interesse degli acquirenti, ma gli spot elettorali risultano meno avvincenti della pubblicità dei detersivi e delle caramelle. I cambi repentini di alleanze, peraltro in se forieri di notevoli effetti comici, danno il segno di una competizione che è solo rincorsa al potere. Per fortuna da anni cresce il numero di coloro che non ci stanno, di coloro che scelgono la via dell'autorganizzazione, di coloro che in una domenica di aprile preferiscono farsi un giro ai monti o al mare, disertando le urne. Ro. Sa.
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