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Da "Umanità Nova" n.30 del 1 ottobre 2000

Guyana
L'assassinio di Michel Kapel

Michel Kapel, militante anticolonialista e libertario, è stato assassinato all'inizio dell'estate nella Guyana francese, il piccolo paese del sud America incuneato tra Brasile e Suriname.

L'11 luglio 2000 nel luogo detto Degrad Edmond nel comune di Roura in Guyana, è stato ucciso vigliaccamente con una pallottola nella schiena il militante anticolonialista, anti-imperialista, anti-elettoralista e prima di tutto il militante (senza alcuna compromissione con lo Stato francese) per la liberazione della Guyana dal giogo coloniale francese: Michel Kapel detto Shaka Karebu (abbandonando così il nome che gli schiavisti avevano imposto alla sua famiglia).

Alcuni tra voi l'hanno incontrato nel novembre del 1997 a Lione durante il congresso dell'Internazionale di Federazioni Anarchiche (IFA) a cui era stato invitato e dove rappresentava il gruppo No Pasaran dell'ASFALTE (Associazione federativa autogestita per la lotta dei lavoratori e degli emarginati).

Michel Kapel operava da febbraio in un'associazione da lui fondata (l'ASINJEGDIF AM & TT) per il reinserimento della gioventù della Guyana colpita dalla droga, attraverso le arti marziali (egli era 2deg. dan di Tae Kwon Do) e il lavoro della terra.

Nato il 28 novembre 1942 a Cayenne, figlio di un insegnante e di un'impiegata di commercio, si era diplomato alla scuola per ingegneri dei lavori pubblici ESTP d'Eyrolles e a una scuola di matematica. Dopo un breve passaggio al CNES, professore di Scienze Fisiche, la sua pedagogia fuori norma nel quadro coloniale francese gli valse un richiamo immediato.

Fin da studente si getta nella militanza indipendentista incondizionata ma legata a un progetto di società libertaria che molto presto gli procurerà l'allontanamento anche dai suoi compagni che accetteranno i posti elettorali che il potere francese lascerà loro volentieri. Molti soggiorni in Libia negli anni '80 rinforzeranno la sua determinazione politica e faranno di lui, per l'opinione pubblica, un pazzo pericoloso, un violento, in breve l'uomo da eliminare, tanto per lo Stato che per gli abitanti della Guyana ben inseriti. Le sue attività attraverso differenti gruppi, radio e giornali non si allontaneranno mai dalla sua linea libertaria e anche le sue candidature alle elezioni saranno per lui un mezzo per "sbeffeggiare" lo Stato approfittando della piattaforma mediatica per richiamare all'astensione rivoluzionaria, arrivando persino (nelle ultime elezioni cantonali del 1998) ad invitare alla disobbedienza civile e a bruciare i certificati elettorali in una cassetta elettorale. Questo certamente lo Stato non glielo avrà perdonato. Egli aveva anche esposto denuncia contro il prefetto, i direttori della DRIRE e della DDE per quanto riguardava la frana di una collina avvenuta nell'aprile scorso e che aveva causato la morte di una decina di persone.

UN IMPEGNO MILITANTE SENZA COMPROMESSI

Dopo gli avvenimenti del novembre 1996, dell'aprile 1997 in cui i giovani hanno fatto una dimostrazione significativa su quello che poteva significare l'azione e la democrazia diretta, Michel Kapel aveva sollecitato una battaglia molto più radicale. Egli inoltre non esitava a denunciare anche lo Stato francese, i suoi "compatrioti" (così li chiamava Michel) neo colonialisti ante litteram, considerandoli complici della situazione degradante nella quale sono immersi i giovani. Egli denunciava a voce alta e forte il loro "servilismo" nei confronti dello Stato, i giochi politici ed elettorali sulle spalle della gioventù, le manovre del sindacato UTG (da cui sarà escluso durante l'ultimo congresso, e pertanto...), le svolte improvvise di alcuni indipendentisti come il MDES verso l'autonomia. Attraverso il suo club di Tae Know Do aperto solo ai giovani delle città e gratuito, Michel divideva con loro e con le loro famiglie ogni tipo di disagio sociale, non esitando con il gruppo No Pasaran a effettuare degli interventi abbastanza "di forza" nei confronti dei servizi statali e dei loro collaboratori locali per sistemare situazioni estreme: espulsioni illegali di stranieri, pedofilia, razzismo, etc...

In breve: amato dagli esclusi e dagli emarginati, egli era odiato dagli altri che, comprendendo l'impatto politico che poteva avere facendo ombra sulle loro corse alle schede elettorali, non hanno esitato a intraprendere una campagna di diffamazione e di isolamento politico e sociale che avrebbe permesso il suo assassinio: "Kapel ha esploso le pallottole, è un agente della CIA, egli, l'indipendentista, vive con una bianca, la sua compagna è anarchica ed è venuta per 'fare bordello' in Guyana, egli denuncia lo Stato ma non gli interessa nulla del suo lavoro ed è pagato per non fare niente con la benedizione dei suoi superiori, non sa nemmeno occuparsi dei bambini infatti ha un figlio drogato, etc."

Se questa campagna è riuscita a prendere piede nelle classi medie e borghesi della Guyana, quelli del ghetto non l'hanno mai abbandonato.

Bisognava dunque eliminarlo fisicamente.

L'ASFALTE, NO PASARAN, L'ASINJEGDIF AM & TT e FULAC

(a cura del segretariato IFA, trad. Selva)



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