|
Da "Umanità Nova" n. 2 del 20 gennaio 2002
Senza Frontiere
Brevi dal mondo
Algeria - Aïn Defla: sanguinosa incursione di estremisti islamici
È di 17 morti e 4 feriti il bilancio di una incursione condotta la notte
de 7 dicembre da estremisti islamici algerini presso il comune di Aarib, nella
regione di Aïn Defla, circa 150 chilometri a sud-est di Algeri. Secondo
l'agenzia di stampa algerina Aps, le vittime, tutti civili, sono state
massacrate intorno alle 22. Le forze di sicurezza sono state lanciate oggi in
una operazione di rastrellamento, alla ricerca degli autori della strage. Altre
fonti locali di stampa segnalano che nel corso della settimana altre 8 persone
sono state assassinate da presunti estremisti islamici in diverse
località del Paese. Esercito e polizia, per parte loro, hanno ucciso 5
terroristi. È ormai una drammatica consuetudine, per l'Algeria, fare i
conti con una impennata delle violenze durante il mese del Ramadan, che
quest'anno ha preso il via il 17 novembre. Iniziate dopo l'annullamento delle
elezioni legislative del 1992, virtualmente vinte dal fondamentalista Fronte
islamico di salvezza (Fis), le violenze nel Paese nordafricano hanno già
provocato la morte di oltre 100mila persone.
Turchia - arrestati 6 anarchici
Sei anarchici che sono accusati di appartenere al gruppo Anarchico Autonomo di
Usak (città dell'Anatolia centro-occidentale), sono stati arrestati e
saranno processati nella Corte di sicurezza statale - CSE (Devlet Guvenlic
Mahkemesi- DGM). Le CSE sono corti speciali che furono create per i
rivoluzionari di sinistra e militanti curdi; questa è la prima volta
nella storia dell'anarchismo turco che un gruppo di anarchici viene rimandato
alla CSE.
Sono accusati di appartenere ad una organizzazione illegale e la ragione
dell'arresto è la distribuzione di volantini in una manifestazione
sindacale dello scorso 1 dicembre.
Per adesso si trovano nella prigione di Usak, ma forse saranno trasferiti alla
prigione di Nazilli, in celle di tipo F, in attesa del processo alla CSE di
Izmir. In prigione sono stati violentemente picchiati e torturati dalla polizia
ed hanno rifiutato gli avvocati che lo Stato voleva imporre loro.
La notizia è apparsa in uno dei più grandi quotidiani turchi
(Hurriyet), ma non è uscito nulla sulla stampa europea.
Trad. di am.; da a-infos
Le notizie che seguono sono tratte da "Controguerra" bollettino settimanale del
Collettivo Controguerra della Federazione Anarchica Livornese. Sito (in
costruzione: www.fal.livorno.it)
Spagna - 15mila manifestanti contro la globalizzazione capitalista a Madrid
Le strade del centro di Madrid, il paseo del Prado, calle Alcalà fino
alla Puerta del Sol, si sono trasformate il 2 dicembre in un centro di protesta
e rivendicazione in occasione della manifestazione contro la globalizzazione
anticapitalista. Alla testa del corteo un enorme striscione era portato dai
lavoratori in lotta (Iberia, ospedale militare, ecc.) con la scritta "Contro la
globalizzazione capitalista, un altro mondo è possibile", seguito da
moltissime bandiere rosse e nere e dagli striscioni contro il patto sociale e
la riforma laboral e per uno sciopero generale firmate dal sindacato
organizzatore della manifestazione, la Confederacion general del trabajo (CGT)
così come da altri sindacati presenti (Solidaridad obrera, CNT,
Coordinadora sindacal de Madrid, ecc.) e da una moltitudine di striscioni
contro la guerra del movimento Paremos la guerra. Al corteo hanno partecipato
anche membri del movimento studentesco, del movimento Okupa madrileno
così come dei collettivi antifascisti. Al concentramento finale, alla
Puerta del Sol, sono stati letti tre comunicati uno sulle imprese in lotta, un
altro sulla globalizzazione capitalista e la guerra, il terzo contro il
razzismo e le leggi antimmigrazione. (fonte: www.ainfos.ca)
Turchia - manifestazione contro la guerra ad Istanbul
In Turchia le manifestazioni contro la guerra sono proibite ma gli islamici,
che hanno visto i loro tre principali partiti messi fuori legge negli ultimi
anni, approfittano dell'uscita dalle moschee dopo la preghiera del
venerdì per mostrare le loro posizioni. Dal canto loro le organizzazioni
marxiste-leniniste, una volta molto forti, sono ridotte sulla difensiva da una
repressione durissima appena intaccata dalle pressioni dell'Unione Europea sul
governo turco. Da alcuni anni si è invece sviluppato un vivace movimento
anarchico che si è radicato nelle principali città del paese. Una
di queste realtà è la "Piattaforma anarchica" che raggruppa la
Federazione della gioventù anarchica, il gruppo "Senza padroni" e il
gruppo "Trasformazione per una ecologia sociale". La Piattaforma ha organizzato
il primo novembre una manifestazione contro la guerra, la povertà e il
capitalismo ad Istanbul. La data non era stata scelta a caso: il primo novembre
il governo turco doveva decidere la partecipazione militare alla guerra. La
manifestazione, partita da uno dei principali campus studenteschi, si è
diretta verso il monumento di Banazyr, uno dei luoghi storici delle
rivendicazioni sociali della città, oggi chiuso al pubblico. Dopo aver
bruciato una bandiera americana e un simbolo del McDonald la manifestazione
è stata violentemente attaccata dalla polizia che ha fermato 58 compagni
ferendone alcuni e costringendo uno dei manifestanti a farsi ricoverare
all'ospedale. Poche ore dopo i fermati sono stati rilasciati e denunciati per
infrazione alla legge sulle riunioni e danneggiamento di beni pubblici. (fonte:
Le Monde Libertaire del 22/28 novembre)
Svizzera - manifestazione per la regolarizzazione dei "sans papiers"
Il 24 novembre migliaia di persone hanno manifestato a Berna per chiedere un
sbocco positivo alla situazione di 2.-300mila immigrati "irregolari". Secondo
gli organizzatori circa 10mila persone si sono mobilitate in tutta la Svizzera
tedesca, un successo senza precedenti sulla questione dell'immigrazione. La
parola d'ordine delle manifestazioni, convocate da circa 150 associazione era:
"contro la schiavitù moderna, regolarizzazione". In tutta la Svizzera
è in atto un forte movimento per la regolarizzazione: stranieri
irregolari sostenuti da associazioni antirazziste hanno occupato locali a
Friburgo, La Chaux-de-Fonds, Berna, Bale, Zurigo e Ginevra. Irregolari e gruppi
di appoggio hanno elaborato una dichiarazione rivendicativa firmata il primo
settembre a Chaux-de-Fonds (Fonte: Rebellion e O. S. Libertaria Svizzera)
Francia - manifestazione contro la riapertura del polo chimico a Tolosa
Alcune migliaia di persone si sono ritrovate sabato 1 dicembre alla
manifestazione conclusiva della settimana di animazione e informazione,
organizzata dal collettivo "Mai più, né qui né altrove",
sulla catastrofe del 27 settembre, quando la fabbrica chimica AZF esplose
provocando una decina di morti e la devastazione nel quartiere circostante.
Tutta presa dall'attacco di New York e dai preparativi di guerra la "grande
informazione" ha dato molto poco spazio al disastro di Tolosa facendolo
addirittura passare come un possibile nuovo atto terroristico. In realtà
quello di Tolosa è stato uno dei più gravi disastri industriali
della storia, superato solo da quello di Bophal (India) del 1984 e da quello di
Chernobyl del 1986. La manifestazione voleva essere la risposta popolare ai
dibattiti fra politicanti e scienziati sull'opportunità di riaprire il
polo chimico tolosano. Da segnalare che nelle immediate vicinanze della AZF si
trova una fabbrica, la SNPE, dove si trovano stoccate diverse tonnellate di
prodotti chimici utilizzabili per la guerra chimica. Per un puro caso la SNPE,
rimasta danneggiata dall'esplosione dell'AZF, non è a sua volta esplosa
provocando un disastro senza precedenti. (fonte: A-infos)
| |