Da "Umanità Nova" n.08 del 4 marzo 2001
Senza frontiere
Brevi dal mondo
AUSTRIA - VIENNA
Massiccia operazione di polizia contro i partecipanti alla dimostrazione
contro Opernball - almeno 42 arresti - nella notte 300 poliziotti pesantemente
armati attaccano il centro sociale autonomo EKH.
Blocchi stradali?
In Austria i blocchi sono consentiti solo ai dimostranti di "destra",
mentre le proteste contro la centrale nucleare ceca di Temelin bloccano il
confine con la Cechia - sostenute dal governo di destra - e basate sul consenso
nazionale, alle dimostrazioni contro il governo non è consentito
bloccare le strade in una città.
Anche prima della dimostrazione anti-Opernball la polizia annunciava che i
blocchi stradali antifascisti sarebbero stati resi impossibili.
Violenza?
Giovedì 22 febbraio 2001 la polizia dà luogo ad
un'incredibile orgia di violenza: i dimostranti sono letteralmente schiacciati,
trascinati attraverso la città di Vienna e chiunque fosse troppo lento
per fuggire veniva selvaggiamente picchiato. Alcuni dimostranti hanno reagito
ai massicci e violenti attacchi della polizia con un lancio di bottiglie,
pietre e sacchetti di vernice, costruendo barricate per poi proseguire la
fuga.
Oltre ad alcuni hooligan del gruppo dell'ultrà di estrema destra del
Rapid Vienna (una squadra di calcio), gruppi di poliziotti travestiti da
anarchici, sono stati visti tra i dimostranti.
La polizia ha arrestato almeno 42 persone. Ma mentre i feriti delle forze di
polizia (anche se solo contusi alle dita per la troppa violenza del pestaggio)
sono minuziosamente elencati, la polizia non fa riferimento ad alcun ferito tra
i dimostranti. Tutto ciò nonostante l'ordine fosse quello di picchiare
tutti. Sicuramente sono stati coinvolti molti turisti, e sono stati feriti
alcuni giornalisti, ma non c'è nessuna lista ufficiale dei dimostranti
feriti anche perché chiunque avesse denunciato la polizia sarebbe stato
a sua volta denunciato per falsa testimonianza.
La Kronenzeitung - il più grande tabloid austriaco - di estrema destra -
ha iniziato per tempo la sua propaganda sulla dimostrazione, la stessa cosa ha
fatto la polizia diffondendo voci sulla presenza di dimostranti professionisti
violenti, voce naturalmente falsa.
In aggiunta, i media hanno costantemente fatto riferimento alle tradizionali
dimostrazioni contro l'Opera di Ballo - una tradizione cessata molti anni fa.
In effetti l'unico riferimento poteva essere il carnevale antifascista dello
scorso anno, ma ovviamente ai media interessava molto di più ricollegare
il tutto alle manifestazioni della fine degli anni `80 ed inizio anni `90.
Repressione
Dopo che ben prima di mezzanotte la dimostrazione era sciolta e l'ultimo
gruppo di dimostranti era tornato a casa la polizia ha iniziato i preparativi
per la sua azione. Alle cinque del mattino di venerdì 23 febbraio
più di 300 poliziotti hanno attaccato il centro autonomo EKH. I
poliziotti erano pesantemente armati, con elmetti e giubbotti antiproiettile.
Molti di loro erano componenti del gruppo antiterrorismo Wega, conosciuto per
le sue simpatie per il Partito per la libertà di estrema destra.
Le porte sono state abbattute, e lo stile dell'attacco aveva convinto gli
abitanti del centro che si trattasse di un gruppo di fascisti (la polizia non
si era qualificata). Gli abitanti del EKH sono stati brutalmente sbattuti
giù dai letti e trascinati fuori dalle stanze, alcuni con le armi
puntate addosso, altri costretti a sdraiarsi sul pavimento, tenuti sotto
controllo dai poliziotti, altri ancora trascinati da stanza a stanza. Lo
schermo di un computer, molte porte e molti mobili sono stati distrutti. Alcuni
poliziotti mascherati ed in borghese - gli stessi che erano stati segnalati
come agenti provocatori durante la manifestazione - hanno partecipato alla
perquisizione della casa e sono stati identificati dai loro vestiti. Durante la
perquisizione sono state ascoltate frasi come "questa è una casa di
merda e sarà abbattuta" "oggi non ci sono diritti umani" "quando
arriverà il governatore della Carinzia cambierà tutto" e "dopo
una manifestazione come quella di oggi dovevate aspettarvi una violenta
risposta"... ed il punto è proprio questo: questo attacco era un chiaro
tentativo di intimidazione. Qualcuno doveva fare da capro espiatorio, ma per
fortuna nessuno è stato coinvolto: a parte alcuni barattoli di vernice
ed alcuni pezzi di metallo dal laboratorio comune non è stato confiscato
null'altro. È stata una semplice cattiveria gratuita.
Ancora una volta la polizia si è mobilitata contro il "nemico pubblico"
creato principalmente dai giornali di destra, come il Kronenzeitung.
Il coordinamento tra questo giornale e polizia è stato reso visibile
dalla presenza "casuale" di un fotografo alle cinque del mattino durante
l'attacco violento della polizia nel pub dell'EKH.
Resistenza Antifascista di Vienna, trad. di Rosaria
|