unlogopiccolo

Da "Umanità Nova" n.16 del 7 maggio 2000

Il nuovo regime di Mosca
Durissima repressione dell'opposizione

Vladimir Putin (neo presidente russo), prima della sua designazione era praticamente sconosciuto ai più. La sua prima apparizione sugli schermi della televisione federale è del dicembre 1998. Allora come capo della Pubblica Sicurezza Federale (ora FSB, l'ex KGB) si congratulava con gli impiegati durante una festa del corpo. A quel tempo Putin sembrava una bambola parlante senza vita. La campagna pre-elettorale di Putin si è basata sugli attentati agli edifici civili, della cui organizzazione era sospettata la stessa FSB, e sulla campagna militare in Cecenia. Se si esclude un isterismo nazionalista e le invocazioni ad una autorità più forte ed ad una situazione più ordinata, del suo programma elettorale nulla era conosciuto. E solo negli ultimi giorni il suo staff aveva rilasciato dichiarazioni che si riferivano ad una politica neoliberista.

Immediatamente dopo la sua elezione Putin ha presentato al Parlamento progetti per una nuova legislazione del lavoro che porterà all'introduzione di una giornata lavorativa di 12 ore, alla possibilità di massicci licenziamenti senza giustificato motivo, a provvedimenti contro il diritto di sciopero e alla liquidazione di tutti i diritti delle organizzazioni sindacali.

Infatti vari sindacati indipendenti hanno in progetto una campagna di scioperi nel mese di maggio per protestare contro queste leggi. I suoi consiglieri lo spingono a seguire le orme di Pinochet, ma Putin non è un nuovo Pinochet. E neanche un nuovo Hitler (benché abbia in comune molte cose sia

con l'uno sia con l'altro). Nessuno dei due ha fatto saltare edifici civili nella sua capitale e nessuno dei due aveva armamenti nucleari!

Anche prima delle lezioni Putin utilizzava i metodi standard di repressione politica contro i movimenti della sinistra antifascisti, antiguerrafondai, ecologisti...

Facciamo solo un esempio. Alla vigilia delle elezioni, direttamente nella metropolitana, è stato arrestato un prigioniero politico Andrey Sokolov: "Non ho fatto alcuna resistenza all'arresto, il loro raid non aveva alcuna giustificazione, qualcuno dei passeggeri di fianco ha gridato "Milizia!", perché il mio arresto sembrava un rapimento. Poi mi hanno portato in una stanza della Milizia alla "Begovaya" ed i federali, picchiandomi sulle gambe, mi hanno fatto cadere sul pavimento a faccia in giù, gambe larghe e mi hanno colpito un paio di volte sui genitali. Ho preso qualche calcio in faccia e tutto ciò solo in quindici minuti! ...E per due volte (come attestano delle testimonianze) sono svenuto. Mi hanno fatto rinvenire con l'ammoniaca. Tutti i poliziotti che erano nella stanza hanno assistito ma non hanno fatto nulla."

La FSB ha tentato di usare gli stessi metodi con la moglie di Andrey, Tatiana Nehorosheva che era stata arrestata alcuni giorni prima con l'accusa di terrorismo.

"Da quando Putin è al Cremlino la FSB è dentro casa vostra", questo si può dire a molti attivisti della sinistra dopo gli ultimi fatti di Mosca. Il caso della NAR (Nuova Alternativa Rivoluzionaria), un'organizzazione clandestina che nelle sue dichiarazioni ai mass media ha rivendicato alcune grandi esplosioni a Mosca negli ultimi tempi (la più conosciuta è l'esplosione notturna nella sala d'aspetto della FSB nel centro di Mosca a Kuznetskiy Most, il 4 aprile del 1999) è diventato la causa di una ondata repressiva dei servizi speciali. Un giovane anarchico Alexander Biriukov è già stato arrestato questa estate.

L'arresto delle attiviste di sinistra Nadezhda Raks ed Olga Nevskaya ("Yanka") è avvenuto proprio il 23 febbraio, guarda caso lo stesso giorno in cui Biriukov, l'unico accusato per il NAR, viene dichiarato criminalmente irresponsabile. Il suo avvocato sta tentando disperatamente di avere un appuntamento con il suo cliente nell'ospedale psichiatrico Serbsky dove Biriukov è detenuto per essere esaminato.

Il 25 febbraio 2000 Nadeshda ed Olga sono accusate degli attentati alla FSB del 13 agosto 1998 e del 4 aprile 1999 in base agli articoli 205 (terrorismo) e 232 (produzione di esplosivi) del Codice Criminale. Ambedue si dichiarano innocenti.

Una di loro, Nadeshda, era professoressa ed assistente di un deputato della DUMA; Olga, era una musicista, suonava in diversi gruppi ed era anche attivista di molti gruppi ecologisti e di organizzazioni per la difesa dei diritti civili. Nadeshda è ideologicamente una comunista, aderente all'Organizzazione di sinistra RKSM, Olga è un'anarchica, attivista di un gruppo ecologista chiamato "I guardiani dell'arcobaleno". Esse non si erano mai nascoste e Nadeshda era stata ascoltata più volte come testimone per lo stesso caso.

Questi arresti annunciati a tambur battente sono stati preceduti da molti mesi di indagini e di sorveglianza. Un ufficiale dell'FSB ha dichiarato alla televisione che queste donne erano di "convinzioni anarchiche" e che la loro organizzazione NAR si basa su circa cento militanti.

Il 3 marzo è arrestata Tatiana Nehorosheva; il 5 aprile, dopo circa 16 ore di latitanza è arrestata Larisa Romanova. Quattro agenti dell'FSB con una procedura completamente illegale l'hanno catturata. In un paio di ore Larisa si è trovata alla Lubianka (lo storico carcere del KGB di Mosca). In questo momento dovrebbe essere in una delle prigioni femminili di Mosca. Fino ad oggi i corpi speciali non hanno mostrato alla società civile nessuna prova a sostegno delle loro azioni di questi ultimi tempi. Al contrario esplosioni di condomini a Mosca e Volgodonsk, bombardamenti a tappeto in Dagestan e Cecenia, dove il conto dei morti va dalle centinaia alle migliaia sono rimasti impuniti. Qui la FSB dorme... Ma delle giovani donne sono state gettate in carcere. I "terroristi" sono puniti e non è importante che le assurde accuse saranno smantellate in tribunale (come quelle del caso di Krasnodar). La cosa più importante è che per un paio di anni (il periodo della detenzione prima del processo) sarà possibile tormentare qualche altro "terrorista di sinistra".

C'è un solo problema: tra tutti questi arresti perché gli agenti della FSB sono così ansiosi si reprimere il NAR? La mattina del 15 aprile 1999 su tutti i canali televisivi i messaggi sull'attentato erano seguiti dal commento di una persona alle cui spalle c'era un fumante buco nel muro. Questa persona era Vladimir Putin. In quei giorni egli era ancora il capo dell'FSB e la sua dichiarazione "qui ci sono le mani di estremisti o di ceceni. I criminali saranno sicuramente presi e puniti" era tutta un programma. Nel tentativo di risolvere i nuovi casi la FSB ha ricominciato a sperimentare la repressione politica dove detenzione ed arresti si effettuano al di fuori della legge usando metodi di pressione intellettuale e fisica, distruggendo ed inventando prove, subornando i testimoni, utilizzando gli archivi elettronici come basi delle accuse, costruendo ad arte "gruppi criminali" riunendo insieme appartenenti a gruppi informali con in comune solo una visone radicale.

Gli investigatori dell'FSB hanno bisogno di nuovi soggetti e di nuove prove false per giustificare la necessità di combattere contro il cosiddetto "estremismo politico". Le ultime dichiarazioni del neo presidente Vladimir Putin, che ha detto che è necessario "perseguire il terrorista, dovunque sia, a Mosca, come a San Pietroburgo, come a Grozny" ha messo in piedi un isterico "antiterrorismo" e reso possibile nuovi arresti di gente innocente, un terreno fertile per trattare con gli oppositori meno morbidi. L'accusa è così assurda che gli ufficiali dell'FSB sono troppo confusi per accorgersi del fatto che tutti i terroristi arrestati sono giovani donne. È evidente che la polizia segreta ha bisogno di loro per mettere in piedi un caso esemplare, per giustificare la sua incapacità di trovare i veri terroristi responsabili degli attentati. Questa situazione era stata prevista da molti attivisti per la difesa dei diritti umani che tenevano d'occhio le attività della polizia segreta. Molti attivisti di questi gruppi e delle organizzazioni ecologiste sono stati sottoposti ad interrogatori assurdi. Questo è quello che passa sotto il nome di "democrazia prima dell'era Putin".

Le condizioni di vita nelle prigioni di Mosca sono veramente dure. In tutte le prigioni, con l'eccezione di Lefortovo, i prigionieri non hanno, come dice la legge, 4 metri quadrati a testa ma solo mezzo metro quadrato per uno. Per il cibo dei prigionieri vengono spesi solo pochi copechi al giorno. In tutte le prigioni non ci sono servizi medici, come sale operatorie o per cure dentali e molto spesso non ci sono neppure le medicine più necessarie. Non ci sono abbastanza vestiti e letti in nessuna prigione. Gli avvocati d'ufficio che vengono assegnati ai prigionieri in base all'art. 49 del Codice Criminale, se non viene loro assicurato dai prigionieri un lauto stipendio, svolgono il loro incarico in maniera superficiale.

La politica di "Putinchet" diventa sempre più simile a quella di un dittatore latino-americano: economia neoliberista, repressione interna, a parole nazionalista, nei fatti sostenitore del WTO (Organizzazione per il Commercio Mondiale). Perciò la gente comincia ad essere insoddisfatta del nuovo presidente e del suo regime e non sarà certo una sorpresa se presto in Russia appariranno altri gruppi rivoluzionari simili al NAR.

Oleg Roldouguine Assosiacia Dvizeniy Anarchistov (traduzione di Rosaria P.)



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