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Da "Umanità Nova" n.15 del 23 aprile 2000

Signorina anarchia

Signorina Anarchia

Nessuna paura,
Signorina Anarchia,
sognare di prima mattina
un'oasi fresca, pura,
cristallina.
Anche se solo un ramingo miraggio,
ci vuole coraggio,
vivere, in pieno deserto,
fra sterile polvere
e vento terso.

Nuvole straniere,
umide gocce
che squarciano la notte
in sogni e chimere,
confonderti vorranno
col torbido inganno
di vaporosi sentieri aridi
in braccio a poteri madidi.
Ma alto un cirro fibroso,
quale fugace riposo,
presto inonderà l'aria
di rorida passione
libertaria.

La pioggia è un lievito impresso
che scivola addosso
sul tuo vestito rosso
e ricama subito, adesso,
dolci desideri di amanti,
sognanti,
perduti nello sguardo di domani
raggianti.

E d'amore, di poesia, di utopia,
sapremo così non più soffrire,
perché il bello è gioire,
Signorina Anarchia,
frusciante rumore d'avventura Marina.
Unica, grande,
pudica, errante.


Jules Élysard.
Alle compagne della Rete delle Donne Anarchiche. A Marina. 12 maggio 1999



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