unlogopiccolo

Da "Umanità Nova" n.41 del 25 novembre 2001

Dico NO al censimento

Non sono un ipocrita e per quanto mi sia stato suggerito di compilare il tutto in maniera generica e non veritiera preferisco riconsegnare il tutto in bianco. Non mi piacciono le schedature ma trovo ancora più assurdo che mi si voglia obbligare ad autoschedarmi. Posso consigliare l'ufficio di censimento comunale di rivolgersi alla questura di Milano la quale è in possesso di una notevole schedatura nei miei confronti in quanto anarchico ed antimilitarista.

Non accetto il censimento e le vostre statistiche in quanto viola la mia libertà individuale, i miei interessi, il mio privato, il tutto già fortemente messo alla prova nel mio vivere quotidiano dove in ogni momento cineprese installate all'esterno delle banche e dappertutto seguono costantemente i miei movimenti e la mia persona.

Non accetto il censimento in quanto vivo in uno stato di polizia dove ogni giorno rischio di essere fermato (e capita!) senza alcuna motivazione da solerti tutori dell'ordine. Non voglio fare il poliziotto di me stesso (ad ognuno il suo lavoro!).

Non accetto il censimento da parte di un governo di un paese dove a manifestare e contestare l'esistente si viene uccisi e massacrati dalle forze dell'ordine (vedi Genova e non solo).

Non accetto il censimento da uno stato e governo (compresi i precedenti) guerrafondai, che alimentano guerre e miseria in Italia e in ogni parte del mondo, un governo che per l'ennesima volta ha fatto cartastraccia della sua stessa Costituzione (l'Italia ripudia la guerra e bla bla bla).

E nello stesso modo in cui venticinque anni fa ho detto No, ho rifiutato l'obbligo del servizio militare e sostitutivo, oggi dico ancora No e rifiuto l'obbligo che mi si vuole fare del censimento.

Non accetto il censimento da parte di uno stato che sempre e da sempre difende i privilegi dei più forti a scapito dei più deboli ed emarginati (penso soprattutto ai Rom e agli stranieri).

Non accetto il censimento da un governo dove come presidente del consiglio (cioè a governare-comandare) c'è il più ricco cittadino e più grande ladrone; dove come presidente della repubblica ci ritroviamo uno dei più potenti banchieri in pensione con la sua schifosa retorica patriottarda che in questi periodi di guerra può solo far vomitare le persone di buon senso (di sicuro il sottoscritto!).

In questo Stato, in questa nazione come del resto nel mondo io mi sento Straniero.

Non chiedetemi di collaborare. Ognuno faccia la sua parte.

Franco Pasello



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