Da "Umanità Nova" n. 30 del 22 settembre 2002
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Zyklon B, il gas usato nei lager, adottato come marchio
Prima vi è stata la ditta inglese Umbro, produttrice di abbigliamento
sportivo, a dare il nome Zyklon B a delle scarpe d'allenamento, costretta a
fare marcia indietro e a balbettare le proprie scuse in seguito ad un'ondata di
proteste per l'utilizzo per fini commerciali del tristemente noto nome della
sostanza chimica - un acido cianidrico allo stato solido cristallino -
impiegato nelle camere a gas dei lager, in particolare quello di
Auschwitz-Birkenau.
Adesso dopo la Umbro è stato il turno della Siemens, la nota
multinazionale tedesca di elettrodomestici, che aveva chiesto la registrazione
del nome Zyklon presso l'ufficio brevetti americano, l'US Patent & Trade
Mark Office, per una serie di accessori per la casa, inclusi forni a gas (!).
Anche in questo caso, quando la circostanza è divenuta di dominio
pubblico, ha sollevato vibrate proteste e la ditta ha dovuto rinunciare a tale
progetto.
Tra l'altro la Siemens ha ben più di uno scheletro nella sua storia;
infatti finanziò abbondantemente l'ascesa del partito nazista e durante
la guerra nelle sue fabbriche largo uso di lavoratori-schiavi prigionieri nei
kampi (si veda a riguardo l'eccellente saggio di Ricciotti Lazzero, "Gli
schiavi di Hitler", Mondadori), sfruttandoli fino allo stremo.
Per quanto riguarda invece la produzione dello Zyclon B, nato come insetticida,
vale la pena ricordare che era prodotto dalla IG Farben, potentissima impresa
tedesca ma con consistenti azioni per innumerevoli milioni di dollari possedute
da note banche americane quali la Chase Bank dei Rockfeller, la Morgan e la
Warburg; anche la IG Farben fu una delle più importanti finanziatrici
del partito nazista.
Superfluo dire che i vertici e i proprietari della Siemens e della IG Farben,
così come di tutte le industrie belliche tedesche, del dopoguerra
avrebbero potuto continuare a fare il loro "lavoro" e di fronte a questo fatto
anche il cattivo gusto degli attuali addetti al marketing appare appena come un
lapsus freudiano.
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