unlogopiccolo

Da "Umanità Nova" n.33 del 22 ottobre 2000

Turchia
Signornò

Nel mio peregrinare estivo in Turchia, ho avuto il piacere (me lo ero imposto) di incontrare, ad Istanbul, alcuni compagni e compagne impegnate nella lotta antimilitarista. Tra l'altro, oltre che essere antimilitaristi ho avuto la soddisfazione di scoprire che si dichiarano anarchici e libertari: una accoppiata veramente esplosiva che per il regime militare turco equivale al disgusto che potrebbe provare un nazista trovandosi di fronte ad un omosessuale ebreo con simpatie di sinistra. L'incontro seppur breve ha ottenuto gli scopi previsti: prendere dei contatti con questi compagni/e, farmi spiegare un po' la situazione locale e tenere una corrispondenza via e-mail che ci consente di aggiornare in tempo reale le notizie che giungono da quelle lande. Sarebbe bello, in futuro, poterli invitare a raccontarci delle lotte e riuscire ad organizzare delle iniziative a loro sostegno.

Tutto nacque nel gennaio del 1996, quando venne costituita la IAMI (Istanbul Antimilitarist Initiative), a supporto dell'obbiettore di coscienza Osman Murat Ulke, arrestato ed incarcerato (due anni e mezzo) per le sue dichiarazioni pubbliche di rifiuto del servizio militare e per le sue concezioni politiche anarchiche. Le dichiarazioni di Ulke fecero un molto scalpore perché vennero espresse pubblicamente ed ebbero una buona eco sulla stampa nazionale ed internazionale: tra i vari dinieghi che destarono stupore e rabbia nelle anime selvagge dell'esercito turco c'era anche quello del rifiuto di andare a sparare contro i fratelli kurdi, "compito" infame a cui sono destinati molti giovani di leva. Dal 1996 al giugno 2000 (mese di scioglimento per opera della polizia politica: venne chiuso un Internet Café dove il movimento si riuniva) la IAMI organizzò parecchie iniziative a sostegno dell'obiezione al servizio militare, sull'antimilitarismo, sulla disobbedienza civile e contro il famigerato articolo 155 (obbligatorietà del servizio militare e relative conseguenze). Vorrei precisare che per i compagni turchi non esiste la differenza tra obiezione totale ed obiezione di coscienza giacché l'ultima non viene concepita dall'ordinamento giuridico Turco: al movimento antimilitarista turco non interessa una semplice introduzione di un diritto di scelta così come si configura l'obiezione di coscienza, ma la scomparsa di tutti gli eserciti e di tutte le guerre (statuto della IAMI).

La più grossa iniziativa messa in piedi dalla IAMI avvenne il 15 maggio 2000 quando venne organizzato un grande festival antimilitarista e dove tre compagni si dichiararono pubblicamente obiettori di coscienza di fronte ad oltre 800 persone. Si aspettano ancora adesso le conseguenze legali di tali azioni, ma niente fa presagire al meglio. Attualmente, il movimento antimilitarista di Istanbul, si è ricostituito sotto altro nome (War-resisters) e collabora attivamente con altri gruppi presenti sul territorio turco presenti ed attivi in special modo ad Ankara e sulla costa (Antalya). Il gruppo anarchico di Smirne, anch'esso attivo nelle campagne antimilitariste, è stato "spazzato" via dall'esercito, mentre rimane un piccolo nucleo attivo sulle questioni antimilitariste. I gruppi antimilitaristi turchi si differenziano tra di loro soprattutto per i metodi di lotta più che per le concezioni politiche: la IAMI si è sempre dichiarata non-violenta e pacifista.

Un altro elemento molto importante della lotta antimilitarista in Turchia è rappresentato dal fenomeno delle diserzioni: le cifre ufficiali parlano di circa 400.000 disertori al momento attuale. Molti di essi sono curdi che si rifiutano di sparare sulla propria gente ed una grossa componente è rappresentata da cittadini turchi le cui motivazioni alla diserzione variano da scelte di interesse individuale (assolutamente legittime) a motivazioni di tipo etico e politico, altrettanto valide: tenete conto che molti giovani mandati a combattere contro la guerriglia curda (il servizio militare dura 18 mesi) ci lasciano le penne.

Per quanto riguarda invece l'organizzazione militare dello stato Turco si può tranquillamente affermare che gli organismi direttivi del paese sono tre il cui principale è sicuramente l'MGK (il Concilio di Sicurezza Nazionale), che è composto dal Presidente della Repubblica, dal Primo Ministro, da alcuni ministeri e soprattutto dai generali di tutte le forze armate turche: il compito formale assegnato al MGK è quello di discutere della sicurezza nazionale e di prendere decisioni politiche in merito alle suddette questioni con particolare occhio alla guerra contro i Kurdi. In realtà il vero compito dell'MGK è quello di fornire all'esercito la funzione di controllo e di direzione dello stato Turco, rendendo niente più che una ridicola e risibile formalità il pluripartitismo democratico turco (ove sono espressamente vietati i partiti comunisti, alcune organizzazioni sindacali non di regime e le organizzazioni anti-sistema, ma non i partiti fascisti come i famosi "Lupi grigi"). Gli altri due organismi di controllo del sistema sono la YOK (Coordinamento dei concili universitari), non a caso nella scuola e la DGM (la corte speciale che si interessa dei "crimini" politici). La loro forza è tale da far crollare governi che non piacciono, anche se democraticamente eletti, nel giro di 24 ore: così avvenne nel 1997 contro il partito islamico che era salito al potere. Dovete sapere, infatti, che lo stato moderno Turco (75 anni di vita), costruito e capeggiato dal famoso Ataturk, nacque come rivoluzione borghese e militare contro lo stato ottomano e contro gli invasori stranieri. Ebbe, quindi, da subito una forte carica anti-islamica e burocratico-militarista che tuttora permane.

Tutte le notizie che ritrovate qui riportate sono un concentrato dei contributi scritti e la chiacchierata con il compagno Uygar di Istanbul.

Il sito Internet dell'antimilitarismo (in lingua turca) in Turchia è: http://www.savaskarsitlari.org

Pietro Stara



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