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Da "Umanità Nova" n.36 del 12 novembre 2000

La pillola del giorno dopo
Libere di scegliere

Solo per il fatto di essere prete e maschio il cardinal Ruini dovrebbe aver il buon gusto di stare zitto. Cosa ne sa lui di cosa accade nel corpo di una donna? Solo quello che la "scienza" gli ha detto. Una scienza fatta magari non solo da uomini come lui, perché molte sono le donne che in questo campo operano e pensano, ma, come il solito, raccontata solo da uomini.

Il corpo femminile fa sempre notizia e su di esso tutti hanno qualcosa da dire, soprattutto gli uomini che ne parlano con superficialità ed arroganza, pontificando su tutta la sfera affettiva e sessuale delle donna. Se sei donna ti devi affidare a noi che ne sappiamo di più.

La battaglia scatenata dal Vaticano contro il Norlevo, (la pillola del "giorno dopo") era attesa e scontata (ricordiamo che vietò l'uso della pillola anche alle suore stuprate nella guerra in Bosnia). Quello che però colpisce è l'arroganza con cui viene portata avanti e le menzogne che vengono usate. I parlamentari (in quasi totalità uomini) che si sono pronunciati hanno abbracciato una vasta gamma di posizioni: Rutelli si barcamena tra un no all'aborto e la libertà delle donne (in fin dei conti i voti vuole prenderli da cattolici e non). Più coerenti Formigoni e Storace che utilizzano la loro posizioni di presidenti delle Regioni Lazio e Lombardia per attaccare la 194 e l'autodeterminazione delle donne. Come dice Storace "azione di prevenzione si chiama": preveniamo chiunque possa vedere in questo farmaco un percorso di libera scelta. Più furbi quelli di Forza Italia che con lungimiranza rimangono fuori dalla disputa.

La palma del più bugiardo va al papa che, allargando il discorso ai suoi temi più cari, mette sullo stesso piano aborto e pena di morte. Come se l'uccisione a sangue freddo di un uomo fosse alla pari di un anticoncezionale.

Ma se questo è il suo parere come mai le donne che decidono di abortire vengono scomunicate e coloro che comminano la pena di morte no? Quale delle due è scelte è meno rispettosa della vita umana? O forse il rispetto non c'entra nulla e la vera parola che bisogna affermare è controllo, non rispetto?

Non sembra però che i farmacisti abbiano dato molto ascolto agli appelli della chiesa (come del resto gli stessi cattolici fanno nei confronti degli anticoncezionali: visto l'alto numero venduto in Italia, se i cattolici non ne usassero significherebbe che i non cattolici hanno un centinaio di rapporti sessuali al giorno).

In contrapposizione a questa grande bagarre "di principi" dove ognuno si sente in dovere di dire la sua opinione su cose che non dovrebbero neppure riguardarli in quanto "non donne", spicca il silenzio sugli effetti medici che questa pillola può comportare.

Il primo rilievo da fare è che questa pillola impedisce l'annidamento dell'ovulo fecondato nell'utero e non (come nell'aborto o con la pillola RSU 486, precorritrice del Norlevo) il distacco dell'ovulo fecondato dall'utero. Da moltissimi anni le donne usano già la spirale, un contraccettivo meccanico che agisce come questa pillola, impedendo l'impianto dell'ovulo nell'utero, ma, per fortuna, sino ad ora nessuno si era sognato di considerare la spirale uno strumento per abortire.

In secondo luogo questo farmaco è già da anni diffuso in Europa (dove come sappiamo i cattolici sono diffusi tanto quanto in Italia). Iniziare oggi questa battaglia non ha lo scopo di "difendere la vita", ma semplicemente di, ancora una volta, tentare di imporre ancora e sempre un controllo sul corpo della donna ed un restringimento delle libertà individuali.

Per il resto poco o nulla si sa degli effetti collaterali: quale squilibrio ormonale comporti, quanto ne sia dannosa l'acquisizione. Come spesso accade la salute della donna non interessa ed il nostro corpo diventa battaglia per l'uso e la sperimentazione di farmaci. Ma a favore di chi?

Il Norlevo non sarà ritirato, tra qualche giorno non ne parlerà più nessuno, ma tutto ciò che sarà rimasto nell'immaginario sarà da un lato un riconoscimento all'attuale governo, ed al ministro Veronesi in particolare, difensore delle libertà, uomo onesto e capace di portare avanti una medicina moderna al servizio della società, dall'altra nell'animo di molti l'idea che comunque ha deciso la scienza, quella fatta dagli uomini, che ne capiscono sempre di più delle donne.

Per fortuna questo dibattito non sembra aver coinvolto molto le donne che continuano a mostrare una tenace indifferenza agli anatemi del papa e dei suoi amici.

Rosaria



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