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Da "Umanità Nova" n. 15 del 28 aprile 2002

Paradossi francesi

Appare del tutto evidente che l'affermazione elettorale di Le Pen ha sconvolto anche in Italia molte menti; i casi più emblematici, anche per il loro speculare surrealismo, appaiono il sottosegretario governativo Vittorio Sgarbi e il poliedrico leader dei "disobbedienti" Luca Casarini.

Il primo, dichiarando la sua equidistanza tra i due candidati al ballottaggio, si è detto "anarchico convinto", mentre il secondo ha affermato che voterebbe Chirac, ossia il candidato appoggiato anche dal partito di Sgarbi e Berlusconi.

In fondo, come spesso abbiamo osservato, la disobbedienza non è altro che una delle varie facce della trasgressione; entrambe infatti per esistere hanno bisogno di un palcoscenico e di un potere.

E in questa metafora si può spiegare anche il successo di un Le Pen; di fronte ad una "sinistra molteplice" che rinnega le proprie origini sovversive e di classe, e una destra borghese che guarda più al capitale liberista che allo Stato, è scontato il fatto che il fascismo, nella sua variante nazionalpopolare, vinca e stravinca.

Sandra K.



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