unlogopiccolo

Da "Umanità Nova" n.36 del 21 ottobre 2001

Scaricatori di San Francisco
Il pretesto del terrorismo per attaccare libertà e diritti dei lavoratori

I lavoratori portuali statunitensi di San Francisco, durante un'assemblea svoltasi il 22 settembre scorso denunciano il tentativo del governo di restringere ulteriormente libertà e diritti degli scaricatori con il pretesto della lotta al terrorismo.

Pubblichiamo alcuni stralci del documento da loro fatto circolare dopo l'assemblea e tradotto dal Collettivo Controguerra di Livorno.

Il 20 settembre a S. Francisco i membri della ILWU si sono riuniti per una discussione sulla dichiarazione di Bush sulla guerra al terrorismo, l'approvazione del Congresso e gli effetti sul sindacato degli scaricatori portuali.

La discussione è iniziata con un rapporto sulla sicurezza del porto e sulle misure prese in considerazione dal Campidoglio sulla scia degli attacchi terroristici al World Trade Center. Associazioni di imprenditori e politici oppositori delle conquiste sindacali a Washington hanno cercato per anni di imporre dure norme restrittive agli scaricatori come condizioni per l'assunzione.

Il sindacato ha dovuto lottare duramente, ma è riuscito fino ad oggi a respingere queste iniziative contro i lavoratori. Oggi però in questa febbre di guerra contro il terrorismo si assiste ad un rinnovato sforzo per imporre queste misure totalitarie.

Ciò non poteva accadere in un momento peggiore per gli accordi contrattuali, sui quali pesano anche le innovazioni tecnologiche usate per diminuire i posti di lavoro, ed il tentativo, con il Rail Labor Act, di negare il diritto di sciopero senza il quale non ci può essere alcun potere di negoziazione né alcuna reale contrattazione collettiva. Gli imprenditori, grazie all'attuale atmosfera isterica di "sicurezza nazionale e lotta contro il terrorismo", avranno l'occasione di eliminare i diritti fondamentali dei sindacati dei lavoratori. Occorrerà perciò intraprendere lucidamente la lotta per difendere i diritti di tutti gli scaricatori portuali americani.

Durante la discussione è sorta la questione della forte motivazione di questi attacchi suicidi: la risposta si trova nel cieco sostegno del governo USA alla sanguinaria politica israeliana che ha portato alla morte di migliaia di palestinesi. Se la morte di 5000 civili nell'attacco terroristico a New York è totalmente ingiustificata, 5000 bambini muoiono ogni giorno in Iraq per l'embargo USA.

Gli USA additano come bersaglio della guerra contro il terrorismo il mostro Osama bin Laden dopo che la CIA ha addestrato e finanziato la sua organizzazione in funzione antisovietica in Afganistan.

Non si deve permettere che la "guerra contro il terrorismo" sia utilizzata dagli imprenditori e dall'amministrazione Bush per negare i diritti civili e la libertà sindacale.



Contenuti UNa storia in edicola archivio comunicati a-links


Redazione: fat@inrete.it Web: uenne@ecn.org