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Da "Umanità Nova" n.29 del 2 settembre 2001

Anarchici in piazza
Dopo Genova: cortei, comizi, manifestazioni

Pisa: criminale è lo Stato
"Criminale è lo Stato e non il movimento", con questo striscione si apriva, il pomeriggio di martedì 24 luglio un corteo insolitamente lungo, nonostante il periodo vacanziero: più di tremila persone hanno portato nelle strade di Pisa la protesta per le violenze poliziesche di Genova, la rabbia ed il dolore per la morte di Carlo Giuliani.
Il corteo è partito dalle Logge di Banchi (davanti al Comune) e si è snodato sugli assolati lungarni per quasi due ore, concludendosi poi davanti alla Prefettura in modo completamente pacifico soprattutto grazie alla completa assenza di tutori del disordine statale in divisa, se si escludono i vigili urbani.
Alla manifestazione hanno partecipato, ben visibili e riconoscibili con le loro bandiere o striscioni, tutte le forze politiche e sociali presenti a Genova: dai Cobas a Rifondazione, dalle RdB agli anarchici. Numerosi tra i partecipanti erano "reduci", più o meno traumatizzati, da Genova e nel corteo era possibile ascoltare le decine di testimonianze che si incrociavano, dando a tutti una chiara idea sia del massacro avvenuto nella città ligure lo scorso fine settimana sia del fatto che tali avvenimenti non saranno dimenticati tanto facilmente.
Caotico-Info (Pisa)

Livorno contro la repressione
Alla faccia della risposta unitaria all'attacco repressivo! A Livorno martedì 24 luglio si sono svolte due distinte manifestazioni nel pomeriggio - con tre diversi concentramenti - e una seconda manifestazione dopocena. Ma andiamo per ordine. Venerdì 20, appena saputo dell'assassinio di Genova, alcuni compagni dell'area anarchica promuovono una assemblea a cui aderiscono una ventina di compagni, soprattutto giovani, di diversa provenienza politica. L'assemblea propone una manifestazione cittadina di protesta per la serata di martedì 24 luglio con conclusione di fronte alla prefettura. Dopo i gravissimi fatti di sabato 21 e l'indicazione del Genova social forum di manifestare in tutta Italia, gli esponenti locali del forum contro il G8 - tutti tranne l'area cattolica che dopo la carneficina si è "elegantemente" defilata facendo perdere le proprie tracce - convocano una riunione cittadina per concordare l'iniziativa. Gli anarchici ricordano la proposta dell'assemblea spontanea di effettuare una manifestazione nella serata ma sono disponibili anche ad accettare la proposta (fatta dal segretario e da altri noti esponenti di Rifondazione) di un corteo nel pomeriggio con concentramento in piazza della prefettura. La proposta, che riprende le indicazioni del Gsf, non soddisfa i settori moderati: il portavoce dei Verdi dice subito di non essere d'accordo per motivi di opportunità mentre clamorosamente Rifondazione si spacca fra il gruppo dirigente, timoroso di ipotetici incidenti, e settori più combattivi. A quel punto alla riunione intervengono il segretario provinciale dei DS, il presidente dell'ARCI e un gruppo della Legambiente che propongono una manifestazione che eviti la prefettura. La riunione finisce con la proclamazione di due distinte e contemporanee manifestazioni. Non è il massimo ma almeno c'è chiarezza rispetto agli opportunisti dell'Ulivo. Ma non è finita. Nel dopocena il forum livornese si spacca sulla proposta di tenere anche una manifestazione serale, proposta fatta da alcuni giovani compagni che avevano partecipato all'assemblea spontanea di venerdì 20. La baraonda assume toni farseschi quando nella mattinata di martedì il gruppo dirigente di Rifondazione decide di aderire alla manifestazione che nel pomeriggio sarebbe partita dalla prefettura ma di "attenderla" concentrandosi in una piazza distante circa 500 metri, questo sempre per il timore di fantomatici incidenti. Naturalmente i "dirigenti" si guardano bene dall'informare le altre organizzazioni della loro decisione.
Comunque il risultato di questo incredibile bailamme, che la dice lunga sulle capacità e sulla correttezza dei "gruppi dirigenti" della sinistra istituzionale livornese, non è stato disprezzabile. La manifestazione principale è stata quella partita dalla prefettura, dove si sono ritrovati in molti attorno agli striscioni e alle bandiere degli anarchici e del Sincobas. Questo corteo, dopo aver "raccattato" i fonduti ha attraversato le vie centrali della città e si è concluso con una assemblea nella centralissima Piazza Attias. In totale circa un migliaio di persone sufficientemente combattive hanno rivendicato il diritto alla verità e l'immediata libertà per i fermati di Genova.
Ds, Verdi e Comunisti italiani, circa 200 persone compresi sindaco e istituzioni varie, hanno invece sfilato in un altro settore del centro città. Da notare il silenzio della CGIL e le posizioni forcaiole della CISL. Infine nel dopo cena si è svolta una terza manifestazione: circa 500 persone (300 per la stampa locale), con larga partecipazione dei giovani anarchici di Zero in condotta, hanno sfilato nei quartieri vecchi della città urlando la loro rabbia e animando una assemblea conclusiva preceduta dalla proiezione di alcune diapositive sui fatti di Genova.
A livello informativo il maggior quotidiano locale, "Il Tirreno", e l'emittente locale, "Telegranducato" hanno dato ampio spazio alle iniziative e giusto peso alla presenza anarchica (seppur inizialmente con qualche piccola "svista" più che perdonabile, e prontamente corretta nei giorni seguenti). Penosa invece "La Nazione" che, come da copione, ha minimizzato la manifestazione dalla quale ha addirittura cancellato la presenza anarchica, ognuno ovviamente ha le sue di "sviste", soprattutto se per dovere di cronaca, neanche si degna a seguire in prima persona i fatti cittadini, trasfigurandoli dall'alto delle proprie scrivanie a favore del proprio (almeno fosse così) immaginario.
Gli incaricati

Palermo contro la violenza dello Stato
Il 23 - 24 e 25 luglio diverse migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro le violenze perpetrate, dalle polizie italiane, durante i giorni delle manifestazioni anti G8 di Genova.
Migliaia di palermitani hanno ribadito la ferma opposizione ai potenti della terra che, a Genova hanno dichiarato guerra all'umanità tutta.
Le assemblee di piazza svolte il 23 e 24 davanti la prefettura, hanno puntualizzato che l'escalation di morte e sopraffazione messa in atto a Genova, serve: a scoraggiare il movimento antiglobalizzazione; dividere il movimento tra "buoni e cattivi"; spostare l'attenzione dell'opinione pubblica dai contenuti sociali ed economici, sulla questione delle violenze di piazza, gestite dai professionisti del terrore quotidiano, come dimostrano le numerose guerre che i G8 alimentano nel mondo (Medio Oriente, Balcani, Cecenia ...).
Altresì le assemblee hanno respinto la criminalizzazione perpetuata ancora una volta dalle istituzioni nei confronti del movimento anarchico, ribadendo la solidarietà alle compagne e ai compagni anarchici di Palermo.
Il 25 sera, giorno dei funerali di Carlo Giuliani, un corteo silenzioso illuminato da centinaia di fiaccole, ha risalito corso Vittorio Emanuele, per apporre, davanti alla caserma dei carabinieri "Bonsignore", a coprire il vecchio nome della piazza Bonanno: "A Carlo Giuliani ucciso dallo stato".
Siamo certi che il movimento popolare contro questa globalizzazione criminale saprà reagire a ogni provocazione perpetrata moltiplicando le attività di delegittimazione dei grandi e dei potenti assassini del pianeta, sino all'obiettivo finale della loro scomparsa definitiva dalla faccia della terra.
T.A.Z. Palermo - laboratorio di comunicazione libertaria

Parma contro la repressione a Genova
Si è tenuta sabato 28 luglio a Parma una grande manifestazione contro l'azione repressiva di Genova.
Circa 2000 persone, in un afoso sabato pomeriggio, hanno aderito all'invito lanciato da varie realtà cittadine, tra le quali la FAI, L'USI, Rifondazione Comunista, il Laboratorio Marxista, Alternativa Marxista, il Circolo M. Lupo, la Scuola Occupata S. Leonardo, ed altri; la rete Lilliput non ha aderito temendo che non fosse ben rappresentato dagli altri il loro pacifismo (sigh), ma singoli aderenti sono venuti lo stesso, insieme a tanti cittadini.
Lo spezzone libertario, composto da circa 40 /50 persone, al quale hanno partecipato aderenti alla FAI, all'USI, all'Ateneo Libertario e a tanti altri simpatizzanti, è stato per una volta corposo e colorato.
Max

Le risposte in Friuli e Trieste alla violenza di Stato di Genova
La sera dell'omicidio di Carlo Giuliani è apparso uno striscione "Polizia assassina" sul Municipio, nella centrale Piazza Unità. Alcune volanti della Questura hanno cercato di arrestare un giovane compagno che è stato liberato dall'intervento di decine di persone che avevano assistito alla scena dai tavolini dei bar. Un fatto di solidarietà concreta, in una città apparentemente reazionaria e ossessivamente legalitaria, che dà la misura degli effetti sconvolgenti delle violenze di stato nell'atteggiamento di gente normalmente subordinata e indifferente.
Altra gradevole sorpresa è stata l'elevata partecipazione al corteo di martedì 24 luglio indetto dal Trieste Social Forum. Più di 5.000 cittadini sono scesi in piazza dimostrando di voler agire, in modo ovviamente pacifico, contro l'attacco alla libertà di manifestazione. Gli anarchici erano presenti, sia pure in numero ridotto, con lo striscione più evidente e colorato in questo evento di portata eccezionale. La gestione politica complessiva è stata di tipo moderato, ma non mancava la rabbia per le aggressioni subite da parte dei "superstiti di Genova", qualche centinaia di triestini, tra i quali alcuni feriti fisicamente e moralmente. Altra iniziativa di piazza, lo stesso giorno, a Udine.
La sera successiva più di 1.000 erano i manifestanti a Monfalcone, con molti e vari interventi al "microfono aperto" che ha concluso un'iniziativa del locale Centro Blu, un centro sociale attivo da diversi anni nella "città dei cantieri e dell'amianto". Sabato 28 a Pordenone si è svolto un nutrito corteo, poco meno di un migliaio di persone, indetto da un cartello di forze diverse, aperto dalle bandiere rossonere e concluso con discorsi nei quali sono prevalsi i toni della protesta antiautoritaria.
In tutte le occasioni l'atteggiamento consapevole della gravità del momento e il rifiuto di piccole provocazioni esterne, hanno dimostrato che la responsabilità sostanziale della violenza, come a Genova, ricade sugli apparati repressivi, sulle forze del dis-ordine.
Anche nella regione, Rifondazione si è mobilitata in modo straordinario, come già nell'enorme corteo di Genova del 21 luglio, nella convinzione di poter raccogliere, a livello di consenso e di future deleghe, le delusioni suscitate dalla inetta sinistra ex governativa. Si è notata altresì, in questi ambienti, una sorta di pericolosa nostalgia verso il "servizio d'ordine", la polizia politica di partito e di sindacato che è servita negli anni Settanta ad aggredire i contestatori del compromesso storico. Comunque non pochi militanti si sono mostrati in disaccordo con i dirigenti di partito che da un lato assolvono gli sbirri in quanto tali e dall'altro criminalizzano in modo strumentale il Black Block, assunto arbitrariamente come rappresentativo degli anarchici.
Claudio Venza

Ragusa in piazza contro la mattenza
Martedì 24 luglio anche a Ragusa si è manifestato contro la mattanza di Genova; militanti anarchici e di Rifondazione, riuniti nel Coordinamento antiglobalizzazione hanno appeso uno striscione con la scritta "G8 assassini! - Carlo vive" e diffuso un volantino di controinformazione.
P. G.

Reggio Emilia in piazza dopo Genova
Fortissima è stata l'emozione che hanno suscitato i fatti di Genova a livello locale, anche per l'alto numero di reggiani che hanno partecipato alle manifestazioni anti-G8 (i giornali locali hanno parlato di un migliaio).
Di fatto la sera di martedì 24 luglio la piazza Prampolini era gremita di tremila persone che hanno risposto alla chiamata del coordinamento cittadino anti-G8. Da notare che fin dall'inizio questo coordinamento, di natura molto aperta, è stato frequentato da esponenti più o meno mimetizzati di sinistra giovanile, sinistra Ds e minoranza Cgil, preoccupati di recuperare il recuperabile di quel numeroso movimento giovanile che si è svegliato negli ultimi mesi in città attorno alle questioni della globalizzazione, oltre che dei loro numerosi militanti in via di fuga. Questi sono riusciti ad ottenere per il 24, richiesta solo da loro, l'adesione formale della Camera del Lavoro, fatto che costituiva, a sentirli, una grande vittoria...
La trattativa fra realtà tanto eterogenee ha portato ad una serata con rigide scansioni di orario, 7 minuti al massimo di intervento per ciascun gruppo, e poi via ai filmati dei pestaggi.
In ogni caso, l'intervento del portavoce della FAI, tenuto a metà serata, è stato ben accolto dalla piazza, e numerosi sono stati coloro, anche fra i militanti dei partiti, che sono venuti a portarci solidarietà per l'oscena campagna di criminalizzazione dell'anarchia portata avanti dalla stampa.
La serata si è conclusa con un breve corteo che si è recato a deporre fiori sulla lapide dei martiri del sette luglio, la cui memoria solo pochi giorni prima, in occasione dell'anniversario, era stata ripudiata da alcuni degli esponenti "di sinistra" (o sinistrati) di cui sopra, preoccupati che questa venisse "strumentalizzata" non si è capito bene da chi.
Giovedì 26 invece a Correggio, un'assemblea organizzata dai compagni del gruppo "Luigi Fabbri", in collaborazione con alcune realtà giovanili del comprensorio, ha visto riunite più di cento persone a tenere a battesimo un coordinamento locale che si è impegnato a continuare il ragionamento sulla globalizzazione.
Aria di mobilitazione anche a Scandiano, dove già lunedì 23 una decina di ragazzi del posto ha improvvisato un picchetto contro la locale stazione dei carabinieri, che si è protratto fino a tardo orario con toni "forti" di contestazione. Questa ha avuto voce anche la sera di sabato 28, sempre nel parco centrale del centro ceramicolo, in occasione del concerto lì organizzato dalla neonata, e promettente, Associazione Culturale "I Fiori Neri".
In generale, sul territorio reggiano le vicende antiglobalizzazione hanno suscitato un interesse notevole sia prima sia dopo le giornate di Genova nell'opinione pubblica e nella stampa locale. Attenzione hanno ricevuto le posizioni degli anarchici, che sono stati invitati a parlare a tutte le assemblee in città e in provincia, ed hanno avuto ampie interviste su tutti i mezzi di informazione, dalla Gazzetta di Reggio a Ultime Notizie fino addirittura al mensile patinato "Tuttoreggio".
Interesse ha suscitato anche l'impegno della Federazione Anarchica di Reggio Emilia ad organizzare per settembre un meeting antiglobalizzazione in città, momento in cui si vedrà se avranno seguito i nostri sforzi per capitalizzare le varie energie, soprattutto giovani, che in questo frangente stanno ricominciando a muoversi attorno a noi.
f.f.

Versilia: banchetti e presidi
Fra domenica 20 e lunedì 21 agosto, il collettivo Gogliardo Fiaschi ha organizzato tre presidi a Carrara, Marina di Massa e Pietrasanta. I presidi sono stati massicciamente frequentati dai compagni del luogo che hanno, fra le altre cose, colto l'occasione per rivedersi dopo l'inferno di Genova, raccontarsi quelle giornate e discuterne secondo le diverse prospettive. (...) La mostra, due pannelli di foto, stralci di giornali, disegni, testimonianze e volantini, comincerà adesso a circolare all'interno del movimento. Chiunque sia interessato ad averla per eventuali manifestazioni, deve solo farsi vivo. Altro dato positivo l'ottima reazione delle persone che hanno affollato i presidi: inizialmente stupiti di fronte alla nuova sequenza-foto dell'omicidio di Giuliani, così come davanti alle foto delle violenze poliziesche, i passanti perlopiù si indignavano, solidarizzavano e facevano domande, i genitori spiegavano ai figli, in molti lasciavano una sottoscrizione.
Il ricavato delle sottoscrizioni è stato già trasmesso al Comitato Anarchico di Difesa e Solidarietà.
Buona la diffusione del nostro materiale, fra cui lo speciale di Umanità Nova ed i documenti da noi redatti, fra cui un opuscolo sul Black Bloc stilato da Gino di Carrara.
Ottima anche la reazione di quei tanti compagni collegati ad aree estranee all'anarchismo ma che, di loro volontà, cercano e trovano negli anarchici un valido e serio punto di riferimento. Proprio riguardo a questo è stata da più parti notata la compattezza e l'orizzontalità nella nostra zona dei vari movimenti. Zona dove non a caso nessuno sembra avvertire la necessità di un Social Forum, ognuno giustamente geloso della propria identità politica, ma al tempo stesso rispettoso dei diversi metodi ed analisi, lontano da qualsiasi tentazione censoria o ancora peggio, criminalizzante da una parte, snobistica dall'altra. L'intenzione comune è di rafforzare ed intensificare queste e nuove forme di coordinamento, per il vantaggio di ognuna delle sue parti, ed evitare la banalità contenutistica appunto dei vari neonati Social Forum, No Global ecc.
Infine domenica sera accanto ai banchetti ed oltre la folla che discuteva, uno striscione attaccato ai muri di una banca ricordava a tutti, e salutava, Carlo Giuliani.
Da una mail di Andrea Binelli su A-infos

Genova: solidarietà ai compagni in carcere
Si è costituito a Genova un comitato di solidarietà agli arrestati in occasione del G8 che ha dato vita a numerose iniziative di sostegno. Attualmente, dopo la liberazione dei compagni della Carovana teatrale, restano in carcere a Marassi 10 tedeschi. Pubblichiamo stralci di un comunicato fatto girare in a-infos relativo all'attività del Comitato di solidarietà.
"Il nostro primo obiettivo in termini di concretezza e urgenza consiste nella liberazione (dei compagni ancora in carcere) e, a tale scopo, riteniamo fondamentale proseguire le azioni di mobilitazione e pressione nelle piazze e ovunque si riescano a creare le condizioni di socialità e dibattito.
Dal punto di vista tecnico stiamo lavorando altrettanto intensamente e concretamente alla messa in cantiere di un reale coordinamento politico-legale che possa contrastare efficacemente, innanzitutto demistificandole, le strategie repressive e di criminalizzazione.".
Comitato Anarchico per la Difesa e la Solidarietà, Piazza Embriaci 5/13-16123 Genova; servizio di "info-point" attivo lunedì, martedì, giovedì, venerdì dalle 17 alle 19. Tel. 010.255797; cell.3384149329; E-mail anarcos@ghostmail.net; Conto Corrente Postale sottoscrizioni: n. 34165159 intestato a Carrella Francesco, 16123 Genova

Palermo in ricordo di Carlo Giuliani
Si è svolta a Palermo lunedì 20 agosto la manifestazione in ricordo di Carlo Giuliani a un mese dalla sua uccisione a Genova. Il corteo, formatosi in maniera piuttosto spontanea dopo un presidio in P.zza Politeama, si è ingrossato strada facendo percorrendo le strade principali del centro storico sciogliendosi infine davanti il palazzo della Prefettura con un sit-in di protesta. L'iniziativa ha avuto un tenore decisamente grave non solo perché si rendeva omaggio a Carlo assassinato in piazza, ma anche perché nei cuori di chi c'è stato è ancora forte il ricordo di quelle giornate in cui la violenza istituzionale ha raggiunto livelli intollerabili. Molto si è detto di Carlo e della sua morte, e spesso si è anche parlato a sproposito. Chi scrive si augura fortemente che nessuno voglia nel prossimo futuro usare la sua figura come un'icona martirizzata da usare e consumare per scopi di politica-spettacolo. A Carlo non sarebbe piaciuto. Nel suo ricordo continueremo a lottare, davvero.
T.A.Z. laboratorio di comunicazione libertaria -Trapani

Alessandria: iniziative di piazza ed a sostegno dei detenuti
Prima del G8
Come preannunciato gli anarchici alessandrini hanno svolto una forte campagna di controinformazione contro il G8: un banchetto prima della manifestazione del 9 giugno, una presenza con banchetto e mostra con volantinaggio settimanale in centro per i due mesi precedenti il vertice. Il Gruppo Sciarpanera e la FAI di Alessandria hanno partecipato al Comitato per lo sciopero generale e la manifestazione a Genova del 20 luglio. Il Comitato ha inoltre promosso un dibattito, banchetti, volantinaggi ed una conferenza stampa.
Scoperto che Corriere della Sera ed Espresso annoveravano il gruppo anarchico Sciarpanera ed il Forte Guercio Occupato tra i più pericolosi tra i possibili presenti dall'Italia a Genova, abbiamo indetto una conferenza stampa in cui abbiamo spiegato che la nostra adesione al cartello "Anarchici contro il G8" avrebbe portato alcuni compagni a Genova mentre altri sarebbero rimasti ad Alessandria per fare controinformazione e aiutare le persone eventualmente arrestate ed imprigionate nelle carceri di Alessandria, come già ampiamente annunciato dai giornali e come purtroppo è avvenuto.
Il 14 luglio aderendo alla scadenza nazionale degli anarchici contro il G8 abbiamo dato vita ad una manifestazione, senza permesso, che ha legato alle grate delle finestre della centralissima Banca S. Paolo uno striscione di 14 metri con scritto "Contro il G8 azione diretta".
Dopo il G8
Appena saputo cosa succedeva a Genova: gli arresti, i pestaggi e l'omicidio di Carlo Giuliani, gli anarchici presenti ad Alessandria si sono subito mobilitati. Il 22 luglio, assieme ad altre organizzazioni abbiamo presidiato il carcere Alessandrino di piazza don Soria. Il giorno successivo i gruppi che hanno promosso il Social Forum alessandrino hanno indetto due presidi davanti alla prefettura; uno il 23 luglio e l'altro il 24. Il 24 erano presenti circa 300 persone ed è stato effettuato un blocco stradale che ha impedito alle macchine degli impiegati di uscire dalla Prefettura e dalla Provincia, ubicata nello stesso palazzo. Noi eravamo presenti con le bandiere a lutto ed in parecchi portavamo la fascia nera al braccio, reggendo uno striscione con scritto: "Assassini". I poliziotti sono subito intervenuti spintonandoci e consigliando agli altri manifestanti di allontanarsi da noi, ordine subito seguito da non pochi tra istituzionalisti ed aderenti a partiti della sinistra. Così la tensione è salita: noi gridavamo "liberi tutti" e ci siamo beccati qualche spinta e qualche manata in faccia, ma il nostro buon senso ci ha fatto desistere da un inutile scontro. I giornali locali hanno riportato "Assedio a Palazzo Ghilini".
In questi giorni noi e alcuni militanti di Rifondazione Comunista siamo stati gli unici ad unirci ad avvocato e familiari degli arrestati e ad andarli a prendere al carcere di S. Michele, dove li mollavano ad uno ad uno sino a mezzanotte, lì in mezzo alla strada. Abbiamo dato loro da bere e da mangiare e ne abbiamo ospitati alcuni, altri li abbiamo accompagnati alla stazione. Abbiamo assistito a pianti e a racconti raccapriccianti; alcuni di loro erano rimasti solo con i vestiti che indossavano. Il 25 luglio il Forte ha organizzato un concerto dedicato ai denunciati, con un schermo che proiettava immagini dei fatti di Genova. Tra i musicisti c'era un gruppo tedesco che è stato subito fermato, portato in questura e perquisito il loro furgone alla evidente ricerca delle fantomatiche armi del Black Bloc. I signori in divisa hanno avuto una delusione: le uniche armi erano le loro chitarre. Il concerto si è svolto regolarmente.
Al carcere di S. Michele di Alessandria erano detenuti 25 compagni: tedeschi, due torinesi dell'Askatasuna e 17 compagni della compagnia teatrale internazionale Folk Teatre Karovane "No Border, No nation" e altri. Il nostro lavoro consisteva nello stabilire contatti con avvocati, familiari e amici dei detenuti, nonché con il Comitato di difesa degli anarchici genovesi. La situazione era caotica, il presidio davanti al carcere si alternava alle telefonate e agli avvocati e al Comitato. Il 31 luglio un presidio in centro ci ha visti uniti al Subbuglio di Alessandria e all'Askatasuna di Torino che chiedevano la liberazione dei loro compagni in carcere. Sia il pomeriggio sia la sera davanti al carcere abbiamo fatto controinformazione sui "No border". La mattina del 13 agosto partecipiamo ad un presidio indetto dal GSF in occasione della deposizione dei 24 della Carovana di fronte al tribunale del riesame. Nel pomeriggio dello stesso giorno si svolge in centro il presidio da noi organizzato nei giorni precedenti con comunicati stampa e volantinaggi. Sono presenti, oltre agli alessandrini, compagni di Carrara, di Genova e del Comitato lavoratori cileni in esilio: l'iniziativa serve ad una corretta informazione in merito alle inesistenti prove a carico della Carovana.
La sera del 14 agosto alcuni dei "No Norder" vengono scarcerati e espulsi. È notte e noi con chitarra e bandiere, i compagni stranieri, la stampa siamo lì davanti al carcere. Le macchine dei poliziotti entrano una alla volta: poi escono in ogni vettura tre sbirri ed un compagno incappucciato, partono e non ci dicono dove li portano. Uno di loro riesce a salutare con il pugno mentre viene portato via. Veniamo poi a sapere che i non comunitari, il cecoslovacco, l'australiano e lo svedese passano prima dal centro di via Corelli a Milano e poi via dall'Italia per 5 anni.
Tutt'ora nel carcere di Alessandria non ci sono più compagni mentre rimangono a Marassi (GE) i tedeschi e a Ponte X l'unico italiano detenuto.
Salvatore dello Sciarpanera di Alessandria

Genova 20 agosto un mese dall'assassinio di Carlo
Il 20 agosto a Genova, un mese dall'uccisione di Carlo Giuliani in tutto il mondo ci sono state manifestazioni. In Italia due iniziative non certo opposte ma diverse, da una parte il presidio in piazza Alimonda dove si ricorda il compagno caduto, dall'altra la manifestazione davanti al carcere di Marassi per chiedere la libertà dei compagni ancora incarcerati, i tedeschi accusati di essere Black Bloc.
Noi alessandrini arriviamo con notevole anticipo, così ci rechiamo in piazza Alimonda. Lì troviamo un silenzio impressionante: sulla cancellata della chiesa numerosissime testimonianze scritte, a mano, a pennarello e a macchina, un'infinità di piccoli pezzi di carta. Alcuni amici lo ricordano, si alza uno striscione, tantissimi fiori, articoli di giornali, c'è il padre di Carlo ed è già un luogo di pellegrinaggio. Vedo un pezzo della "Canzone di Maggio" di De Andrè e dopo tutto quello che è stato detto sui fatti di Genova e sulle macchine distrutte mi ritrovo a leggere queste parole "...se il fuoco ha risparmiato le vostre millecento anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti"...
Intanto il padre di Carlo non vuole bandiere... e veniamo a saper dai giornali che abbraccia il nuovo questore. Non penso che Carlo si sarebbe sentito a suo agio e andiamo dove anche lui sarebbe andato, davanti al carcere!
Il sit-in davanti al carcere, indetto a livello internazionale (il volantino era firmato dalla "Brigata internazionale per la liberazione degli arrestati per il G8 di Genova), vede circa 400 persone.
La presenza anarchica è la più numerosa: ci sono compagni di Torino, Alessandria, Genova, stranieri e di varie altre località. Le uniche bandiere sono quelle anarchiche. Parte un corteo non autorizzato intorno al carcere con lunghe pause, comunicati letti in tre lingue e numerose scritte sui muri del carcere. Si gridano slogan e discorsi nelle varie lingue: dalle finestre in risposta vengono agitate magliette bianche, rosse, nere a mo' di bandiere e i le braccia e i pugni si alzano dai compagni in carcere. Al termine del corteo, sul piazzale della prigione, suonano gli ex Kina.
Salvatore e Vittoria



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