unlogopiccolo

Da "Umanità Nova" n.15 del 23 aprile 2000

A Washington contro l'ingiustizia globale
Nel cuore dell'impero

Alla fine la tanto temuta "violenza anarchica" ha risparmiato Washington e le manifestazioni del 16 e 17 aprile contro la riunione annuale del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale si sono concluse senza grossi incidenti come invece era avvenuto a Seattle nel novembre scorso e come polizia e media da giorni prevedevano si ripetesse in questa occasione.

Eppure le premesse c'erano tutte, le varie agenzie della repressione avevano iniziato la loro opera già nei giorni precedenti con diversi arresti isolati e sabato sera con lo sgombero (con la scusa della mancanza di sistemi antincendio) di un edificio che serviva da base operativa della protesta avevano creduto di dare un duro colpo alla struttura organizzativa della protesta, ma non è stato così.

Domenica 16 le azioni pacifiche dei piccoli gruppi che cercavano di bloccare gli accessi ai palazzi del potere e le numerose manifestazioni-spettacolo che collegavano i vari picchetti hanno fatto innervosire la polizia che ha iniziato con l'arresto di massa di circa 500 persone (compreso un fotografo del "Washington Post" ed un turista) che stavano marciando dal Ministero della Giustizia alla Casa Bianca, una chiara manovra per togliere di mezzo un po' di militanti e per servire da monito a tutti gli altri. Nonostante questo ci sono stati continui momenti di tensione: gruppi di manifestanti hanno bloccato alcuni delegati e la polizia ha caricato più volte. Anche il tanto temuto (dai media) "blocco nero" ha fatto la sua comparsa e centinaia di anarchici hanno manifestato nello spezzone "anticapitalista e rivoluzionario", nato per marcare in modo visibile la distanza dalle associazioni riformiste presenti in piazza, che ha attraversato le zone del centro per diverse ore riuscendo a non farsi disperdere dalla polizia; durante gli scontri serali sono state danneggiate alcune auto e operati una cinquantina di arresti, diversi manifestanti (e fotografi) sono rimasti feriti.

Lunedì 17, secondo giorno di Conferenza e di protesta, tutti gli uffici pubblici della zona interessata alle manifestazioni sono rimasti chiusi per ordine delle autorità federali e vigilati anche da membri della Guardia Nazionale in borghese. Le manifestazioni sono iniziate alle sette del mattino con la tattica ormai consueta dei piccoli blocchi ai quali la polizia ha risposto in modo più o meno violento. Alcuni dei manifestanti avevano preparato degli spray al "pepe" fatti in casa e diversi poliziotti li hanno provati direttamente; la polizia ha dichiarato di aver tratto in arresto un manifestante "mascherato di nero" che aveva quattro bottiglie di "liquido non identificato" nello zaino. Col passare delle ore, nonostante non si possa parlare di grossi incidenti, l'attività repressiva della polizia è cresciuta con l'impiego massiccio di gas lacrimogeni contro qualsiasi assembramento, pacifico o meno, e sono continuati gli arresti, più di un centinaio, compresi quelli dei giornalisti.

La manifestazione è stata coperta minuto per minuto da collettivi di controinformazione che hanno messo a disposizione su Internet foto, filmati, registrazioni e informazioni continue sull'avvenimento; per i partecipanti erano anche disponibili piccoli manuali che spiegavano come difendersi dai gas e indicavano la collocazione di punti di pronto soccorso volanti per coloro che ne avessero avuto bisogno.

I gruppi di manifestanti, più di 10 mila, sono giunti da tutti gli Stati Uniti, alcuni con vere e proprie carovane; una nota attribuita all'FBI prevedeva che nella protesta sarebbero stati coinvolti: "anarchici, ambientalisti, attivisti animalisti, estremisti di destra, attivisti dei diritti umani e forse sindacalisti" e indicava tra i possibili obiettivi: "organizzazioni internazionali per il commercio, industre biotecnologiche, banche, compagnie petrolifere, fast-food, ristoranti, pelliccerie e negozi di abbigliamento". Secondo la stampa la polizia di Washington avrebbe acquistato attrezzature repressive per 1 milione di dollari in vista della manifestazione e mobilitato più di 3500 agenti decisi a rispondere con fermezza a qualsiasi blocco di strade o di edifici. Quello che è certo è che ha utilizzato motociclisti, poliziotti a cavallo e mezzi blindati, oltre a centinaia di agenti in borghese.

Durante i due giorni si sono svolte decine e decine di iniziative politiche e numerosi sono stati i gruppi artistici che hanno dato il loro supporto morale ai militanti più direttamente impegnati a bloccare la zona di loro "competenza".

Nonostante la conferenza si sia svolta "quasi" regolarmente è ancora presto per stilare un bilancio; una cosa sulla quale gli osservatori sono stati concordi è stata l'età dei manifestanti: la maggior parte giovani, il che - dopotutto - è un ottimo segno, significa che c'è ancora voglia di lottare.

Pepsy



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