![]() Da "Umanità Nova" n.18 del 21 maggio 2000 CronacAnarchicaPordenone: riprendiamoci la città Sabato 6 maggio a Pordenone il collettivo per l'autogestione, con una festa di piazza, "Riprendiamoci la città" ha denunciato la carenza di spazi di aggregazione esprimendo l'intenzione di ottenerne uno con ogni mezzo, soprattutto alla luce dell'atteggiamento criminale dell'amministrazione comunale nei confronti dell'associazionismo, grazie a cui il circolo Zapata, gruppi teatrali ed altre associazioni sono state sbattute in strada subendo un trattamento arrogante e prevaricatore con quasi palesi proposte di "scambio di favori" con un amministrazione che tra un anno dovrà essere "rinnovata" da una tornata elettorale. A Pordenone non esiste NIENTE: è una città cieca e sorda, schiacciata dalla militarizzazione che imperversa in tutto il Friuli ed incancrenita nel culto del lavoro e del denaro di cui va tanto fiero questo Nordest: le iniziative culturali puzzano di plastica, controllo sociale e produttività. Queste le caratteristiche salienti di un pallosissimo convegno sulle politiche giovanili organizzato dal consiglio comunale ravvivato, loro malgrado, da una nostra inaspettata ed aspra protesta. Tra spettacoli di artisti di strada, mangiafuoco, concerti e musica a sbreghebalòn si sono concentrate in piazza moltissime persone interessandosi e condividendo le nostre rivendicazioni e partecipando alla realizzazione "in progress" di uno striscione sull'autogestione. A 50 m di distanza, alla stessa ora, si è svolta la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria alla brigata ariete con l'intervento dei militari recentemente tornati dal Kosovo. Quando la parata, degna dei tempi del colonialismo fascista ha sfilato davanti alla nostra piazza la risposta è stata immediata: di fronte al cordone delle ingenti forze dell'ordine si sono accalcate decine di persone con uno striscione antimilitarista a lanciar loro slogan e fialette puzzolenti mentre veniva berciato dal microfono un offensivo intervento in tema. Nonostante le minacce dei rappresentanti delle forze dell'ordine abbiamo continuato con maggior vigore (e volume) la NOSTRA manifestazione disturbando senza sosta la LORO cerimonia, tra le suppliche del sindaco volante Alfredo Pasini e le intimidazioni del capo della volante Oreste "Winchester" Teti di abbassare il volume. Anche se i mezzi d'informazione, che pure hanno ripreso ed intervistato la gente presente alla nostra iniziativa ci hanno quasi oscurato, riducendo la nostra iniziativa a mera risposta alla parata militare, si è riusciti a far conoscere l'esistenza del collettivo e a rovinare per bene la festa a quegli assassini in divisa e a quei dittatori in doppio petto. Speriamo che questo buon inizio ci porti bene per ottenere quello che vogliamo ovvero tutto, ma fondamentalmente uno spazio autogestito. Collettivo per l'autogestione di Pordenone
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