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Da "Umanità Nova" n.07 del 25 febbraio 2001
Riuscito lo sciopero dei ferrovieri
Il cane di Bersani
Dalle 21 di sabato 17 alla stessa ora di domenica 18, ancora una volta i
lavoratori ed i sindacati di base hanno mostrato la sempre più decisiva
volontà di procedere contro il peggioramento delle loro condizioni di
lavoro e di vita imposto, in perfetta equità di spartizione degli onori
e degli oneri, da Impresa e Sindacati Confederali Filt, Fit, Uilt, più
Sma ed Ugl.
Nonostante le leggi sempre più restrittive e le prese di posizione
sempre più autoritarie nei confronti del diritto di protestare e di
opporsi a piani e ristrutturazioni, lo sciopero ha paralizzato la circolazione
ferroviaria, mandando in crisi i progetti d'emergenza messi a punto dalle FS.
I lavoratori si sono riuniti negli impianti fino a tarda notte, come sono
abituati a fare per lavoro, ma stavolta per raccogliere dati sulle adesioni,
per consigliare i colleghi alle prese con i soliti tentativi aziendali di
costringere al lavoro, e per andare a riprendere i Capitreno e i Macchinisti
rimasti isolati in qualche località lontana.
I motivi della protesta riguardano lo smembramento selvaggio della
Società FS - privatizzazioni, liberalizzazioni di servizi, svendite ecc.
- anche troppo zelante rispetto alla direttiva europea (ricordiamo invece che i
Capitalisti di Bruxelles si accontenterebbero anche delle sole separazioni
contabili). Tale smembramento, come del resto tutte le ristrutturazioni oggi in
corso per ogni categoria lavorativa, pretende di imporre ai Ferrovieri, con
l'avallo delle Organizzazioni Sindacali Confederali (Cgil-Cisl-Uil),
peggioramenti salariali, introduzione di tutte le forme di contratto precario e
delle condizioni di un lavoro già atipico e già penalizzante per
la salute e i rapporti sociali.
Di questo, naturalmente, sulla stampa ufficiale nulla trapela. Si parla di
esuberi, ma, per fare un solo esempio, nel solo Personale Viaggiante di Firenze
(i Capitreno, i "bigliettai", insomma) sono state effettuate 31.000 ore di
straordinario nell'anno 2000, pari alla necessità di almeno quaranta
posti di lavoro che si potrebbero creare e non vengono creati. E la situazione
non cambia per il resto dei Ferrovieri, con tutti i disagi e i ricatti connessi
(esempio classico l'imposizione dei turni di lavoro più pesanti).
Non si parla del peggioramento dei livelli di sicurezza e qualità che le
Ferrovie possiedono solo per l'impegno e l'esperienza dei sempre meno numerosi
lavoratori, a fronte dell'aumento vertiginoso di strapagati Dirigenti,
accuratamente scelti in tutti i settori, al di fuori di quello ferroviario.
Si parla solo dei "disagi per gli utenti", come se di questi utenti, che con la
liberalizzazione del trasporto ferroviario, si sono ritrovati tariffe
più alte e meno treni a disposizione, interessasse qualcosa a qualcuno
nei restanti 364 giorni di ordinaria follia che gli utenti, sì, e i
lavoratori, che sono sul loro stesso treno, conoscono molto bene.
Quello che i giornali raccontano, invece, sono le lagne del Ministro dei
Trasporti, Luigi Bersani, che pigola con la Commissione di Garanzia sulla
presunta eccessiva frequenza di scioperi in giorno festivo, in cui non sono
garantiti i servizi minimi essenziali, come da legge, in quanto negli altri
giorni lavorativi i medesimi servizi minimi sono superiori a quelli richiesti
dalla stessa legge.
"Prima dell'estate" - flautano zelanti - "si potrà giungere ad una legge
che regoli i servizi minimi anche nei giorni festivi".
Ma se i Ferrovieri scioperano ci sarà pure un motivo. A quanto pare no.
L'importante è tappar loro la bocca e non disturbare il manovratore.
Allora, immaginiamo noi, se il Signor Ministro ha un cane che magari si prende
il cimurro, egli applicherà al suo cane le stesse condizioni che applica
ai lavoratori (non è questa la par condicio sognata dai
padroni?). E così, per sopprimere l'importuno fenomeno,
sopprimerà il cane.
Emmebi & MB 2
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