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Da "Umanità Nova" n. 3 del 27 gennaio 2002

Il riordino delle Cos...che
Abusivismo e sanatorie in Sicilia

Il governo di Totò Cuffaro, forte di una maggioranza assoluta e di un'opposizione assente, procede nell'attuazione del proprio programma elettorale. Una nuova sanatoria per le costruzioni abusive sorte sulle coste siciliane (anche entro la fascia di 150 metri dal mare) è uno di quegli impegni che l'attuale compagine clerico-fascista ha solennemente preso - ricordiamo il "contratto con i siciliani" - ed ora quella cambiale va pagata.

Il 16 gennaio il governo regionale ha approvato un disegno di legge per il "riordino delle coste" che nasconde una nuova sanatoria, dopo quella devastante varata da Berlusconi nel '94. Così il riordino delle coste rischia di diventare il riordino delle "cosche", dato che i grossi imprenditori e i proprietari immobiliari sono i maggiori, o comunque i più importanti speculatori edilizi, a fronte di un diffuso abusivismo popolare che spera di usufruire dei propri meschini vantaggi e ha funto da base elettorale al Totò regionale.

L'abusivismo continua ad essere molto frequente in Sicilia, fenomeno popolare (gli "abusivi per necessità") in certe località che ancora aspettano di dotarsi di piani regolatori, fenomeno di speculazione contemporaneamente, interessante settori del mondo imprenditoriale e mafioso. Dietro le lotte dei primi - che a metà degli anni ottanta assunsero un vero e proprio carattere rivoltoso - ci sono stati spesso i secondi a soffiare, o comunque ne hanno ricevuto giovamento. Di sanatoria in sanatoria siamo arrivati alla devastazione del patrimonio costiero. Con quest'ultimo provvedimento, che ancora deve passare all'esame dell'assemblea regionale, si cerca di sanare gli abusivi più recenti e i casi più gravi, come coloro che hanno edificato nella fascia di 150 metri dalla battigia. Il governo regionale dovrebbe requisire le costruzioni sorte dopo il 1992, e prima di abbatterle dovrebbe verificare la possibilità di usarle come alberghi. Ma il disegno di legge demanda tutto ai comuni, i quali dovrebbero dotarsi di un "Piano territoriale urbanistico" e quindi mettere ordine nel loro territorio. Trattandosi di comuni che già mancano di un Piano regolatore, figuriamoci con quali tempi si doteranno di questo secondo piano. La conseguenza sarà che senza piano l'abusivismo potrà essere "sanato" tramite la solita ammenda, e stavolta le colpe andranno a ricadere sui comuni inadempienti.

Il "governatore" della Sicilia, figlioccio dell'ex ministro Mannino, ha già fatto sapere che con i soldi della sanatoria si potranno portare fogne, luce, acqua e strade in questi posti, affermando in tal modo che la direzione intrapresa è quella di un ennesimo colpo di spugna. E vista la debolezza parlamentare dell'opposizione, l'inconsistenza del movimento ambientalista, pronto ai comunicati stampa e alle denunce legali, ma assente dalla piazza; visto, infine, il grande disinteresse con cui la sinistra "alternativa" e libertaria guarda a queste cose, stiamo certi che Totò Cuffaro ce la farà.

Pippo Gurrieri



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