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Da "Umanità Nova" n. 17 del 12 maggio 2002
Un giorno di lotta
Primo maggio anarchico
Palermo Primo maggio antirazzista
Primo Maggio per il lavoro, i diritti, la solidarietà internazionalista
a Palermo: dalle quattro del pomeriggio fino a tarda sera la centralissima
Piazza Bologni, nel cuore antico della città, si è riempita di
una folla festante e variopinta.
Al ritmo della musica di alcune band locali e di molti gruppi delle
comunità immigrate (ivoriani, ghanesi, bengalesi ecc.), la piazza si
è animata grazie all'impegno e all'autorganizzazione di tutte e di
tutti: oltre ai numerosi banchetti di pubblicistica e materiali di
controinformazione, c'erano anche angoli di vera e propria gastronomia etnica
con offerta e vendita di spuntini e piatti tipici preparati dalle famiglie
immigrate che da anni ormai vivono in quei quartieri.
Visibile la presenza anarchica, con un proprio banchetto, bandiere e massiccio
volantinaggio.
Un Primo Maggio che ha assunto dunque un carattere fortemente antirazzista, e
che ha posto la questione dei diritti validi per tutti a prescindere dalle
frontiere che stato e capitale vogliono imporci. L'iniziativa, promossa
dall'Associazione 3 Febbraio (colpita negli ultimi giorni da una pesante quanto
idiota campagna di criminalizzazione sui media nazionali) unitamente al Forum
Sociale Siciliano, ha suscitato vivo interesse tra i non molti palermitani
rimasti in città quel giorno, e tra i numerosi turisti presenti in
centro.
T.A.Z. laboratorio di comunicazione libertaria
Emilia Romagna a Modena il Primo maggio anarchico
Il Primo maggio anarchico, in Emilia Romagna, quest'anno si é svolto a
Modena.
Una manifestazione ben riuscita che si é articolata in quattro momenti
significativi.
La mattina una cinquantina di compagne e compagni hanno srotolato tre
striscioni di fronte al costruendo carcere per immigrati di Modena. Tale
struttura si affianca al CPT di prossima apertura di Bologna ed a quello in
costruzione a Rimini. Abbiamo potuto constatare come i lavori di costruzione
siano ad uno stato avanzato e come tale struttura carceraria sia confinante con
il carcere "ufficiale" di Modena. Paradossale? Sembrerebbe proprio di no!
La parola d'ordine della mobilitazione contro le leggi xenofobe e
segregazioniste é stata: senza frontiere, nessuna galera.
Il pranzo del Primo maggio si é svolto presso lo spazio anarchico
"Libera" di Modena ed ha visto la partecipazione di 170 compagni e compagne
che, intanto, stavano arrivando dalle varie località della regione.
Durante il pranzo si é svolta una sottoscrizione per il movimento
anarchico argentino.
Alle 16 é partito il corteo che si é snodato per la strade del
centro della città. Vi hanno partecipato oltre 300 persone. I compagni e
le compagne presenti dalla regione (spero di non dimenticare qualcuno) venivano
da città e paesi del triangolo che va da Parma fino a Ravenna e a
Riccione.
Il corteo ha ribadito la caratterizzazione internazionalista ed antirazzista
con la quale il Coordinamento Anarchico dell'Emilia Romagna aveva voluto
caratterizzare questo primo maggio. Passando davanti all'Accademia Militare ci
siamo fermati per un comizio volante imperniato sull'irrinunciabile critica
all'esercito. Il corteo si é poi sciolto in piazza Grande dove si sono
svolti altri comizi di carattere sociale, antiautoritario e
internazionalista.
Il sound system dell'Anarchytour (ecologico e a decibel accettabili) ha
accompagnato con le musiche della @Band il corteo e ha dato voce ai comizi ed
agli slogan. La manifestazione é senz'altro riuscita (due ali di folla
hanno seguito con curiosità ed interesse questo "evento" modenese)
evidenziando la capacità degli anarchici di essere radicali e radicati.
Alla manifestazione hanno partecipato anche alcune decine di compagne e
compagni dell'area del social forum. Buona la diffusione della stampa.
L'iniziativa anarchica per il primo maggio era già iniziata
martedì sera allo spazio "Libera", dove la @Band aveva ringiovanito il
repertorio del canzoniere anarchico di fronte a quasi 400 persone.
Sulla lotta ai CPT i social forum nazionali hanno disertato la manifestazione
modenese indicendone una per il 18 maggio prossimo, sempre a Modena. Sulla
stampa locale, alludendo alla nostra manifestazione del Primo maggio, hanno
evidenziato il carattere pacifico della loro con la solita coda di
criminalizzazione nei confronti di chi non si allinea alle loro posizioni. E'
in discussione nel Coordinamento regionale anarchico se e come partecipare alla
manifestazione del 18.
Redb
Sestri Levante: Primo Maggio per gli spazi sociali
Gli ex occupanti del mattatoio sgomberato hanno organizzato per il Primo maggio
una festa in piazza Matteotti a Sestri Levante con musica (un valido gruppo
"noise" locale ed un simpaticissimo gruppo rock 'n' roll di La Spezia) ed
punto-cibo (organizzato dai locali Contadini di Base), e bar.
È stata rilanciata la necessità di un libero spazio sociale dove
sviluppare la critica alle nuove forme di sfruttamento, organizzare una camera
del lavoro precario e del non lavoro per rilanciare l'azione sindacale dal
basso in nuove forme di lotta e imbastire un percorso di liberazione e
aggregazione e l'intenzione di essere sempre più presenti nel Tigullio
come soggetto politico di opposizione e costruzione sociale.
Il sit-in è iniziato alle 18 ed è durato fino a tarda sera con
buona partecipazione di pubblico, interesse e curiosità.
È intenzione dei promotori tenere alto il livello di
conflittualità organizzando sempre più spesso sit-in ed assemblee
pubbliche con scadenza settimanale.
P.
Carrara Primo Maggio anarchico
La lezione di Carrara: bisogna vedere da che parte viene la musica.
L'ultima giornata asciutta e soleggiata di questo scorcio di primavera ha
favorito un'ampia partecipazione al comizio, al corteo e al ritrovo al Germinal
del Primo Maggio 2002. Dopo un breve saluto iniziale, la parola è stata
ceduta ad Urbano, rifugiato politico cileno da ormai quasi 30 anni in Italia, a
cui in tempi di governo di centro sinistra è stata negata la
cittadinanza, il quale ha riproposto la caratterizzazione internazionalista
della giornata di lotta operaia con rapidi accenni alla situazione argentina e
alla continua resistenza del popolo Mapuche nelle terre loro tolte
dall'organizzazione degli stati in sud America e praticamente regalate ai vari
capitalisti tipo Benetton che ne succhiano le ricchezze restituendo miseria e
inquinamento.
È stata quindi la volta di Natalia Caprili che ha riassunto con un
intervento misurato ed approfondito le principali tematiche sociali che da un
secolo e mezzo vedono protagonisti o comunque partecipi gli anarchici con le
proposte, le azioni, i metodi organizzativi e gli scopi che li caratterizzano.
Una volta partito, il corteo ha subito un'imprevista sosta sulla piazza
Alberica ove i Vigili del Fuoco, solitamente puntuali con le scale per apporre
le corone di fiori in alto sulle facciate dei palazzi, quest'anno hanno tirato
uno sgradito bidone. Trascorsi alcuni minuti però, nella migliore
tradizione dei fautori dell'azione diretta, fra i compagni presenti sono emersi
numerosi volontari che non hanno esitato a dar la scalata, più o meno
attrezzati, e collocare i fiori al loro posto.
Anche questa volta, chissà se per caso o per maliziosa intenzione,
proprio quando il corteo è passato davanti al duomo per rendere omaggio
alla lapide a Giordano Bruno collocata di fronte, le trombe suonavano ad alto
volume "Vorrei che il vaticano...". Il lungo corteo è proseguito poi
per la caserma Dogali nei cui pressi, stazionavano ben due mezzi dei VV.FF.,
ridicoli ed inutili ora, visibilmente assenti prima, quando graditi. Qualcuno
ha mormorato che forse anche loro ambiscono a far parte dei "servizi deviati",
visto che espletano un servizio ed erano grossolanamente fuori strada; altri
hanno più prolissamente commentato che ormai, fatta la figuraccia di cui
sopra, stavano semplicemente cercando lungo il percorso del corteo qualche
pretesto che giustificasse la loro uscita dalla caserma.
Di fronte al monumento a Meschi, prima della solita cantata collettiva di
"Vieni o Maggio", Alfonso Nicolazzi ha esposto ai presenti il bieco tentativo
della CGIL di appropriarsi di una memoria storica che non le appartiene: un
paio di mesi fa ha fatto venire in gran pompa Cofferati per celebrare il
centenario della Camera del Lavoro. Ma se è vero che la C.d.L. di
Carrara fu fra le prime ad essere fondata, a darle vita erano compagni e
militanti repubblicani, anarchici e qualche socialista rivoluzionario che nulla
hanno in comune - nei metodi di azione come nelle finalità - con i
burocrati che allignano in quel sindacato a partire dagli anni '50, quando
proprio Meschi ne uscì denunciandone le squallide manovre con l'opuscolo
"Dove va la CGIL?", e oggi più che mai. L'antenata dell'attuale - la
CGdL - venne fondata nel 1907 (dunque non ha cento anni) e la C.d.L. di Carrara
non vi aderì, preferendo invece affiliarsi all'USI qualche anno dopo.
Alla conclusione al Germinal, pur essendo il salone gremito al massimo della
capienza, con dispiacere non si è riusciti ad accogliere tutti quelli
che, avendo partecipato alla camminata, avrebbero volentieri salito le anguste
scalette per passare ancora qualche momento in allegria.
Una nota finale: un compagno sopraggiunto un po' tardi rispetto ai tempi della
manifestazione, dopo aver frettolosamente parcheggiata l'auto si è
diretto verso il luogo da cui sentiva provenire le note di "Addio a Lugano"
suonate dalla banda. Ben presto però si è reso conto di trovarsi
in un corteo diverso da quello che cercava, fra gonfaloni e bonzi e doppiopetto
e autorità cittadine in forte discordanza con la musica suonata.
Già, Carrara...
L'incaricato
Piazza negata a Trieste
Da sempre gli anarchici triestini sono presenti in varie forme alle
manifestazioni del primo maggio, che qui ancora conserva le caratteristiche di
una festa popolare. Da alcuni anni abbiamo la consuetudine di essere presenti
al corteo sindacale (in cui però sono presenti un po' tutti) con la
vendita dell'ultimo numero di "Germinal" e di tenere un banchetto con la nostra
stampa ed i libri nella piazza dove si conclude il corteo. Quest'anno ci siamo
però trovati di fronte ad una novità: per la prima volta il
comune ci negava l'autorizzazione. La piazza veniva concessa solo ai sindacati
mentre la nostra domanda veniva respinta senza nessuna motivazione proponendoci
altre piazze in città. Ovviamente abbiamo risposto picche all'offerta di
altre piazze e nonostante il divieto ci sia stato comunicato solo il giorno
prima ci siamo organizzati lo stesso. La mattina del primo maggio i compagni e
compagne del Gruppo Anarchico Germinal sono già di buon ora in piazza
San Giacomo a diffondere il giornale e con un paio di bandiere. Il corteo parte
composto da varie migliaia di persone, a detta di tutti molte di più
degli ultimi anni.
Prima che il corteo si concluda in Piazza Unità una parte dei compagni
se ne stacca e in men che non si dica in piazza spuntano cartelloni e bandiere.
Per terra uno striscione rosso e nero su cui sono esposti libri e riviste. Su
di un cartellone viene denunciato con forza l'assurdo divieto imposto dal
comune mentre su altri si commenta il dramma degli infortuni e dei morti sul
lavoro da noi particolarmente numerosi.
L'iniziativa ha molto successo: i cartelloni vengono letti da centinaia di
persone, il materiale distribuito è parecchio e gli sbirri, pur sostando
in forze a pochi metri da noi, non intervengono.
Il pomeriggio i compagni si sparpagliano sul carso triestino alle varie feste
per continuare a fare banchetti e a distribuire il giornale.
Il bilancio della giornata è sicuramente positivo: nonostante i divieti
siamo stati presenti a tutte le iniziative a diffondere le nostre idee di
libertà e di uguaglianza.
F.
Ragusa Primo maggio contro il revisionismo
Come ormai di consueto il gruppo anarchico di Ragusa ha organizzato il primo
maggio anarchico; quest'anno la scadenza era particolarmente carica di
significati poiché giungeva al culmine di una straordinaria
mobilitazione di 9 mesi per impedire la realizzazione di una statua al gerarca
fascista Filippo Pennavaria, statua che la battaglia intrapresa è
riuscita a bloccare, mentre il movimento ha imposto la posa di una lapide a tre
lavoratori vittime del fascismo il 9 aprile 1921.
Il dibattito del pomeriggio ha così ripercorso le tappe di questa
iniziativa, affrontando la questione del montante revisionismo e delle
necessarie risposte da dare. È seguito il comizio di Sergio Dimartino
(che ha parlato di Berlusconi, dei programmi TV e delle sale Bingo) e di Pippo
Gurrieri, che ha compiuto un escursus sui grandi temi del momento: chiesa e
pedofilia, articolo 18 e strumentalizzazione dei sindacati di Stato, guerra,
questione palestinese, alcuni temi di carattere locale (movimento antifascista,
lotte dei ferrovieri e degli operai della Ibla). Il comizio, seguito da alcune
centinaia di persone, fra cui molti giovani, è stato continuamente
interrotto dagli applausi.
Il programma culturale ha visto l'esibizione dei giovani rokkettari "Gomez
Square", dei poeti Schembari e Vicari, del gruppo etnico "Murra". Ottima la
vendita di materiale di propaganda, l'afflusso di pubblico fino all'ultimo e la
presenza di compagni dalle province di Enna, Catania e Siracusa.
P. G.
Milano un intenso Primo Maggio
Due cortei (mattino e pomeriggio) a Milano per il Primo Maggio. Alcune
centinaia di anarchici ed anarcosindacalisti (FAI, USI,) hanno partecipato al
corteo partito al mattino da Porta Venezia dove si sono dati appuntamento
diverse sigle del sindacalismo di base e le realtà dell'immigrazione
(presenti quest'anno in modo più organizzato e visibile). Le ragioni per
un Primo Maggio di lotta sono state e sono innumerevoli, temi legati al mondo
del lavoro e temi sociali, due ambiti strettamente collegati: i diritti negati
ai lavoratori nelle piccole aziende, il nuovo caporalato delle agenzie
interinali, il bracciantato giovanile, i contratti atipici, lo sfruttamento, il
lavoro nero per gli immigrati e non solo. A questi temi si sono aggiunti quelli
più storici: dall'impegno antimilitarista a fronte di scelte scellerate
operate da chi pretende di governare e omologare una intera popolazione, alla
repressione del dissenso (i fatti di Napoli quando al governo c'era il
centro-sinistra e Genova col governo di centro-destra), al controllo sociale.
Nel pomeriggio circa centocinquanta compagni si sono ritrovati nella sede di
Viale Monza per il consueto pranzo di autofinanziamento, una occasione per le
diverse anime del movimento, giovani e meno giovani, di stare insieme,
scambiarsi opinioni, discutere e cantare in coro i nostri canti. La giornata si
è conclusa davanti al consolato messicano dove era previsto un presidio
di solidarietà con la popolazione dello stato di Oaxaca: qui i poveri
delle comunità indigene Triqui lottano per un mondo diverso e una vita
dignitosa, trovando sulla loro strada violenza e attentati paramilitari.
Anteo
Primo Maggio napoletano
Il Primo Maggio a Napoli vi sono stati di fatto due cortei all'interno della
medesima manifestazione partita da P. Mancini: il primo con all'interno la
FAI-Oacn, SR, gli Umanisti, l'associazione 3 Feb, lo SLAI Cobas di Pomigliano e
l'altro, comprendente i Cobas, i centri sociali, Rifondazione, gli Studenti, i
Palestinesi e vari gruppi di immigrati. Lo spezzone in cui hanno sfilato gli
anarchici che ha in tal modo siglato una rottura con le pretese egemoniche
della Rete No-global, ha aperto un corteo del Primo Maggio che quest'anno
è stato segnato dalla vasta eco seguita agli arresti di vari poliziotti
accusati delle violenze e delle torture contro i manifestanti in occasione
delle iniziative contro il vertice sull'e-government svoltosi il 17 marzo dello
scorso anno. Per tutti una sorta di "prova generale" delle giornate di luglio a
Genova. La presenza e le proposte dei compagni hanno avuto un buona
visibilità.
P. D.
Torino: Primo maggio antifascista
La manifestazione del Primo Maggio che nella città subalpina ha una
consolidata tradizione di partecipazione popolare ed è punto di raccolta
di tutte le anime della sinistra cittadina, quest'anno ha visto una
partecipazione di circa 100.000 persone: la parte finale del corteo ha atteso
oltre tre ore e mezza di poter partire. Lo spezzone organizzato dalla FAI ha
raccolto oltre un centinaio di compagni dietro allo striscione "Azione Diretta
contro lo Stato e il Capitale". Buona la distribuzione della stampa e dei libri
sia durante il corteo che nei due banchetti organizzati nelle piazze d'arrivo e
di partenza.
La presenza anarchica al Primo maggio quest'anno è stata caratterizzata
da un taglio antifascista: nei migliaia di volantini distribuiti si leggeva tra
l'altro: "...la sinistra di governo ha dato dignità politica alle idee
della destra e ai suoi paladini, mettendo sullo stesso piano persino partigiani
e repubblichini o accettando come un dogma che l'impresa e l'imprenditore sono
il motore della società, che il conflitto sociale non esiste più,
che bisogna collaborare tutti per il bene del paese-azienda e difendere i
"nostri interessi" contro tutti i poveracci del mondo. Bisogna fermarli. Basta
con l'antifascismo di facciata. L'antifascismo deve essere militante o non
è. Nessuna mediazione, nessun confronto, ma dura lotta quotidiana sui
luoghi di lavoro e nelle strade per contrapporre alla marea nera montante la
nostra idea di una società di liberi e uguali, dove nessuno è
clandestino, senza preti a guidare le coscienze né padroni a sfruttare
le nostre vite."
La giornata di è conclusa come di consueto con il tradizionale pranzo
del Primo Maggio da Aldo, ove la buona tavola si è intervallata con i
canti.
Euf.
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