Da "Umanità Nova" n.36 del 21 ottobre 2001
Nobel per la guerra
La pace "eterna" dell'ONU
Se Kofi Annan avesse un po' più di senso morale avrebbe rifiutato il
Nobel per la pace che gli è stato conferito. In primo luogo
perché perseguire la pace dovrebbe essere il suo lavoro e quindi non
dovrebbe essere premiato per farlo, secondo perché, nonostante questo
sia il suo lavoro, sia lui, sia l'Onu, si sono sempre ben guardati dallo
svolgerlo.
Del ruolo dell'Onu nessuno ha dubbi: quante guerre sono state fatte in suo nome
e con il suo appoggio diretto o indiretto? La guerra del golfo è
già stata dimenticata? Ed oggi l'Afganistan? E il Kosovo, e la Bosnia? E
tutti gli altri conflitti armati?
Ma se l'Onu è un organismo impersonale, il suo segretario ha un volto
ben preciso.
Kofi Annan è segretario dell' Onu dal 1997, ma già prima la sua
carriera di "portatore di pace era segnata: chi era infatti a capo dei caschi
blu dell'ONU, nel '94 quando in Ruanda furono massacrate 800 000 persone, o nel
'95 durante la guerra della Bosnia?
Kofi Annan è stato scelto tra 163 candidati tra i quali c'erano
Emergency, Gino Strada, Estela Carlotto. Tra questi è senza dubbio chi
abbia più contribuito all'affermazione della pace nel mondo...
Del resto Annan e l'Onu sono in buona compagnia; tra i tanti ne citiamo uno:
nel 1973 il premio nobel andò ad Henry Kissinger ed ora un movimento
internazionale ha chiesto la revoca del suo premio.
Chissà come utilizzeranno i 946 200 dollari ricevuti in premio?
La destinazione più appropriata sarebbe l'acquisto di bare per essere
sempre più portatori di pace "eterna".
Grimilde
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