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Da "Umanità Nova" n.29 del 2 settembre 2001
Anarchici in piazza
Dopo Genova: cortei, comizi, manifestazioni
Pisa: criminale è lo Stato
"Criminale è lo Stato e non il movimento", con questo striscione
si apriva, il pomeriggio di martedì 24 luglio un corteo insolitamente
lungo, nonostante il periodo vacanziero: più di tremila persone hanno
portato nelle strade di Pisa la protesta per le violenze poliziesche di Genova,
la rabbia ed il dolore per la morte di Carlo Giuliani.
Il corteo è partito dalle Logge di Banchi (davanti al Comune) e si
è snodato sugli assolati lungarni per quasi due ore, concludendosi poi
davanti alla Prefettura in modo completamente pacifico soprattutto grazie alla
completa assenza di tutori del disordine statale in divisa, se si escludono i
vigili urbani.
Alla manifestazione hanno partecipato, ben visibili e riconoscibili con le loro
bandiere o striscioni, tutte le forze politiche e sociali presenti a Genova:
dai Cobas a Rifondazione, dalle RdB agli anarchici. Numerosi tra i partecipanti
erano "reduci", più o meno traumatizzati, da Genova e nel corteo era
possibile ascoltare le decine di testimonianze che si incrociavano, dando a
tutti una chiara idea sia del massacro avvenuto nella città ligure lo
scorso fine settimana sia del fatto che tali avvenimenti non saranno
dimenticati tanto facilmente.
Caotico-Info (Pisa)
Livorno contro la repressione
Alla faccia della risposta unitaria all'attacco repressivo! A Livorno
martedì 24 luglio si sono svolte due distinte manifestazioni nel
pomeriggio - con tre diversi concentramenti - e una seconda manifestazione
dopocena. Ma andiamo per ordine. Venerdì 20, appena saputo
dell'assassinio di Genova, alcuni compagni dell'area anarchica promuovono una
assemblea a cui aderiscono una ventina di compagni, soprattutto giovani, di
diversa provenienza politica. L'assemblea propone una manifestazione cittadina
di protesta per la serata di martedì 24 luglio con conclusione di fronte
alla prefettura. Dopo i gravissimi fatti di sabato 21 e l'indicazione del
Genova social forum di manifestare in tutta Italia, gli esponenti locali del
forum contro il G8 - tutti tranne l'area cattolica che dopo la carneficina si
è "elegantemente" defilata facendo perdere le proprie tracce - convocano
una riunione cittadina per concordare l'iniziativa. Gli anarchici ricordano la
proposta dell'assemblea spontanea di effettuare una manifestazione nella serata
ma sono disponibili anche ad accettare la proposta (fatta dal segretario e da
altri noti esponenti di Rifondazione) di un corteo nel pomeriggio con
concentramento in piazza della prefettura. La proposta, che riprende le
indicazioni del Gsf, non soddisfa i settori moderati: il portavoce dei Verdi
dice subito di non essere d'accordo per motivi di opportunità mentre
clamorosamente Rifondazione si spacca fra il gruppo dirigente, timoroso di
ipotetici incidenti, e settori più combattivi. A quel punto alla
riunione intervengono il segretario provinciale dei DS, il presidente dell'ARCI
e un gruppo della Legambiente che propongono una manifestazione che eviti la
prefettura. La riunione finisce con la proclamazione di due distinte e
contemporanee manifestazioni. Non è il massimo ma almeno c'è
chiarezza rispetto agli opportunisti dell'Ulivo. Ma non è finita. Nel
dopocena il forum livornese si spacca sulla proposta di tenere anche una
manifestazione serale, proposta fatta da alcuni giovani compagni che avevano
partecipato all'assemblea spontanea di venerdì 20. La baraonda assume
toni farseschi quando nella mattinata di martedì il gruppo dirigente di
Rifondazione decide di aderire alla manifestazione che nel pomeriggio sarebbe
partita dalla prefettura ma di "attenderla" concentrandosi in una piazza
distante circa 500 metri, questo sempre per il timore di fantomatici incidenti.
Naturalmente i "dirigenti" si guardano bene dall'informare le altre
organizzazioni della loro decisione.
Comunque il risultato di questo incredibile bailamme, che la dice lunga sulle
capacità e sulla correttezza dei "gruppi dirigenti" della sinistra
istituzionale livornese, non è stato disprezzabile. La manifestazione
principale è stata quella partita dalla prefettura, dove si sono
ritrovati in molti attorno agli striscioni e alle bandiere degli anarchici e
del Sincobas. Questo corteo, dopo aver "raccattato" i fonduti ha attraversato
le vie centrali della città e si è concluso con una assemblea
nella centralissima Piazza Attias. In totale circa un migliaio di persone
sufficientemente combattive hanno rivendicato il diritto alla verità e
l'immediata libertà per i fermati di Genova.
Ds, Verdi e Comunisti italiani, circa 200 persone compresi sindaco e
istituzioni varie, hanno invece sfilato in un altro settore del centro
città. Da notare il silenzio della CGIL e le posizioni forcaiole della
CISL. Infine nel dopo cena si è svolta una terza manifestazione: circa
500 persone (300 per la stampa locale), con larga partecipazione dei giovani
anarchici di Zero in condotta, hanno sfilato nei quartieri vecchi della
città urlando la loro rabbia e animando una assemblea conclusiva
preceduta dalla proiezione di alcune diapositive sui fatti di Genova.
A livello informativo il maggior quotidiano locale, "Il Tirreno", e l'emittente
locale, "Telegranducato" hanno dato ampio spazio alle iniziative e giusto peso
alla presenza anarchica (seppur inizialmente con qualche piccola "svista"
più che perdonabile, e prontamente corretta nei giorni seguenti). Penosa
invece "La Nazione" che, come da copione, ha minimizzato la manifestazione
dalla quale ha addirittura cancellato la presenza anarchica, ognuno ovviamente
ha le sue di "sviste", soprattutto se per dovere di cronaca, neanche si degna a
seguire in prima persona i fatti cittadini, trasfigurandoli dall'alto delle
proprie scrivanie a favore del proprio (almeno fosse così)
immaginario.
Gli incaricati
Palermo contro la violenza dello Stato
Il 23 - 24 e 25 luglio diverse migliaia di persone sono scese in piazza
per protestare contro le violenze perpetrate, dalle polizie italiane, durante i
giorni delle manifestazioni anti G8 di Genova.
Migliaia di palermitani hanno ribadito la ferma opposizione ai potenti della
terra che, a Genova hanno dichiarato guerra all'umanità tutta.
Le assemblee di piazza svolte il 23 e 24 davanti la prefettura, hanno
puntualizzato che l'escalation di morte e sopraffazione messa in atto a Genova,
serve: a scoraggiare il movimento antiglobalizzazione; dividere il movimento
tra "buoni e cattivi"; spostare l'attenzione dell'opinione pubblica dai
contenuti sociali ed economici, sulla questione delle violenze di piazza,
gestite dai professionisti del terrore quotidiano, come dimostrano le numerose
guerre che i G8 alimentano nel mondo (Medio Oriente, Balcani, Cecenia ...).
Altresì le assemblee hanno respinto la criminalizzazione perpetuata
ancora una volta dalle istituzioni nei confronti del movimento anarchico,
ribadendo la solidarietà alle compagne e ai compagni anarchici di
Palermo.
Il 25 sera, giorno dei funerali di Carlo Giuliani, un corteo silenzioso
illuminato da centinaia di fiaccole, ha risalito corso Vittorio Emanuele, per
apporre, davanti alla caserma dei carabinieri "Bonsignore", a coprire il
vecchio nome della piazza Bonanno: "A Carlo Giuliani ucciso dallo stato".
Siamo certi che il movimento popolare contro questa globalizzazione criminale
saprà reagire a ogni provocazione perpetrata moltiplicando le
attività di delegittimazione dei grandi e dei potenti assassini del
pianeta, sino all'obiettivo finale della loro scomparsa definitiva dalla faccia
della terra.
T.A.Z. Palermo - laboratorio di comunicazione libertaria
Parma contro la repressione a Genova
Si è tenuta sabato 28 luglio a Parma una grande manifestazione
contro l'azione repressiva di Genova.
Circa 2000 persone, in un afoso sabato pomeriggio, hanno aderito all'invito
lanciato da varie realtà cittadine, tra le quali la FAI, L'USI,
Rifondazione Comunista, il Laboratorio Marxista, Alternativa Marxista, il
Circolo M. Lupo, la Scuola Occupata S. Leonardo, ed altri; la rete Lilliput non
ha aderito temendo che non fosse ben rappresentato dagli altri il loro
pacifismo (sigh), ma singoli aderenti sono venuti lo stesso, insieme a tanti
cittadini.
Lo spezzone libertario, composto da circa 40 /50 persone, al quale hanno
partecipato aderenti alla FAI, all'USI, all'Ateneo Libertario e a tanti altri
simpatizzanti, è stato per una volta corposo e colorato.
Max
Le risposte in Friuli e Trieste alla violenza di Stato di Genova
La sera dell'omicidio di Carlo Giuliani è apparso uno striscione
"Polizia assassina" sul Municipio, nella centrale Piazza Unità. Alcune
volanti della Questura hanno cercato di arrestare un giovane compagno che
è stato liberato dall'intervento di decine di persone che avevano
assistito alla scena dai tavolini dei bar. Un fatto di solidarietà
concreta, in una città apparentemente reazionaria e ossessivamente
legalitaria, che dà la misura degli effetti sconvolgenti delle violenze
di stato nell'atteggiamento di gente normalmente subordinata e indifferente.
Altra gradevole sorpresa è stata l'elevata partecipazione al corteo di
martedì 24 luglio indetto dal Trieste Social Forum. Più di 5.000
cittadini sono scesi in piazza dimostrando di voler agire, in modo ovviamente
pacifico, contro l'attacco alla libertà di manifestazione. Gli anarchici
erano presenti, sia pure in numero ridotto, con lo striscione più
evidente e colorato in questo evento di portata eccezionale. La gestione
politica complessiva è stata di tipo moderato, ma non mancava la rabbia
per le aggressioni subite da parte dei "superstiti di Genova", qualche
centinaia di triestini, tra i quali alcuni feriti fisicamente e moralmente.
Altra iniziativa di piazza, lo stesso giorno, a Udine.
La sera successiva più di 1.000 erano i manifestanti a Monfalcone, con
molti e vari interventi al "microfono aperto" che ha concluso un'iniziativa del
locale Centro Blu, un centro sociale attivo da diversi anni nella "città
dei cantieri e dell'amianto". Sabato 28 a Pordenone si è svolto un
nutrito corteo, poco meno di un migliaio di persone, indetto da un cartello di
forze diverse, aperto dalle bandiere rossonere e concluso con discorsi nei
quali sono prevalsi i toni della protesta antiautoritaria.
In tutte le occasioni l'atteggiamento consapevole della gravità del
momento e il rifiuto di piccole provocazioni esterne, hanno dimostrato che la
responsabilità sostanziale della violenza, come a Genova, ricade sugli
apparati repressivi, sulle forze del dis-ordine.
Anche nella regione, Rifondazione si è mobilitata in modo straordinario,
come già nell'enorme corteo di Genova del 21 luglio, nella convinzione
di poter raccogliere, a livello di consenso e di future deleghe, le delusioni
suscitate dalla inetta sinistra ex governativa. Si è notata
altresì, in questi ambienti, una sorta di pericolosa nostalgia verso il
"servizio d'ordine", la polizia politica di partito e di sindacato che è
servita negli anni Settanta ad aggredire i contestatori del compromesso
storico. Comunque non pochi militanti si sono mostrati in disaccordo con i
dirigenti di partito che da un lato assolvono gli sbirri in quanto tali e
dall'altro criminalizzano in modo strumentale il Black Block, assunto
arbitrariamente come rappresentativo degli anarchici.
Claudio Venza
Ragusa in piazza contro la mattenza
Martedì 24 luglio anche a Ragusa si è manifestato contro
la mattanza di Genova; militanti anarchici e di Rifondazione, riuniti nel
Coordinamento antiglobalizzazione hanno appeso uno striscione con la scritta
"G8 assassini! - Carlo vive" e diffuso un volantino di controinformazione.
P. G.
Reggio Emilia in piazza dopo Genova
Fortissima è stata l'emozione che hanno suscitato i fatti di
Genova a livello locale, anche per l'alto numero di reggiani che hanno
partecipato alle manifestazioni anti-G8 (i giornali locali hanno parlato di un
migliaio).
Di fatto la sera di martedì 24 luglio la piazza Prampolini era gremita
di tremila persone che hanno risposto alla chiamata del coordinamento cittadino
anti-G8. Da notare che fin dall'inizio questo coordinamento, di natura molto
aperta, è stato frequentato da esponenti più o meno mimetizzati
di sinistra giovanile, sinistra Ds e minoranza Cgil, preoccupati di recuperare
il recuperabile di quel numeroso movimento giovanile che si è svegliato
negli ultimi mesi in città attorno alle questioni della globalizzazione,
oltre che dei loro numerosi militanti in via di fuga. Questi sono riusciti ad
ottenere per il 24, richiesta solo da loro, l'adesione formale della Camera del
Lavoro, fatto che costituiva, a sentirli, una grande vittoria...
La trattativa fra realtà tanto eterogenee ha portato ad una serata con
rigide scansioni di orario, 7 minuti al massimo di intervento per ciascun
gruppo, e poi via ai filmati dei pestaggi.
In ogni caso, l'intervento del portavoce della FAI, tenuto a metà
serata, è stato ben accolto dalla piazza, e numerosi sono stati coloro,
anche fra i militanti dei partiti, che sono venuti a portarci
solidarietà per l'oscena campagna di criminalizzazione dell'anarchia
portata avanti dalla stampa.
La serata si è conclusa con un breve corteo che si è recato a
deporre fiori sulla lapide dei martiri del sette luglio, la cui memoria solo
pochi giorni prima, in occasione dell'anniversario, era stata ripudiata da
alcuni degli esponenti "di sinistra" (o sinistrati) di cui sopra, preoccupati
che questa venisse "strumentalizzata" non si è capito bene da chi.
Giovedì 26 invece a Correggio, un'assemblea organizzata dai compagni del
gruppo "Luigi Fabbri", in collaborazione con alcune realtà giovanili del
comprensorio, ha visto riunite più di cento persone a tenere a battesimo
un coordinamento locale che si è impegnato a continuare il ragionamento
sulla globalizzazione.
Aria di mobilitazione anche a Scandiano, dove già lunedì 23 una
decina di ragazzi del posto ha improvvisato un picchetto contro la locale
stazione dei carabinieri, che si è protratto fino a tardo orario con
toni "forti" di contestazione. Questa ha avuto voce anche la sera di sabato 28,
sempre nel parco centrale del centro ceramicolo, in occasione del concerto
lì organizzato dalla neonata, e promettente, Associazione Culturale "I
Fiori Neri".
In generale, sul territorio reggiano le vicende antiglobalizzazione hanno
suscitato un interesse notevole sia prima sia dopo le giornate di Genova
nell'opinione pubblica e nella stampa locale. Attenzione hanno ricevuto le
posizioni degli anarchici, che sono stati invitati a parlare a tutte le
assemblee in città e in provincia, ed hanno avuto ampie interviste su
tutti i mezzi di informazione, dalla Gazzetta di Reggio a Ultime Notizie fino
addirittura al mensile patinato "Tuttoreggio".
Interesse ha suscitato anche l'impegno della Federazione Anarchica di Reggio
Emilia ad organizzare per settembre un meeting antiglobalizzazione in
città, momento in cui si vedrà se avranno seguito i nostri sforzi
per capitalizzare le varie energie, soprattutto giovani, che in questo
frangente stanno ricominciando a muoversi attorno a noi.
f.f.
Versilia: banchetti e presidi
Fra domenica 20 e lunedì 21 agosto, il collettivo Gogliardo
Fiaschi ha organizzato tre presidi a Carrara, Marina di Massa e Pietrasanta. I
presidi sono stati massicciamente frequentati dai compagni del luogo che hanno,
fra le altre cose, colto l'occasione per rivedersi dopo l'inferno di Genova,
raccontarsi quelle giornate e discuterne secondo le diverse prospettive. (...)
La mostra, due pannelli di foto, stralci di giornali, disegni, testimonianze e
volantini, comincerà adesso a circolare all'interno del movimento.
Chiunque sia interessato ad averla per eventuali manifestazioni, deve solo
farsi vivo. Altro dato positivo l'ottima reazione delle persone che hanno
affollato i presidi: inizialmente stupiti di fronte alla nuova sequenza-foto
dell'omicidio di Giuliani, così come davanti alle foto delle violenze
poliziesche, i passanti perlopiù si indignavano, solidarizzavano e
facevano domande, i genitori spiegavano ai figli, in molti lasciavano una
sottoscrizione.
Il ricavato delle sottoscrizioni è stato già trasmesso al
Comitato Anarchico di Difesa e Solidarietà.
Buona la diffusione del nostro materiale, fra cui lo speciale di Umanità
Nova ed i documenti da noi redatti, fra cui un opuscolo sul Black Bloc stilato
da Gino di Carrara.
Ottima anche la reazione di quei tanti compagni collegati ad aree estranee
all'anarchismo ma che, di loro volontà, cercano e trovano negli
anarchici un valido e serio punto di riferimento. Proprio riguardo a questo
è stata da più parti notata la compattezza e
l'orizzontalità nella nostra zona dei vari movimenti. Zona dove non a
caso nessuno sembra avvertire la necessità di un Social Forum, ognuno
giustamente geloso della propria identità politica, ma al tempo stesso
rispettoso dei diversi metodi ed analisi, lontano da qualsiasi tentazione
censoria o ancora peggio, criminalizzante da una parte, snobistica dall'altra.
L'intenzione comune è di rafforzare ed intensificare queste e nuove
forme di coordinamento, per il vantaggio di ognuna delle sue parti, ed evitare
la banalità contenutistica appunto dei vari neonati Social Forum, No
Global ecc.
Infine domenica sera accanto ai banchetti ed oltre la folla che discuteva, uno
striscione attaccato ai muri di una banca ricordava a tutti, e salutava, Carlo
Giuliani.
Da una mail di Andrea Binelli su A-infos
Genova: solidarietà ai compagni in carcere
Si è costituito a Genova un comitato di solidarietà agli
arrestati in occasione del G8 che ha dato vita a numerose iniziative di
sostegno. Attualmente, dopo la liberazione dei compagni della Carovana
teatrale, restano in carcere a Marassi 10 tedeschi. Pubblichiamo stralci di un
comunicato fatto girare in a-infos relativo all'attività del Comitato di
solidarietà.
"Il nostro primo obiettivo in termini di concretezza e urgenza consiste nella
liberazione (dei compagni ancora in carcere) e, a tale scopo, riteniamo
fondamentale proseguire le azioni di mobilitazione e pressione nelle piazze e
ovunque si riescano a creare le condizioni di socialità e dibattito.
Dal punto di vista tecnico stiamo lavorando altrettanto intensamente e
concretamente alla messa in cantiere di un reale coordinamento politico-legale
che possa contrastare efficacemente, innanzitutto demistificandole, le
strategie repressive e di criminalizzazione.".
Comitato Anarchico per la Difesa e la Solidarietà, Piazza Embriaci
5/13-16123 Genova; servizio di "info-point" attivo lunedì,
martedì, giovedì, venerdì dalle 17 alle 19. Tel.
010.255797; cell.3384149329; E-mail anarcos@ghostmail.net; Conto Corrente
Postale sottoscrizioni: n. 34165159 intestato a Carrella Francesco, 16123
Genova
Palermo in ricordo di Carlo Giuliani
Si è svolta a Palermo lunedì 20 agosto la manifestazione
in ricordo di Carlo Giuliani a un mese dalla sua uccisione a Genova. Il corteo,
formatosi in maniera piuttosto spontanea dopo un presidio in P.zza Politeama,
si è ingrossato strada facendo percorrendo le strade principali del
centro storico sciogliendosi infine davanti il palazzo della Prefettura con un
sit-in di protesta. L'iniziativa ha avuto un tenore decisamente grave non solo
perché si rendeva omaggio a Carlo assassinato in piazza, ma anche
perché nei cuori di chi c'è stato è ancora forte il
ricordo di quelle giornate in cui la violenza istituzionale ha raggiunto
livelli intollerabili. Molto si è detto di Carlo e della sua morte, e
spesso si è anche parlato a sproposito. Chi scrive si augura fortemente
che nessuno voglia nel prossimo futuro usare la sua figura come un'icona
martirizzata da usare e consumare per scopi di politica-spettacolo. A Carlo non
sarebbe piaciuto. Nel suo ricordo continueremo a lottare, davvero.
T.A.Z. laboratorio di comunicazione libertaria -Trapani
Alessandria: iniziative di piazza ed a sostegno dei detenuti
Prima del G8
Come preannunciato gli anarchici alessandrini hanno svolto una forte campagna
di controinformazione contro il G8: un banchetto prima della manifestazione del
9 giugno, una presenza con banchetto e mostra con volantinaggio settimanale in
centro per i due mesi precedenti il vertice. Il Gruppo Sciarpanera e la FAI di
Alessandria hanno partecipato al Comitato per lo sciopero generale e la
manifestazione a Genova del 20 luglio. Il Comitato ha inoltre promosso un
dibattito, banchetti, volantinaggi ed una conferenza stampa.
Scoperto che Corriere della Sera ed Espresso annoveravano il gruppo anarchico
Sciarpanera ed il Forte Guercio Occupato tra i più pericolosi tra i
possibili presenti dall'Italia a Genova, abbiamo indetto una conferenza stampa
in cui abbiamo spiegato che la nostra adesione al cartello "Anarchici contro il
G8" avrebbe portato alcuni compagni a Genova mentre altri sarebbero rimasti ad
Alessandria per fare controinformazione e aiutare le persone eventualmente
arrestate ed imprigionate nelle carceri di Alessandria, come già
ampiamente annunciato dai giornali e come purtroppo è avvenuto.
Il 14 luglio aderendo alla scadenza nazionale degli anarchici contro il G8
abbiamo dato vita ad una manifestazione, senza permesso, che ha legato alle
grate delle finestre della centralissima Banca S. Paolo uno striscione di 14
metri con scritto "Contro il G8 azione diretta".
Dopo il G8
Appena saputo cosa succedeva a Genova: gli arresti, i pestaggi e l'omicidio di
Carlo Giuliani, gli anarchici presenti ad Alessandria si sono subito
mobilitati. Il 22 luglio, assieme ad altre organizzazioni abbiamo presidiato il
carcere Alessandrino di piazza don Soria. Il giorno successivo i gruppi che
hanno promosso il Social Forum alessandrino hanno indetto due presidi davanti
alla prefettura; uno il 23 luglio e l'altro il 24. Il 24 erano presenti circa
300 persone ed è stato effettuato un blocco stradale che ha impedito
alle macchine degli impiegati di uscire dalla Prefettura e dalla Provincia,
ubicata nello stesso palazzo. Noi eravamo presenti con le bandiere a lutto ed
in parecchi portavamo la fascia nera al braccio, reggendo uno striscione con
scritto: "Assassini". I poliziotti sono subito intervenuti spintonandoci e
consigliando agli altri manifestanti di allontanarsi da noi, ordine subito
seguito da non pochi tra istituzionalisti ed aderenti a partiti della sinistra.
Così la tensione è salita: noi gridavamo "liberi tutti" e ci
siamo beccati qualche spinta e qualche manata in faccia, ma il nostro buon
senso ci ha fatto desistere da un inutile scontro. I giornali locali hanno
riportato "Assedio a Palazzo Ghilini".
In questi giorni noi e alcuni militanti di Rifondazione Comunista siamo stati
gli unici ad unirci ad avvocato e familiari degli arrestati e ad andarli a
prendere al carcere di S. Michele, dove li mollavano ad uno ad uno sino a
mezzanotte, lì in mezzo alla strada. Abbiamo dato loro da bere e da
mangiare e ne abbiamo ospitati alcuni, altri li abbiamo accompagnati alla
stazione. Abbiamo assistito a pianti e a racconti raccapriccianti; alcuni di
loro erano rimasti solo con i vestiti che indossavano. Il 25 luglio il Forte ha
organizzato un concerto dedicato ai denunciati, con un schermo che proiettava
immagini dei fatti di Genova. Tra i musicisti c'era un gruppo tedesco che
è stato subito fermato, portato in questura e perquisito il loro furgone
alla evidente ricerca delle fantomatiche armi del Black Bloc. I signori in
divisa hanno avuto una delusione: le uniche armi erano le loro chitarre. Il
concerto si è svolto regolarmente.
Al carcere di S. Michele di Alessandria erano detenuti 25 compagni: tedeschi,
due torinesi dell'Askatasuna e 17 compagni della compagnia teatrale
internazionale Folk Teatre Karovane "No Border, No nation" e altri. Il nostro
lavoro consisteva nello stabilire contatti con avvocati, familiari e amici dei
detenuti, nonché con il Comitato di difesa degli anarchici genovesi. La
situazione era caotica, il presidio davanti al carcere si alternava alle
telefonate e agli avvocati e al Comitato. Il 31 luglio un presidio in centro ci
ha visti uniti al Subbuglio di Alessandria e all'Askatasuna di Torino che
chiedevano la liberazione dei loro compagni in carcere. Sia il pomeriggio sia
la sera davanti al carcere abbiamo fatto controinformazione sui "No border". La
mattina del 13 agosto partecipiamo ad un presidio indetto dal GSF in occasione
della deposizione dei 24 della Carovana di fronte al tribunale del riesame. Nel
pomeriggio dello stesso giorno si svolge in centro il presidio da noi
organizzato nei giorni precedenti con comunicati stampa e volantinaggi. Sono
presenti, oltre agli alessandrini, compagni di Carrara, di Genova e del
Comitato lavoratori cileni in esilio: l'iniziativa serve ad una corretta
informazione in merito alle inesistenti prove a carico della Carovana.
La sera del 14 agosto alcuni dei "No Norder" vengono scarcerati e espulsi.
È notte e noi con chitarra e bandiere, i compagni stranieri, la stampa
siamo lì davanti al carcere. Le macchine dei poliziotti entrano una alla
volta: poi escono in ogni vettura tre sbirri ed un compagno incappucciato,
partono e non ci dicono dove li portano. Uno di loro riesce a salutare con il
pugno mentre viene portato via. Veniamo poi a sapere che i non comunitari, il
cecoslovacco, l'australiano e lo svedese passano prima dal centro di via
Corelli a Milano e poi via dall'Italia per 5 anni.
Tutt'ora nel carcere di Alessandria non ci sono più compagni mentre
rimangono a Marassi (GE) i tedeschi e a Ponte X l'unico italiano detenuto.
Salvatore dello Sciarpanera di Alessandria
Genova 20 agosto un mese dall'assassinio di Carlo
Il 20 agosto a Genova, un mese dall'uccisione di Carlo Giuliani in tutto
il mondo ci sono state manifestazioni. In Italia due iniziative non certo
opposte ma diverse, da una parte il presidio in piazza Alimonda dove si ricorda
il compagno caduto, dall'altra la manifestazione davanti al carcere di Marassi
per chiedere la libertà dei compagni ancora incarcerati, i tedeschi
accusati di essere Black Bloc.
Noi alessandrini arriviamo con notevole anticipo, così ci rechiamo in
piazza Alimonda. Lì troviamo un silenzio impressionante: sulla
cancellata della chiesa numerosissime testimonianze scritte, a mano, a
pennarello e a macchina, un'infinità di piccoli pezzi di carta. Alcuni
amici lo ricordano, si alza uno striscione, tantissimi fiori, articoli di
giornali, c'è il padre di Carlo ed è già un luogo di
pellegrinaggio. Vedo un pezzo della "Canzone di Maggio" di De Andrè e
dopo tutto quello che è stato detto sui fatti di Genova e sulle macchine
distrutte mi ritrovo a leggere queste parole "...se il fuoco ha risparmiato le
vostre millecento anche se voi vi credete assolti siete lo stesso
coinvolti"...
Intanto il padre di Carlo non vuole bandiere... e veniamo a saper dai giornali
che abbraccia il nuovo questore. Non penso che Carlo si sarebbe sentito a suo
agio e andiamo dove anche lui sarebbe andato, davanti al carcere!
Il sit-in davanti al carcere, indetto a livello internazionale (il volantino
era firmato dalla "Brigata internazionale per la liberazione degli arrestati
per il G8 di Genova), vede circa 400 persone.
La presenza anarchica è la più numerosa: ci sono compagni di
Torino, Alessandria, Genova, stranieri e di varie altre località. Le
uniche bandiere sono quelle anarchiche. Parte un corteo non autorizzato intorno
al carcere con lunghe pause, comunicati letti in tre lingue e numerose scritte
sui muri del carcere. Si gridano slogan e discorsi nelle varie lingue: dalle
finestre in risposta vengono agitate magliette bianche, rosse, nere a mo' di
bandiere e i le braccia e i pugni si alzano dai compagni in carcere. Al termine
del corteo, sul piazzale della prigione, suonano gli ex Kina.
Salvatore e Vittoria
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