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Da "Umanità Nova" n. 6 del 17 febbraio 2002
La manifestazione di Livorno sulla stampa
Silenzio e folklore
Se anche noi, nella fretta di scrivere per UN la cronaca della manifestazione
antimilitarista di Livorno del 2 febbraio, siamo incappati in qualche errore ed
imprecisione, quali la nazionalità dell'immigrato intervenuto per
ricordare i quattro rumeni trovati morti in un container a dicembre o l'omessa
presenza degli anarchici provenienti anche dalla Sicilia o dalla Sardegna, la
stampa "ufficiale" non ha certo fatto di meglio, anzi.
L'articolo più esteso e ricco di foto è stato senz'altro quello
comparso l'indomani sul quotidiano locale Il Tirreno che, alla vigilia della
manifestazione, aveva annunciato l'iniziativa in modo del tutto inadeguato,
prevedendo la partecipazione di un migliaio di manifestanti. Smentito dai fatti
e da un corteo di almeno tremila persone, non ha potuto ammettere che le sue
previsioni erano state sbagliate e quindi ha parlato di 1.200 anarchici. Il
tono dell'articolo, a firma Andrea Rocchi, non si è poi certo distinto
per originalità, cogliendo un po' di giovanilistico folklore pacifista
in rosso-nero e cercando comunque di inventarsi inesistenti tensioni con le
forze dell'ordine che presidiavano la sinagoga (non si sa per quale ragione;
tanto più che il sabato la sinagoga è sempre vigilata), la sede
di Forza Italia e la caserma della Folgore "già bersaglio di un violento
attacco uscito sulle colonne di Umanità Nova, l'organo degli anarchici"
(sic).
Ovviamente scontato il riferimento alle scritte spray sui muri della questura e
sulle banche, ma senza il minimo interrogativo sul perché sono state
fatte proprio su questi luoghi e non altrove.
Ma forse l'errore più assurdo è stato scrivere che il
livornesissimo Csoa Godzilla arrivava da... Pisa. Considerato che, bene o
male, il Godzilla nacque, salvo errori, nel '90 viene da chiedersi su quale
pianeta sia stato in tutti questi anni l'attento cronista.
Il quotidiano La Nazione, tradizionalmente schierato più a destra, ha
invece dedicato solo un articoletto e una piccola foto, con un tono senz'altro
più allarmato: "Slogan contro tutto e tutti, inni antimilitaristi e muri
imbrattati (...) presi di mira la chiesa, le banche, governo nazionale
così come quello locale ma soprattutto i militari e la polizia". Sul
numero dei partecipanti, il giornalista T.F. ha invece prese per buone le fonti
della questura (6-700!) e l'unica persona che ha intervistato è stato
il segretario provinciale di... Rifondazione Comunista.
Questo è l'avvilente panorama locale, sorvolando sui "francobolli"
pubblicati da Il Manifesto, nonostante l'adesione alla manifestazione di alcuni
Social Forum; d'altra parte non c'erano politici, non c'era il Black Bloc e poi
gli anarchici, specialmente se organizzati e su posizioni classiste, non sono
mai state nelle simpatie redazionali in via Tomacelli.
Imprevista invece la buona copertura televisiva da parte del TG.3 Regionale e
di Telegranducato che, attraverso le immagini trasmesse, hanno messo ancora
più in evidenza la pessima informazione offerta dalla carta stampata di
ogni colore, buona solo per fabbricare variopinti coriandoli.
M.R.
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