Da "Umanità Nova" n. 2 del 20 gennaio 2002
Lo spettacolo è finito
Afganistan: la guerra continua, a luci spente
La guerra in Afganistan continua, ma non è
più spettacolare.
Dentro questa apparente contraddizione è fotografabile l'attuale
situazione bellica, del tutto incomprensibile alla luce delle motivazioni e
degli obiettivi dichiarati ufficialmente dal governo USA.
Sul campo, i bombardamenti si susseguono contro un nemico già dato per
sconfitto, annientato e disperso; di conseguenza le stragi di civili si
ripetono, mentre si rafforzano i contingenti militari USA a guardia di precari
equilibri politici interni tra un simulacro di governo a Kabul e le varie
formazioni armate a base etnica vere padrone dei territori afgani.
Da più parti trapelano brandelli di notizie riguardanti azioni di
guerriglia e resistenza.
Al contrario, in America sta calando il sipario dopo oltre tre mesi di
copertura totale dei media su Enduring Freedom; dalla CNN alla Ms Nbc e alla
Fox, i programmi televisivi come America at war appaiono ormai a secco di
materia prima al punto di ridurre notevolmente lo spazio dedicato ai reportage
dall'Afganistan, specie dopo l'infruttuosa caccia a bin Laden e al mullah
Omar.
La CNN da parte sua ha ritirato dall'Afganistan Christiane Amanpour, la
corrispondente di punta, trasferendola all'Aja per il processo a Milosevic. La
MsNbc ha invece richiamato dal "fronte" la reporter rampante Ashleigh Banfield,
riciclandola sullo scenario di Ground Zero nel tentativo di catturare un po'
d'audience giocando sul macabro.
In realtà, volendo, gli argomenti di cui occuparsi non mancherebbero ai
giornalisti americani, ma evidentemente la censura di Stato lo impedisce in
quanto si tratta di questioni su cui è meglio non indagare.
L'allarme antrace, rivelatosi un vero boomerang, sembra non essere mai
esistito.
Che fine ha fatto la notizia del terribile incidente aereo che aveva seminato
la morte in un quartiere popolare di New York, su cui rimane il sospetto di un
attentato?
Quale sorte toccherà al giovane statunitense catturato tra i combattenti
talebani?
Come ha fatto un kamikaze americano di quindici anni a schiantarsi con un aereo
da turismo contro il palazzo di una banca di Tampa, quando era stato dichiarato
che un fatto simile non poteva succedere?
Con tutta evidenza i comandi militari e il governo USA hanno decretato, sia sul
fronte di guerra che su quello interno, un black out altrettanto inquietante
del bombardamento mediatico degli scorsi mesi, a copertura di quanto sta
realmente avvenendo in Afganistan e in attesa della prossima aggressione.
L'importante, come diceva Goebbels, non è quello che succede ma quello
che si comunica.
Uncle Fester
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