unlogopiccolo

Da "Umanità Nova" n. 1 del 13 gennaio 2002

Rubare al povero per dare al ricco

Come ci viene ripetuto ad abundantiam. In una società democratica, chi guadagna di più dovrebbe maggiormente contribuire alla spesa sociale non foss'altro che perché ne trae i maggiori vantaggi.

Se si ha la pazienza di valutare quali saranno gli effetti della riforma fiscale che il governo ha messo in cantiere si scopre che si prevede che le tasse vengano scontate ai redditi più alti e aumentate a quelli più bassi.

Le aliquote Irpef oggi in vigore per i corrispondenti scaglioni di reddito, (18% per redditi fino a 20 milioni, 24% per i redditi compresi oltre i 20 e fino a 30 milioni, 32% fino a 60 milioni, 39% fino a 135 e 45% per redditi oltre i 135 milioni) saranno infatti sostituite da due aliquote rispettivamente al 23% per i redditi fino a 100.000 euro (circa 200 milioni di lire) e del 33% oltre il suddetto importo.

Ecco i risultati della loro riforma

REDDITO IRPEF ATTUALE IMPOSTA FUTURA DIFFERENZA
20.000.000 3.600.000 4.600.000 + 1.000.000
25.000.000 4.800.000 5.750.000 + 950.000
30.000.000 6.000.000 6.900.000 + 900.000
35.000.000 7.600.000 8.050.000 + 450.000
40.000.000 9.200.000 9.200.000 0
50.000.000 12.400.000 11.500.000 - 900.000
100.000.000 31.200.000 23.000.000 - 8.200.000
135.000.000 44.850.000 31.050.000 - 13.800.000
200.000.000 74.100.000 46.000.000 - 28.100.000
500.000.000 209.100.000 112.000.000 -97.100.000

Siamo, insomma, di fronte ad un limpido esempio di utilizzo dello stato per sottrarre reddito a chi ne ha di meno e per garantirne a chi ne ha di più.



Contenuti UNa storia in edicola archivio comunicati a-links


Redazione: fat@inrete.it Web: uenne@ecn.org