![]() Da "Umanità Nova" n. 6 del 17 febbraio 2002 Il padrone è il nostro nemicoPer mangiare, vestirsi, pagare la casa, per avere le cose minime che servono a vivere, tutti i giorni i lavoratori affittano il proprio corpo, le proprie forze fisiche e mentali, il proprio tempo, al padrone. Lo chiamano lavoro salariato, perché si viene pagati per le ore che si sta in fabbrica, in ufficio, in cantiere: non si viene pagati in proporzione a quanto il proprio lavoro serve a far girare la fabbrica, l'ufficio, il cantiere; il padrone non divide i suoi guadagni, il suo profitto. Già, perché il padrone vende le cose che i lavoratori producono e dedotti i salari e le altre spese, si tiene il profitto. Quindi meno sono pagati i lavoratori e più il padrone fa profitto; meno il padrone spende per prevenire un infortunio sul lavoro e più fa profitto; meno ci mette materie prime buone nei suoi prodotti e più il padrone risparmia e più fa profitto; meno spende per non inquinare aria terra acqua e più il padrone fa profitto. Ogni tanto il padrone racconta in giro che i suoi affari non vanno tanto bene, lo racconta sui suoi giornali o alla televisione; allora incominciano anche i politici a dargli ragione e dicono che l'economia va male e bisogna intervenire. Alla fine ci credon quasi tutti. Allora il padrone licenzia vecchi lavoratori (la chiamano mobilità) e assume giovani pagati la metà, con il contratto a termine, part-time, interinali. Altre volte lascia a casa tanti lavoratori a metà stipendio (la chiamano cassa integrazione) e in fabbrica fanno montagne di lavoro straordinario, fanno lavorare i ragazzi interinali e delle cooperative. Una volta le cooperative eran cosa dei lavoratori: adesso son cosa di un padrone più scaltro di altri che dice: "se vuoi lavorare, devi essere socio" - cioè lavorare solo quando lo dico io per i soldi che dirò io. Altre volte il padrone fa che fare a pezzi la fabbrica o l'ufficio o il cantiere e vende i pezzi ad altri padroni (la chiamano cessione di ramo d'azienda, terziarizzazione, outsourcing); certe volte però i pezzi non esistevano e il vecchio padrone vende solo dipendenti che il nuovo padrone licenzierà (quando non fallisce). Fatto sta che dalla fabbrica esce sempre la stessa cosa con il marchio del padrone originario, ma dentro ci stanno tanti padroni più piccoli che vogliono anche loro guadagnarci il più possibile: quindi pagare di meno i lavoratori, quindi spendere di meno per la sicurezza e per non inquinare e così via. Ormai il padrone dice di essere messo così male che vuole essere libero di licenziare chi gli pare quando gli pare: dice che così tutto andrà meglio. Ma il padrone vuole solo mettere paura al lavoratore di non riuscire più a pagarsi il cibo, i vestiti, l'affitto della casa e tutte quelle minime cose che servono per vivere. Insomma vuole ricattare il lavoratore. Il padrone è il nemico del lavoratore: solo perché il lavoratore ha bisogno di lavorare per vivere, il padrone si prende il suo tempo, la sua salute, lo compra e vende quando gli pare e vuole adesso che viva anche nella paura di essere licenziato in ogni momento senza giusta causa. Allora è come in guerra, il padrone vuole il lavoratore morto o prigioniero: il padrone è il nemico del lavoratore.
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