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Da "Umanità Nova" n.35 del 14 ottobre 2001
Contro tutte le guerre!
Convegno FAI del 6 e 7 ottobre
A circa un mese di distanza dall'11 settembre non
abbiamo alcuna certezza oggettiva sugli autori della strage e sui loro
mandanti. Siamo però certi che le vittime di tutto ciò, a parte
le migliaia di morti nell'immediato, saranno i proletari del Nord e del Sud del
mondo, che vedranno ulteriori morti, distruzioni, saccheggi, oppressioni,
miseria e soppressione delle libertà politiche, sociali e sindacali.
Questa è la conseguenza certa dello scontro militare ed economico tra i
potenti (a vario livello) della Terra: mentre scriviamo queste righe, ci
giungono le notizie dell'attacco militare angloamericano alle popolazioni
afgane e delle prime vittime civili dei bombardamenti "chirurgici". La
situazione attuale, nel suo complesso, conferma l'analisi anarchica del
rapporto inscindibile tra logiche statali e guerra come condizione permanente
dello sviluppo del dominio e della società dello sfruttamento.
Occorre impedire la logica dello scontro militare ed economico, mascherato da
"conflitto di civiltà", tra i Signori della Terra. La politica U.S.A.
dalla "Guerra del Golfo" passando per le infinite guerre jugoslave, si è
caratterizzata con il tentativo di affermare la propria egemonia sul sistema
economico e politico internazionale, garantendosi il controllo del territorio
planetario. Una politica che vede, sul piano interno di tutte le nazioni
coinvolte, un aumento delle spese militari a detrimento delle spese civili, un
aumento della repressione, l'attacco alle condizioni di vita ed al reddito
delle classi lavoratrici.
Gli Stati ci hanno portato, ieri come oggi, ad una situazione di "guerra
infinita" volta, in questa fase storica, soprattutto al controllo delle risorse
strategiche, nonché delle vie di comunicazione e di trasporto. La
creazione dell'attuale immagine del nemico - l'islamico, terrorista per
definizione - è funzionale, nella sua falsità, alla
giustificazione dei massacri che sono già iniziati; massacri che, come
sempre, colpiranno quasi esclusivamente le popolazioni inermi. Si tratta di un
tentativo di vera e propria militarizzazione delle coscienze, funzionale
anche all'accettazione di leggi liberticide e razziste (si pensi, per l'Italia,
alla famigerata legge Bossi-Fini sull'immigrazione).
L'opposizione alla guerra, allo Stato, al capitale, al militarismo, ed alla
"globalizzazione" deve essere intransigente, deve sfuggire alla logica della
spettacolarizzazione del conflitto imposta dai mezzi di comunicazione di massa,
alla quale purtroppo - si pensi a Genova - non sfuggono ampi settori del
movimento d'opposizione. Settori i cui "azionisti di maggioranza" si stanno
avviando sulla strada dell'istituzionalizzazione, tramite il progetto di
costituzione di un ennesimo partitino (l'"Italia Social Forum").
È nostro interesse, invece, riportare le tematiche antimilitariste,
antistatali ed anticapitalistiche tra la "gente comune" che subisce gli effetti
devastanti della società gerarchica: occorre evitare il più
possibile l'isolamento sociale che la politica di guerra vuole costruire
intorno a qualunque movimento di opposizione reale. Non possiamo allora che
valutare positivamente e ribadire la scelta di coniugare radicalità e
radicamento che, come anarchici federati, ci hanno caratterizzato
nell'opposizione contro il G8 a Genova la primavera e l'estate scorsa, andando
a costruire momenti di aggregazione di massa contro la guerra, che mettano in
piedi iniziative di lotta e di confronto antimilitariste.
Le compagne ed i compagni della Federazione Anarchica Italiana, riuniti
i giorni 6 e 7 ottobre 2001 a Bologna in Convegno Nazionale, decidono allora
quanto segue:
- Sulla base dei predetti contenuti analitici, conferisce mandato alla
Commissione Antimilitarista perché realizzi un manifesto nazionale
contro la guerra;
- Invitano i compagni a proseguire il loro percorso di mobilitazione contro la
guerra e, in particolare, indice per il 4 novembre 2001 una giornata nazionale
di manifestazione a carattere antimilitarista basata su iniziative locali;
- Conferisce mandato alla Commissione Antimilitarista per la costituzione di
un sito INTERNET che contenga documenti, volantini, collegamenti
sull'antimilitarismo e l'opposizione alla guerra;
- Conferisce mandato alla Commissione di Corrispondenza ed alla Commissione
Antimilitarista di valutare la possibilità di indire una manifestazione
antimilitarista nazionale unitaria contro la guerra, aperta alla partecipazione
di altri soggetti politici e sociali pacifisti ed antimilitaristi;
- Ravvisa l'esigenza di un Convegno Internazionale delle forze anarchiche e
libertarie sulle tematiche antimilitariste e dell'opposizione alla guerra.
CONTRO LO STERMINIO DELLE POPOLAZIONI INERMI
DISERTIAMO LA GUERRA ED IL MILITARISMO
L'UNICA GUERRA CHE SIAMO DISPOSTI A COMBATTERE
È QUELLA DI CLASSE PER LA RIVOLUZIONE SOCIALE
PER L'INTERNAZIONALISMO PROLETARIO
PER L'UGUAGLIANZA E LA LIBERTà
Convegno Nazionale della Federazione Anarchica Italiana
Bologna, 6 e 7 ottobre 2001
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