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Da "Umanità Nova" n.10 del 18 marzo 2001

Senza Frontiere
Brevi dal Mondo

Slovenia - manifestazione antirazzista

Il 21 febbraio a Lubiana in Slovenia si è tenuta un'importante manifestazione antirazzista.

Riportiano alcuni stralci dei comunicati fatti circolare dagli anarchici locali.

Dopo la caduta del muro di Berlino la Slovenia, da ultima barriera prima dell'OVEST è diventata una delle principali vie di transito per i migranti. Una delle principali vie di transito corre attraverso il territorio sloveno. È il cosiddetto Corridoio Balcanico che collega Istanbul, Belgrado o Sarajevo alla Slovenia, poi all'Austria ed all'Italia. Ogni notte le fiere truppe della polizia Slovena catturano un po' di migranti, per lo più curdi, cinesi, pakistani, rumeni, iraniani, ukraini, ma anche gente dalla ex Jugoslavia e cittadini di vari paesi africani. Le pattuglie di frontiera slovene dichiarano di catturare approssimativamente il 60 per cento di coloro che cercano di varcare il confine illegalmente. L'anno scorso ne hanno presi più di 20.000, ma il numero sta crescendo ogni anno.

I migranti sono vittime di un business che promette di fargli varcare le frontiere e di gruppi ben organizzati di "traghettatori" che si fanno pagare migliaia di dollari per trasportarli alla "terra promessa". Molto spesso vengono in realtà lasciati nei sobborghi di Lubiana con l'assicurazione di essere giunti in Italia o in Germania. In questo modo sono una facile preda delle forze di polizia che li possono portare nei cosiddetti "centri di rimozione per gli stranieri". La maggioranza egli immigrati punta a varcare la frontiera ad ovest, senza curarsi del prezzo e del fatto che non sanno cosa li aspetta nella "terra promessa".

La crescita dei cosiddetti immigrati clandestini ha portato la popolazione Slovena a mostrare la sua vera faccia xenofoba. Approssimativamente le statistiche sulle posizioni dell'opinione pubblica nei confronti degli immigrati clandestini mostrano che il 50 per cento della gente pensa che i clandestini debbano essere chiusi nei centri di detenzione e gli debba essere negata la libertà di movimento, mentre il 30 per cento vuole che siano liberi di muoversi solo tramite licenze speciali. Ci sono state molte proteste in tutta la Slovenia contro i migranti presenti nelle comunità, ma anche i media si sono coalizzati dicendo che i gli immigrati portano criminalità e malattie. Questo è il motivo per cui (abbiamo) organizzato la manifestazione. Il suo obiettivo primario era di alzare la voce contro il metodo discriminatorio con cui i media e la società slovena trattano la gente che è venuta qui solo per cercare un futuro migliore, ed esprimere loro solidarietà.

Gitaz

Approssimativamente 1500 persone dalla Slovenia (popolazione totale di due milioni), dall'Italia, Belgio, Austria e Croazia hanno rumorosamente espresso nella capitale della Slovenia Lubiana (c.ca 350.000 abitanti) la loro solidarietà con gli immigrati e l'opposizione alla xenofobia. È stata la più grande e pacifica protesta di strada a Lubiana da più di 10 anni. Le bandiere anarchiche hanno sventolato come non mai, ma c'erano molti altri gruppi sloveni e stranieri, che hanno rivendicato attivamente i diritti umani e un mondo senza frontiere.

È iniziata nel primo pomeriggio in uno dei parchi centrali (Star Park) nella piazza dei Congressi, dove c'era il meeting point. Il gruppo "The office for intervention" ha fatto delle performance, ma la prima azione è stata fatta dai membri del teatro belga "Time Circus" che sono arrivati in piazza come poliziotti di frontiera dell'EU con cani di cartone che hanno confuso la polizia Slovena. (...)

I rumorosi protestanti hanno marciato per 1 ora e mezza nelle strade dal palazzo del governo passando per il parlamento, l'EU mission fino alla piazza principale. Ci sono stati attimi di tensione tra polizia e manifestanti di fronte al parlamento e al palazzo dei delegati dell'EU, ma tutto si è concluso senza gli incidenti che i media ufficiali si aspettavano.

GoranI



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