Da "Umanità Nova" n.20 del 3 giugno 2001
Senza Frontiere
Brevi dal mondo
HAWAII
Il popolo hawaiano ha visto in questi giorni, in occasione dell'annuale
incontro della Banca Asiatica per lo sviluppo tenutosi ad Honolulu, la sua
prima mobilitazione di massa contro la globalizzazione.
Nelle settimane precedenti questo avvenimento, la polizia di Honolulu ha
cercato, affiancata dai mass media, di creare un clima di paura attorno alle
manifestazioni. La loro strategia era molto semplice: isolare i manifestanti
definendoli pazzi e provocatori, convincendo la gente a rimanere chiusa nelle
proprie case. Tutto ciò mentre descrivevano le misure di sicurezza che
sono costate ben 7 milioni di dollari, pagati con le nostre tasse!
Ma i manifestanti non sono stati isolati e la gente non è rimasta a
casa.
Le manifestazioni hanno visto la presenza di moltissime persone provenienti da
molte parti dell'Asia. Persone che avevano visto gli effetti provocati nella
loro vita quotidiana dalla Banca Asiatica per lo Sviluppo: la distruzione degli
ecosistemi e delle abitudini di vita delle popolazioni indigene, l'eliminazione
dei servizi sociali, la privatizzazione dei servizi statali, la riduzione dei
sussidi per l'agricoltura, le tasse sull'acqua.
Le manifestazioni sono state caratterizzate da dibattiti, proiezioni, gruppi di
lavoro, comizi, un raduno di massa in bicicletta ed una manifestazione che ha
visto più di un migliaio di persone attraversare Honolulu armate solo di
tamburi, burattini colorati, canti, danze e musica.
La presenza della polizia con elicotteri, armi chimiche, sistemi di controllo
era massiccia.
Le manifestazioni non sono riuscite ad impedire lo svolgimento dei lavori della
Banca Mondiale, come molti avrebbero voluto ma, usando le parole di un
manifestante: "abbiamo affermato che non potevamo stare in silenzio e la
prossima volta saremo in numero sempre maggiore".
Liberamente tratto da Ainfos - trad. di R.P.
|