Da "Umanità Nova" n. 4 del 3 febbraio 2002
DDL Bossi-Fini
Gli immigrati e le due destre
Le dimensioni della riuscita manifestazione nazionale del 19 gennaio contro il
decreto Bossi-Fini sembra aver ulteriormente complicato la vita al governo in
merito alla sua politica in materia d'immigrazione, già diviso ed in
precario equilibrio tra le pressioni dei settori più xenofobi della
propria maggioranza che devono rispondere alle psicosi indotte nel proprio
elettorato, ai divergenti interessi degli imprenditori e alle aspettative
"moderate" delle gerarchie vaticane.
Basta aver sfogliato la stampa dell'ultima settimana per rendersi conto dello
scontro in atto e di quanto la questione dell'immigrazione sia politicamente e
socialmente esplosiva; di fronte a cui peraltro l'opposizione parlamentare di
centro-sinistra non solo continua a dire e pensare sostanzialmente le stesse
cose - come la legge Turco-Napolitano attesta - ma, come vedremo, pur avendo
partecipato senza pudore alcuno alla manifestazione nazionale contro il decreto
Bossi-Fini finisce poi per rincorrere le destre sul loro stesso terreno.
Ma vediamo le ultime, eloquenti, prese di posizione.
Il serafico ministro Buttiglione del Cdu, che in passato si era dimostrato nei
confronti degli immigrati tutt'altro che un "buonista", adesso - sotto evidenti
pressioni clericali - ha perorato la causa di una sanatoria per i circa 300
mila immigrati "clandestini" che già vivono e lavorano in Italia nei
diversi settori; contro tale ipotesi si sono subito dichiarati contrari Lega
Nord e Alleanza Nazionale (nonché seppur in modo più silenzioso
una parte di Forza Italia) che per bocca del ministro postfascista Maurizio
Gasparri hanno avvertito: "Nessuna sanatoria: le procedure di regolarizzazione
devono riguardare una fascia limitata di immigrati e tutto deve rientrare
nell'ambito della politica annuale dei flussi " (Il Sole-24 Ore del 23
gennaio).
Tale fascia limitata dovrebbe riguardare, non si sa bene in base a quale
logica, soltanto le cosiddette colf e le "badanti", ossia le assistenti
domiciliari di anziani e malati, lasciando invece fuori operai, manovali,
braccianti, etc.
Di fronte alle aberranti argomentazioni della Lega Nord, Luca Volontè,
capogruppo del Ccd-Cdu alla Camera, ha commentato: "siamo sconcertati dalla
disinformazione e dalla superficialità dei leghisti" - scoperta
senz'altro fondata, ma tardiva ed anche ipocrita perché da sempre la
Lega è disinformazione e superficialità.
Sul piano istituzionale invece la commissione Bilancio ha intanto negato la
copertura finanziaria relativa all'articolo 15 del decreto governativo che
prevedeva la restituzione da parte dello Stato dei contributi previdenziali
versati dai lavoratori immigrati costretti al rimpatrio.
Si fanno quindi sentire gli imprenditori, piccoli e grandi.
Le associazioni imprenditoriali del Veneto (Federazione industriali,
Federveneto Api, Confartigianato, Cna, Casa, Coldiretti, Confagricoltura e Cia)
contestano in modo molto forte la circolare con cui il ministro del Lavoro, il
leghista Maroni, ha annullato tutte le richieste di autorizzazione al lavoro
per l'ingresso di "extracomunitari" presentate agli Uffici provinciali del
lavoro in quanto ancora non sono stati stabiliti i flussi di programmazione per
il 2002 (Il Gazzettino e del 24 gennaio).
A schierarsi con le richieste padronali è ancora il Ccd.Cdu che
sottolinea l'urgenza di decisioni in merito soprattutto per quanto riguarda la
manodopera stagionale nell'agricoltura:, dato che i raccolti della prossima
primavera-estate non possono attendere: "Non credo che la legge
sull'immigrazione possa in tempo utile risolvere l'urgente richiesta di
manodopera" avvisa Maurizio Ronconi, presidente della Commissione Agricoltura
(Il Sole-24 ore del 24 gennaio).
Il ministro degli Interni, Scajola, da parte sua tiene a precisare che, anche
con l'attuale legge Turco-Napolitano, nel 2001 le forze di polizia hanno
allontanato ben 75.000 clandestini e hanno intimato l'espulsione ad altri
58.000.
Intanto in Commissione affari istituzionali, va avanti il confronto-scontro sul
disegno di legge Bossi-Fini, ma la quadratura del cerchio appare sempre
più problematica, tanto da suggerire un rinvio dei lavori; il
forzaitaliota Giampaolo Bettamin, vicepresidente della commissione
Attività produttive, non perde occasione per esprimere
contrarietà verso "un provvedimento di sanatoria indiscriminato per
tutti coloro che in modo clandestino si sono introdotti nel territorio
nazionale" (Liberazione del 24 gennaio), facendo finta di non sapere che la
quasi totalità degli immigrati, regolari e non, ha un passato di
"clandestino".
Di fronte a tale situazione e prevedendo che "l'intero provvedimento potrebbe
essere varato prima della pausa estiva" (dichiarazione del forzaitaliota
Boscetto, relatore del disegno di legge; Corriere della Sera del 26 gennaio),
il governo sta quindi andando verso l'approvazione di alcuni provvedimenti
d'urgenza riguardanti le colf e i braccianti stagionali, contando nel frattempo
di riuscire a mediare tra i diversi indirizzi presenti nella Casa della
Libertà e, magari, di trovare qualche intesa con il centro-sinistra.
Tale ultima ipotesi appare tutt'altro che infondata e non solo perché il
DDL Bossi-Fini non sarà altro che una "riforma" della legge
Turco-Napolitano; ma anche perché proprio dal centro-sinistra giungono
segnali allarmanti.
Infatti per l'onorevole Turco, "L'esperienza ci ha insegnato che il meccanismo
delle quote è troppo lento. Per il lavoro domestico, proponiamo la
reintroduzione del meccanismo dello sponsor. Per le colf, poi, è
necessario che gli ingressi si possano effettuare anche fuori dalle quote
annuali" (Corriere della Sera del 26 gennaio): a dimostrazione che un accordo
bipartisan è tutt'altro che impossibile.
Le dichiarazioni di Filippo Penati, nuovo segretario provinciale dei DS di
Milano, designato da Fassino, vanno persino più in là: "Sulla
questione dell'immigrazione bisogna uscire da un'idea distorta di accoglienza.
Ben venga l'opzione zero se serve, ad esempio, per cacciare i venditori abusivi
(...) Non farlo non significa essere solidale, ma cedere pezzi di
legalità nella città. Piazza Duomo non è un suk: se
Albertini la ripulisce ha ragione. Il fatto è che lui predica l'opzione
zero e poi il centro di Milano è ancora pieno di venditori di borse,
foulard e aggeggi vari" (Corriere della sera del 26 gennaio).
Per questo, secondo noi, le comunità dei migranti e le associazioni
antirazziste dovrebbero cominciare a riconoscere la pericolosità
politica e culturale di certi falsi amici.
ANTI
|