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Da "Umanità Nova" n.19 del 28 maggio 2000

inform@zione

Repressione in fabbrica alla Ceam-Otis

Riportiamo un articolo comparso su Ultimo Piano nel n.2 dell'Aprile 2000. Ultimo Piano è un foglio operaio fatto da lavoratori della CEAM-OTIS di Bologna. In questa fabbrica (metalmeccanica che produce ascensori di 150 dipendenti, di proprietà di una multinazionale) la direzione ha licenziato e sospeso compagni che avevano collaborato al foglio di fabbrica. Questo numero di UP è stato diffuso da operai di diverse fabbriche di Bologna, che hanno organizzato, come Rete Operaia un presidio davanti alla fabbrica per solidarizzare con gli operai colpiti dalla repressione padronale.

Cronaca di un licenziamento non annunciato

Il 31 di marzo scadevano molti dei contratti di lavoratori interinali, tra i quali anche il mio e, visto che l'agenzia per cui lavoro ancora non mi aveva comunicato se l'azienda intendeva rinnovarmi o meno il contratto,(mancavano tre giorni allo scadere del suddetto) decido appena finito di lavorare di passare per l'agenzia per avere notizie in merito; qui con mia somma sorpresa apprendo che il contratto non mi era stato rinnovato, con la relativa motivazione che "i picchi produttivi erano terminati" per questa ragione era necessario sfoltire l'organico. La spiegazione datami dall'agenzia però era in netto contrasto con la politica dell'azienda, infatti nel mese di marzo erano stati assunti solo nel mio reparto altri 4 lavoratori interinali. Non trovando plausibile dunque la motivazione riferitomi dall'agenzia, il giorno dopo chiedo di parlare con il responsabile dell'ufficio del personale, non prima però di aver chiesto al capo reparto se lui fosse al corrente di quanto era avvenuto. Lui mi rispose che naturalmente sapeva tutto, ma non era obbligato a darmi alcuna spiegazione. Sono stato ricevuto quindi dal responsabile del personale, il quale dopo mia insistenza nel voler sapere il vero motivo per cui non mi era stato rinnovato il contratto, iniziò ad elencarmi una serie di adempienze (riferitogli dal capo reparto) del tutto inverosimile: apprendevo quindi di avere un carattere molto - duro -, mi si rimproverava di prendere quello che mi serviva dalle altre postazioni invece di andare in magazzino, che dopo un primo periodo in cui mi impegnavo abbastanza questo con il passare del tempo veniva meno. Risposi che durante 9 mesi che avevo lavorato, il caporeparto non mi aveva mai accennato nulla di tutto ciò, e avermelo riferito soltanto adesso fosse un ulteriore dimostrazione che queste non erano le vere ragioni. Spazientito per non aver trovato argomenti convincenti e per il prolungarsi del colloquio, mi disse che probabilmente io pago le amicizie politiche all'interno dell'azienda riferendosi a quei anzi a quel "vigliacco" che si è permesso di scrivere e distribuire un volantino in cui si mettevano in risalto i ricatti che subivano gli interinali sul posto di lavoro (rispetto alle malattie, al possibile licenziamento, alla possibilità - obblighi - di fare gli straordinari) e la nuova organizzazione produttiva ACE che intensificava il ritmo di lavoro. Concludeva con la minaccia che quell'operaio non avrebbe più trovato lavoro in Emilia Romagna.

Precari Nati

Antirazzisti in rete a Gorizia

Sabato 20 maggio si è svolto il preannunciato presidio antirazzista indetto da varie realtà libertarie, antirazziste ed anarchiche del Friuli e del Veneto. Il presidio ha voluto essere un primo momento di controinformazione e di lotta nella città isontina riguardo alla ventilata ipotesi della costruzione di un nuovo centro-lager per immigrati in provincia. Oltre a questo tema il volantino dell'iniziativa affrontava in maniera più generale il tema dell'immigrazione e della clandestinità ponendo con forza il tema dell'accoglienza, della libera circolazione delle persone e dell'apertura delle frontiere.

Nonostante il vento e la pioggia che ci hanno flagellato per metà del pomeriggio (poi per fortuna è apparso il sole) un ottantina di compagne e compagni assieme ad una buona presenza di immigrati hanno dato vita all'iniziativa con un sound system, volantinaggio e sputafuoco.

Lo striscione dell'iniziativa diceva chiaramente "chiudere i centri-lager per immigrati aprire le frontiere".

Nonostante la solita presenza della digos (sia locale che triestina) che ha ripreso tutto il presidio dall'inizio alla fine con una telecamera e la schedatura dei compagni che da Trieste si recavano in treno a Gorizia il tutto si è concluso positivamente. C'è da tenere conto che è stata la prima iniziativa di questo genere da almeno dieci anni a questa parte a Gorizia.

Un altro dato positivo è che questo presidio segue le manifestazioni di Pordenone e Mestre, e che sta vedendo la luce un coordinamento di varie realtà del nord-est di aree diverse sui temi dell'immigrazione.

Ora si tratterà di continuare a lavorare su questi temi e per l'inizio dell'estate sono già previste nuove iniziative.

Un compagno che c'era

Carrara lettera sul Germinal

Ai lettori del quotidiano La Nazione, Carrara

Al Sindaco di Carrara

E p.c. All'EcoApuano e Umanità Nova

Carrara 19 maggio 2000

Per un quotidiano a diffusione nazionale come "La Nazione" ci si attenderebbe che anche le redazioni locali distribuissero il lavoro di informazione per argomenti, assegnandone alcuni sempre allo stesso redattore, in modo che la continuità sia mantenuta, contribuendo attraverso la cronaca a costruire la memoria degli avvenimenti.

Purtroppo appare che questa regola non sia valida per Carrara, o almeno non sia valida per alcuni argomenti. In particolare per la questione del Politeama, si ha l'impressione che ogni volta l'articolo sia affidato a mani completamente digiune del passato. È quanto accade oggi, in cronaca di Carrara sotto il titolo "Politeama, istanza di esecuzione del giudice", senza firma.

L'articolista non sa, o fa finta di non sapere, che sul palazzo in questione si è svolta negli ultimi 11 anni una delle più vergognose speculazioni, sia politica che economica, a livello cittadino. Non sa, o fa finta di non sapere, che dal 1994 i lavori sono fermi per una causa di sopraelevazione abusiva che ha prodotto la condanna in Pretura dell'architetto che fa capo alla società Caprice, la quale è responsabile, nelle varie conformazioni assunte nel tempo, dello stupro di un palazzo che ricade sotto la tutela delle Belle Arti. Non sa, o fa finta di non sapere, che se è vero che nel 1998 è stato tolto il blocco al cantiere, è altrettanto vero che fino all'ottobre 1999 non sono affatto caduti gli interessi della Magistratura nei confronti di questo abuso edilizio: infatti soltanto allora, e soltanto a causa di un doloso disinteresse (o interesse in negativo) delle parti in causa ha potuto, di rinvio in rinvio, cadere in prescrizione il procedimento iniziato dal Tribunale di Massa e che vedeva fra gli imputati sia la dirigenza della Caprice sia alcuni funzionari del Comune che avevano rilasciato i permessi in presenza di disegni visibilmente falsificati. Se tale procedimento è stato lasciato cadere in prescrizione, non vuol dire che non vi fossero fondati motivi per il rinvio a giudizio; e questo può essere un motivo tuttora valido per tener lontani eventuali compratori da "incauti acquisti".

Inoltre viene del tutto omesso che la Caprice si è resa responsabile dell'abbattimento dello scalone del Germinal e delle scale di uscita di emergenza del Teatro, rendendo nella pratica inagibile la parte alta del Teatro ed il Germinal stesso agli scopi pubblici.

Se tutto ciò ha condotto ad una situazione di stallo, nella quale nessuno osa muoversi per non far crollare tutto il castello di prestiti e fidejussioni concesse alla Caprice per le sue sfacciate speculazioni, ciò non può essere depennato dalla memoria della popolazione, semplicemente omettendo di farne menzione.

L'indicazione che il nostro Comitato ha dato fin dal 1989, supportata da perizie sia di parte nostra (studio Merusi-Toscano di Pisa) sia di parte del Comune di Carrara (avv. Natoli), era che il Comune stesso si rendesse promotore dell'espropriazione ed acquisizione al patrimonio pubblico dell'intero complesso del Politeama, sorto su una antica speculazione edilizia, prosperato negli anni 50 su ulteriori edificazioni illegittime (sul retro e sui giardini) e finito nell'ultimo decennio in una indecorosa paralisi del principale edificio che si affaccia sulla maggiore piazza di Carrara. A supporto di ciò si vedano "Dossier Politeama" dell'inverno 1989-90 e "Memoria su alcuni aspetti degni di chiarimento intorno al Palazzo Politeama" del novembre 1994, editi dal nostro Comitato, fatti ampiamente circolare, e tuttora disponibili su richiesta.

Comitato per la difesa del Germinal



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