|
Da "Umanità Nova" n.16 del 6 maggio 2001
inform@zione
Ancona: occupazione e sgombero
Riportiamo i passi principali di un comunicato degli occupanti di uno
stabile abbandonato emesso subito dopo il rapidissimo sgombero.
Il 24 Aprile, a seguito di una manifestazione studentesca, un gruppo di
compagni/e, (la maggior parte legata al Movimento Antagonista Studentesco, ma
con l'appoggio anche di alcuni compagni/e del "Settimana Rossa" e del
"Kollettivo Alta Tensione"), ha occupato una palazzina abbandonata dal comune
da circa venti anni (ex mattatoio) situata nel quartiere Valle Miano. Tutti gli
abitanti dei palazzi che circondano l'ex mattatoio, sono stati informati
dell'occupazione tramite volantini messi anche nelle buche delle lettere,
diversi passanti hanno dato la loro solidarietà ai compagni/e che
stavano procedendo con l'occupazione pulendo i primi piani della palazzina.
Il Comune di Ancona, (di centro-sinistra, almeno fino al 13 maggio), sta da
tempo premendo per la costruzione di un maxiparcheggio, proprio in questo
quartiere. Impianto indesiderato da tutte le persone del posto, già ora
sottoposte alla sopportazione di un traffico intensissimo e dai rumori e
dall'inquinamento ambientale che esso porta.
Uno degli obiettivi che si erano proposti i compagni/e con l'occupazione della
palazzina, era anche cercare di impedire questo ennesimo scempio da parte
dell'amministrazione locale. Soprattutto per questo motivo, i passanti ci
appoggiavano nella nostra/loro lotta.
Purtroppo il 25 aprile verso le 17, sono arrivate circa tre volanti della
polizia, e gli agenti hanno subito chiesto delle spiegazioni, oltre che preteso
i documenti di tutti/e, (comprese le generalità di un bambino di 11 anni
presente), minacciando chi non avesse avuto o dato un documento, di spedirlo in
questura a fare delle foto segnaletiche. Dopo dieci minuti sono arrivati in
forze Carabinieri, DIGOS e Polizia Municipale, e hanno steso curiosissimi
verbali, sui quali venivano riportate per iscritto ipotesi di reato come
"occupazione di suolo pubblico", "danneggiamento", ed alcune altre imputazioni
minori.
Tra le minacce, anche quella di "buttare giù" un compagno dalla finestra
della palazzina.
Verso le 20 tutti/e i/le compagni/e sono stati/e autorizzati/e ad andarsene
anche dal piazzale antistante il "C.S.C.O.A. - 25 aprile", dove, dopo lo
sgombero, la polizia ha costretto tutti/e a rimanere per circa tre ore.
Kollettivo Settimana Rossa - Ancona
Alcuni compagni del C.S.C.O.A. - 25 aprile (Centro Sociale Culurale Occupato
Autogestito) - Ancona.
Pordenone 25 aprile antifascista
Il 24 aprile come una doccia fredda esce, in sordina, un trafiletto,
conciso ed inquietante sulla dichiarata intenzione di Azione Giovani di muovere
l'ennesimo sudicio passo verso l'oblio della memoria. Lor signori desiderano
porre nel giorno del 25 aprile mazzi di fiori in memoria dei caduti di "tutte
le guerre", nel segno dell'oblio e insultando il coraggio di chi ha combattuto
contro le torture sistematiche della dittatura nazi-fascista. Questa mossa
vuole mettere sullo stesso piano chi ha promosso campi di concentramento,
guerre, stermini sistematici e chi ha voluto opporsi a questo e ha lottato per
cambiare radicalmente un sistema autoritario verso un modello di base,
autogestionario. L'autorizzazione, regolarmente concessa dalla "democratica"
questura, non crea alcuna reazione tra i sempre più apatici pordenonesi
che già hanno dato dimostrazione di indifferenza di fronte ai pestaggi
(anche pubblici) di A.G., coordinati da A.N.. e al mancato - per un pelo -
omicidio compiuto da quei "bravi ragazzi" dei nazi, amici del segretario
provinciale di A.G. Ranieri. Al collettivo Gatanegra invece quest'ennesima
folata di fogna non è passata per niente inosservata, e si è
quindi deciso di scendere in piazza per continuare una resistenza necessaria
non solo come difesa di una memoria storica sempre più minata da
revisionismi e negazionismi, ma come attuale, ineludibile resistenza ai
contemporanei scempi compiuti da questa gentaglia. Agghiacciante la scena della
piazza presidiata da militari di tutti i tipi e da esponenti della provincia e
del comune che, per convenienza pre-elettorale, preferiscono non commentare la
provocatoria presenza; intollerante il paravento giustificativo della questura
- loro hanno fatto richiesta e ottenuto regolare autorizzazione - come se un
pezzo di carta straccia rendesse legittimo il propagandare azioni e idee
razziste sessiste e squadriste; bugiardi infami i giornalisti che, pur avendo
sentito in diretta le denunce fatte dal collettivo sui pestaggi recentemente
promossi e coordinati tecnicamente da onorevoli in giacca e cravatta ed
eseguita dalla manovalanza di A.G., hanno preferito collaborare all'oscuramento
di tali fatti reali per promuovere l'ennesimo scoop telenovelico "dei buoni -
AN, AG - e dei cattivi - il collettivo Gatanegra.
Come ciliegina sulla torta scattano 12 denunce ai danni dei compagni del
Gatanegra per manifestazione non autorizzata. A coloro i quali ci accusano di
fare il gioco della destra per il nostro astensionismo sovversivo rispondiamo
che di fatto già oggi viviamo in uno stato totalitario, che nega agli
antifascisti di scendere in piazza nel giorno della Liberazione e legittima col
supporto di gendarmi e pennivendoli quella stessa destra che dicono di voler
contrastare: peccato che l'opposizione venga fatta a forza di riforme sempre
più reazionarie!
Coll. Gatanegra
25 aprile: antifascisti a Lucca
Il 25 aprile più di mille antifascisti hanno manifestato a Lucca
contro un'infame iniziativa di Forza Nuova. Fin dalle prime ore del mattino
compagni e compagne provenienti da varie località della Toscana si sono
dati appuntamento nella piazza antistante la struttura comunale delle
Casermette, spazio messo a disposizione dalla giunta di centrodestra ai
nazifascisti di Forza Nuova che intendevano celebrare pubblicamente la
Repubblica di Salò, presentando un libro su Pavolini. Segretario del
Partito fascista della Repubblica di Salò, fondatore e capo delle
Brigate Nere (milizia armata dai nazisti che aveva il compito di combattere le
formazioni partigiane e di terrorizzare la popolazione civile contro la quale
compì terribili eccidi), Pavolini venne decorato personalmente da Hitler
con la croce di ferro. Furono i partigiani a farla finita con questo criminale,
esposto insieme a Mussolini a piazzale Loreto.
Tornando a Lucca, in difesa di Forza Nuova lo stato ha schierato oltre
cinquecento poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa, mezzi blindati e
reti metalliche antisfondamento. Questo spiegamento di forze dell'ordine (dei
padroni) ha consentito lo svolgersi del convegno dei nazifascisti, dimostrando
ancora una volta da che parte sta il Potere. Comunque, per tutta la giornata,
l'indignazione e la rabbia antifascista si è fatta sentire: la
celebrazione istituzionale del 25 aprile è stata contestata e due cortei
spontanei e determinati hanno percorso in lungo e in largo la città, non
dimenticando di mandare a quel paese (e non solo a parole) le sedi di Forza
Italia e Forza Nuova.
Un compagno
Torino: 25 aprile di lotta
Il 25 aprile a Torino, mentre i vari candidati alle poltrone in palio il
13 maggio, si esibivano in penose kermesse, oltre mille persone hanno sfilato
per il quartiere San Paolo con un corteo antifascista militante, lontano dalle
celebrazioni di facciata e dalle sfilate di rito. L'iniziativa, promossa dalla
Resistenza Antifascista di Torino, vedeva l'adesione di centri sociali,
collettivi femministi, gruppi studenteschi. I compagni della Federazione
Anarchica Torinese hanno partecipato al corteo con un loro spezzone ed un
volantino. Il corteo, culminato nel passaggio di fronte alla casa dove cadde
combattendo il gappista Dante Di Nanni, ha segnalato la necessità di un
impegno antifascista nelle piazze estraneo ai pasticcetti elettorali di una
sinistra che, tra lager per immigrati, taglio dei servizi, repressione del
dissenso si è distinta per il proprio carattere conservatore.
Mort.
| |