unlogopiccolo

Da "Umanità Nova" n.41 del 17 dicembre 2000

Milano: contestato il convegno degli anarcocapitalisti

Come preannunciato si è svolto l'8 e 9 dicembre a Milano, all'Hotel Duomo, angolo della centralissima piazza duomo, un convegno di "loschi personaggi" che, giocando sulle ambiguità linguistiche, si autodefiniscono "anarchici del centro " o altrimenti "anarco-capitalisti".

Capitalisti lo sono sicuramente, dato il costosissimo luogo prescelto.

Tra i relatori preannunciati spiccano il pennivendolo berlusconiamo Feltri e Ricossa (predestinato come ministro dell'economia dopo il golpe Sogno). Al convegno è stato invitato lo stesso Haider, campione in Europa della destra xenofoba. Va anche messo in evidenza che l'assessore Scalpellini del Comune di Milano è stato chiamato a presiedere ai lavori.

Scopo dichiarato del convegno è la critica all'Unione Europea riunita a Nizza, ma le ragioni sono, ovviamente, opposte a quelle dei compagni scesi in piazza a contestare la mancanza di diritti sociali.

Infatti, l'accusa che viene fatta dagli organizzatori del convengo all'Unione Europea è di essere troppo tollerante nei confronti degli immigrati. Non a caso uno degli interventi previsti al convegno milanese titolava "La libertà di esclusione".

Non poteva essere lasciata sotto silenzio una così tanto "sporca operazione".

Il pomeriggio del 9 dicembre, all'entrata dell'Hotel Duomo, presidiato da un numero consistente di poliziotti, si è svolta una manifestazione di indignata protesta. Tra i partecipanti il collettivo femminista Baba Yaga che denunciava: "siamo qui come donne perché ogni politica che difenda presunte identità etniche e geografiche, siano esse locali, nazionali o europee, produce attacchi radicali alla nostra autonomia....". C'erano compagni della RAF (Resistenza Antifascista), compagni di vari centri sociali e la presenza di un folto gruppo di anarchici per denunciare che "questi sporchi individui usano la A cerchiata per coprire la loro adesione al più sfrenato liberismo e la loro simpatia per fascisti e leghisti. Si dicono libertari, ma si adoperano per negare ogni libertà. Verso costoro è necessaria la massima vigilanza e la più netta intransigenza".

E. M.



Contenuti UNa storia in edicola archivio comunicati a-links


Redazione: fat@inrete.it Web: uenne@ecn.org