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Da "Umanità Nova" n.06 del 18 febbraio 2001
inform@zione
Caltanissetta: manifestazione contro il lager per immigrati
Il 10 febbraio si è svolta a Caltanissetta una manifestazione per
la chiusura del lager per immigrati di Pian del Lago. Riportiamo la cronaca
della manifestazione fatta circolare dal CSOA Goliardo di Palermo.
"Pian del lago, in uno dei numerosi centri di detenzione per migranti presenti
in Sicilia, l'ennesima svendita di dignità umana si sta consumando:
scabbia, tentati suicidi, rivolte e fughe di libertà represse con la
forza. Dopo la strage del rogo del centro lager "Serraino Vulpitta" di Trapani,
dopo l'inquisizione del prefetto di Trapani per omicidio e omissione di atti di
ufficio e dopo il suo trasferimento fuori dalla Sicilia, la questione dei lager
per migranti si ripresenta agli occhi dell'indifferenza pubblica e dei
politicanti siciliani. Ma l'indignazione per i centri lager si rivolge, come
avviene per Pian del lago, ai disagi che creano alla popolazione nissena le
continue chiamate di soccorso da parte degli immigrati del centro alla guardia
medica notturna che quindi resta scoperta; oppure, nel migliore dei casi alle
condizioni di sporcizia e assistenza sanitaria presenti nel centro,
inaccettabili per la dignità umana. Assistiamo al momento ad una
campagna elettorale il cui tema principale sia da destra che da sinistra
è quello della sicurezza, una campagna che criminalizza i migranti e
più in generale il fenomeno delle migrazioni, fenomeno spontaneo di
ribellione alla povertà, stabilita dall'occidente neo-liberista per i
paesi del sud del mondo. Frutto di questa campagna è l'istituzione dei
centri di permanenza temporanea per migranti, che prevede la loro carcerazione
senza che abbiano commesso alcun reato. È inutile dunque parlare, come a
Trapani di adeguamento del lager alle norme di sicurezza, o, come a Pian del
lago di adeguamento alle norme sanitarie.
Questi lager vanno chiusi per adeguamento al diritto alla libertà!
Contro la legge 40/80 Turco-Napolitano, per la chiusura del lager di Pian del
Lago e di tutti i CPT, per andare avanti nella lotta contro la chiusura delle
frontiere e per la libera circolazione di tutti/e il 10 Febbraio, abbiamo
manifestato, con le altre realtà di lotta regionali davanti al Campo
lager di Pian del Lago, a Caltanissetta.
Il corteo di circa 200 manifestanti ha percorso le vie della periferia, ha
visto sfilare davanti al lager molti immigrati al fianco delle realtà di
lotta locali con le quali si è organizzato un blocco stradale. Al
termine della manifestazione si è organizzato un presidio con un
assemblea cittadina nella piazza centrale di Caltanissetta: la città ha
risposto bene e si sono susseguiti interventi di nisseni ed immigrati. Non
è mancata qualche provocazione durante il corteo da parte delle forze
dell'ordine ai manifestanti ma ciò non ha impedito lo svolgimento dalle
manifestazione.
Questa non è che una delle tante tappe del percorso di lotta che vede le
realtà antagoniste siciliane in prima fila al fianco dei migranti per
chiudere i campi di permanenza temporanea
Perché chi è segregato e non ha mezzi, possa avere con noi una
voce libera per rompere le catene.
Centro sociale okkupato autogestito Goliardo, Palermo piazza Marina, 1
Per info:0333-6702404/ 0339-8717227; e-mail: goliardokk@supereva.it
Il 17 febbraio manifestazione nazionale in difesa del CPA Fi-sud.
Hanno percorso tutto viale Giannotti scortate da un reggimento di
carabinieri, polizia e vigili urbani, poi sono state piazzate nel parcheggio a
ridosso del Centro Popolare Autogestito (Fi-sud): due gru gigantesche. E' il
primo atto dello sgombero di una delle più interessanti esperienze
autogestionarie di questo ultimo decennio. Quando due operai hanno azionato le
pale per affondare i primi colpi al suolo, un primo nucleo di militanti che
presidiava il Centro ha reagito alla provocazione lanciando sassi e bottiglie
contro quei bracci meccanici. Nel giro di poche ore si è formato un
concentramento di solidarietà, che con lo scorrere dei minuti si
è ingrossato fino a permettere una manifestazione spontanea per il
quartiere. Cinquecento manifestanti fronteggiati dalla polizia hanno
così bloccato il traffico di Firenze, lanciando slogan contro
l'Amministrazione Comunale di Centrosinistra e contro l'Unicoop che vuol
costruire sull'area occupata un megasupermercato. Dalle finestre e dai balconi
dei palazzi numerosi abitanti della zona hanno espresso solidarietà,
applaudendo allo sfilare del corteo, serrando i pugni in segno di
partecipazione. Alle 21.30 si è infine svolta un'assemblea dentro il
Centro a cui hanno partecipato circa 300 persone, chi spronando alla lotta, chi
avanzando proposte di azione diretta, chi portando la solidarietà di
associazioni impegnate contro l'alta velocità, di partiti, di collettivi
studenteschi, di organizzazioni sindacali di base. L'atto di insediamento delle
ruspe sembra rispondere a scadenze di ordine burocratico relative alle
autorizzazioni per le concessioni edilizie che hanno termine il 13 febbraio,
così sostengono il Comune e l'Unicoop. In realtà si tratta di un
attacco di intimidazione ben preciso che vuol verificare le capacità di
reazione del CPA, la sua forza politica, le sue risorse di mobilitazione. Anche
durante gli incontri che ci sono stati nei mesi precedenti, le proposte
avanzate dall'Unicoop, non solo erano inaccettabili ma rispondevano tutte a
logiche mafiose. D'altra parte chi di speculazione gioisce di speculazione
ammonisce, così i dirigenti coop hanno avanzato le loro tre proposte: 1)
noi ritiriamo la denuncia per occupazione fatta contro un vostro compagno e voi
lasciate l'area Longinotti; 2) durante i lavori il Cpa verrà confinato
all'utilizzo della sola palazzina; 3) Uniccop e CPA si siedano ad un tavolo
tecnico per decidere insieme da quale parte iniziare i lavori. Rispetto a
queste condizioni, l'assemblea del CPA ha deciso di rispondere con l'ironia e
la mobilitazione permanente. Nello stesso tempo è intollerabile una
presenza massiccia di sbirri, 24 ore su 24, alle frontiere del Centro. Il 17
febbraio è convocata una manifestazione nazionale di solidarietà
che si annuncia decisiva per reggere l'urto dello scontro politico e militare
portato avanti da una Giunta di centrosinistra impegnata a garantire
speculazioni edilizie in nome del consumismo e delle lobbies di potere che la
legittimano al governo della città. Sarà importante marcare in
modo netto le differenze tra chi, nei quartieri, apre spazi di libertà,
di autogestione, di comunicazione sovversiva e chi semina deserto sociale,
massacrando i tessuti di partecipazione attiva delle classi subalterne.
Luca Papini
Le pensioni nel mirino della Commissione Europea
Il taglio delle pensioni è un obiettivo che sta particolarmente a
cuore alla Commissione Europea. Lunedì 12 febbraio si riuniscono a
Bruxelles i ministri delle Finanze della Unione Europea per l'elaborazione dei
"grandi orientamenti di politica economica" (GOPE) per il 2001.
In vista di questa riunione, la Commissione europea ha preparato un documento
che intende stimolare i governi nazionali a "riformare" la previdenza,
denunciando i ritardi che si sono accumulati in questi anni. Fra l'altro, il
documento propone di "incrementare il tasso di occupazione, soprattutto fra i
lavoratori più anziani", in altre parole, prolungare l'età
lavorativa: una lancia spezzata a favore del padronato francese, che ha visto
scendere in piazza il 25 gennaio 300mila lavoratori contro il progetto di
prolungare l'età lavorativa a 65 anni.
Che cosa vuol dire riformare la previdenza ce lo dice Giuliano Cazzola,
scribacchino al servizio della Confindustria, che afferma: "se si riuscisse a
mandare a regime, nel giro di un paio d'anni, la disciplina prevista per
l'anzianità dalla legge 335/1995, unitamente all'estensione prorata del
calcolo contributivo, si potrebbe realizzare, da ora al 2005, un risparmio tale
da consentire, a parità di ogni altra condizione, la riduzione di otto
punti (dal 32.7% al 25%) dell'aliquota contributiva per il lavoro dipendente
privato".
L'obiettivo è quindi ottenere la riduzione del prezzo della
forza-lavoro, a tutto vantaggio del profitto dei capitalisti.
La Commissione europea non si limita a rimproverare ai governi i ritardi nella
riforma della previdenza, riconosce apertamente la difficoltà di
intaccare i diritti di una così grande parte di cittadini europei, senza
contraccolpi politici: quanto è avvenuto il mese scorso in Francia
è solo la punta di un iceberg.
Secondo un sondaggio pubblicato lo scorso novembre, nei più popolosi
paesi dell'Unione Europea (Spagna, Francia, Germania e Italia) esiste una
maggioranza contraria alla riforma del sistema previdenziale: questa
maggioranza si è espressa chiaramente per il mantenimento del sistema a
ripartizione, contro l'innalzamento dell'età di cessazione del lavoro, e
ha dichiarato di non credere al baratto fra previdenza sociale e posti di
lavoro - cavallo di battaglia dei governi europei.
Per chi ci governa la cautela è d'obbligo: per portare a compimento i
propri piani devono evitare che gruppi di pressione minoritari esercitino un
potere molto forte nell'influenzare le scelte di politica economica
(così si esprime il sondaggio citato prima).
Chi ha a cuore le sorti degli sfruttati dovrebbe darsi da fare per smascherare
la grossa bugia propagandata da governi ed economisti, per denunciare la grossa
truffa a danno degli sfruttati e a vantaggio dei capitalisti e dei sindacati di
Stato, per organizzare l'agitazione antigovernativa.
Tiziano Antonelli
Firenze per un coordinamento di sindacalisti anarchici
Le compagne ed i compagni riuniti a Firenze il 4 febbraio 2001 in
occasione della presentazione dell'Appello agli attivisti sindacali anarchici e
libertari per una piattaforma del sindacalismo conflittuale di classe a prassi
libertaria deliberano:
- di avviare un percorso di confronto sulla situazione sociale e del quadro
sindacale.
- individuano nei convegni di Livorno del 17-18 marzo sulla previdenza sociale
e di Milano del 7-8 aprile su "crisi del corporativismo, sindacalismo di base,
autorganizzazione e rappresentanza sui posti di lavoro" momenti importanti di
confronto ai quali contribuire sia nella fase di preparazione che
nell'elaborazione comune.
- prendono atto del fatto che è possibile e auspicabile uno stabile
coordinamento dei militanti sindacali di orientamento libertario e si impegnano
in un percorso di costruzione di questo coordinamento.
A tale scopo viene costituito un gruppo di coordinamento e di contatti per il
momento composto da: Fabrizio Acanfora (pinelli69@libero.it), Tiziano Antonelli
(t.antonelli@tin.it), Stefano D'Errico (unicobas@freemail.it), Franco Iachetta;
Cosimo Scarinzi (ciscarinzi@tiscalinet.it).
Comunicato diffuso dall'FdCA
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