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Da "Umanità Nova" n.15 del 29 aprile 2001

Quebec
Rivolta globale

Sei chilometri quadrati di cemento e ferro. Il Muro di Quebec, il muro eretto tra i 34 rappresentanti dei governi di altrettanti Stati del continente americano e le svariate decine di migliaia di manifestanti che tra il 19 ed il 22 aprile sono convenuti nella città canadese per contestare la firma dell'ALCA-FTAA, il trattato per il libero commercio destinato a trasformare il continente americano in territorio di caccia per le imprese statunitensi. Bush, il principale promotore dell'accordo, vuole portare a termine un processo iniziato nel '94 con il Nafta e proseguito poi con la "dollarizzazione" di ben 7 paesi sudamericani. Libero commercio, la formula magica del liberismo più sfrenato, significherà che i capitali privati penetreranno territori sinora, sia pure debolmente, protetti. Beni fondamentali come l'acqua potranno essere privatizzati, impedendo, di fatto ai più poveri l'accesso ad una risorsa fondamentale per la sopravvivenza. Sanità, istruzione, trasporti pubblici perderanno qualsiasi caratteristica residua di servizio per divenire prodotti tra i tanti, la cui qualità e possibilità stessa di fruizione saranno riservati a chi potrà permetterseli.

Il trattato, che entrerà in vigore nel 2005 e sarà preceduto da un ulteriore Summit che si svolgerà in Argentina, è stato contestato per l'intera durata del terzo vertice delle Americhe. Sindacalisti, ambientalisti, femministe, anarchici, organizzatori di quartiere si sono dati appuntamento a Quebec. La protesta ha invaso le strade di un città blindata, surreale con i negozi chiusi ed il centro sotto assedio. Oltre il Muro a difesa dei potenti era schierato un imponente numero di blindati con cannoni ad acqua che hanno riversato sui manifestanti getti potentissimi. Ma non solo. La polizia canadese ha fatto uso di pallottole di gomma, scosse elettriche, lacrimogeni urticanti. La repressione è stata violentissima: 450 arrestati e numerosissimi feriti. Tra gli arrestati, per i quali era stata svuotata appositamente un'ala della prigione cittadina, numerosi anarchici. Uno di loro Jaggi Singh, un attivista di Montreal molto noto, è stato prelevato con la forza in una via lontana dagli scontri da poliziotti mascherati da manifestanti che lo hanno caricato di peso su un furgone privo di insegne.

Le iniziative hanno preso l'avvio giovedì 19 con un corteo femminista organizzato dal gruppo non-violento SalAMI che è terminato di fronte al Muro e lo ha ricoperto di pezze di stoffa colorate, simboleggianti la tessitura della rete di solidarietà. Lo stesso giorno vi sono state altre "azioni verdi", così definite perché a basso rischio di arresti. Un pic nic anti-OGM organizzato da un gruppo di Montreal, "Le Plat de la resistance", cui ha partecipato la coalizione di gruppi contadini Via Campesina è culminato con una manifestazione davanti al Ministero dell'Agricoltura con un appello allo sradicamento delle piante geneticamente modificate. In serata è partita la prima iniziativa organizzata dalla CLAC (Convergence des luttes anticapitalistes) e dalla CASA (Comité d'accueil du Sommet des Amériques): la "marcia delle fiaccole" realizzata per "fare un po' di luce nel grande buio".

Il giorno successivo un grande Carnevale anticapitalista ha attraversato la città ed è giunto sino al Muro nel quale, dopo numerosi attacchi, è stata aperta una breccia. Nonostante l'imponente schieramento di polizia il perimetro di sicurezza è stato attaccato da più parti: dal boulevard René-Lévesque, dalla via Abraham, dalla via Dufrain e dalla Grande Allée. Circa trecento manifestanti si sono scontrati direttamente con le squadre antisommossa della Sûreté du Québec. Il fumo dei lacrimogeni era tanto denso da impedire ai delegati l'ingresso al Palazzo dei Congressi al punto che la cerimonia di inaugurazione è stata ritardata di oltre un'ora e mezza, il centro è stato chiuso alle auto e l'incontro tra il primo ministro canadese Jean Chrétien e il presidente del Cile Ricardo Lagos è stato annullato. Prima dell'ora di cena ai giornalisti accreditati al Summit è stato impedito di uscire e constatare il fallimento delle misure di sicurezza. La loro esasperazione è stata tale che hanno inscenato una manifestazione di protesta all'interno della zona vietata bloccando per un po' un convoglio di veicoli della GRC (Gendarmerie Royale du Canada) mentre all'esterno un'autovettura della TVA è stata distrutta dai manifestanti.

Il Carnevale anticapitalista è stato organizzato congiuntamente dalla CLAC e dalla CASA, due organizzazioni ad orientamento antiautoritario favorevoli alla coesistenza di tattiche di azione diverse. Pertanto per la giornata del 20 aprile sono state concepite tre zone di azione, in base al grado di rischio che comportavano: la zona verde per le azioni a basso rischio, quella gialla per il grado intermedio e quella rossa per i rischi maggiori. Tra i partecipanti giovani e meno giovani, anarchici, maoisti, studenti, gente senza un'appartenenza ben definita. A chi preferiva lo stile "verde" era offerta una festa all'aperto con musica, per i "gialli" la prosecuzione lungo il boulevard René-Lévesque, per gli altri, quelli della zona "rossa" il programma era l'abbattimento del Muro. La maggioranza dei partecipanti hanno scelto di andare sino in fondo. Intorno all 15 30 i manifestanti erano nei pressi della zona di sicurezza mentre partivano i primi lacrimogeni: da una catapulta gigante sono cominciati a fioccare sugli sbirri orsetti di peluche, mentre altri tiravano oggetti leggeri ma anche pietre. Due giganteschi veicoli armati di cannoni ad acqua hanno attaccato il corteo ma sono stati messi in fuga dopo un assalto con i bastoni. Nel frattempo lungo la via Saint Jean si è svolta una festa popolare allegra e partecipata culminata con il lancio di tre tonnellate di carta igienica oltre il Muro per invitare i delegati a ripulire "la merda da loro prodotta".

Gli scontri tra polizia e manifestanti sono proseguiti sino a tarda notte perché furgoni pieni di poliziotti in borghese hanno pattugliato le strade alla ricerca di qualcuno da arrestare, mentre il fragore degli elicotteri mostrava il volto di ua città sotto assedio.

Il 22 aprile una grande marcia sindacale di oltre 30.000 persone ha attraversato la città e numerose brecce sono state aperte nel muro. La repressione è divenuta sempre più pesante tra arresti e cariche. Protagonisti delle azioni più eclatanti contro il Muro sono stati quelli del Black Bloc ed i camionisti. I lacrimogeni lanciati durante le oltre 14 ore di scontri sono stati oltre mille: secondo una radio locale ad un certo punto in un minuto ne sono stati sparati oltre trenta. L'aria è divenuta irrespirabile non solo nella città alta ma anche in un paio di quartieri periferici.

La giornata si è conclusa con un'immensa festa di piazza nella città bassa.

Anche a Quebec i potenti della terra hanno concluso i loro sporchi affari mentre il rombo della contestazione lambiva i palazzi sotto assedio. L'assedio dei senza potere, di coloro che in ogni angolo di questo pianeta vogliono un altro mondo. Un mondo non in vendita in cui la libertà non si coniuga con il commercio ma con la vita e la dignità di tutti. Un mondo senza servi né padroni.

Eufelia



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