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Da "Umanità Nova" n. 32 del 6 ottobre 2002

Sciopero generale!
Contro la guerra ed il razzismo per le libertà sociali

Nel luglio dell'anno scorso, durante il G8, la coalizione "Anarchici contro il G8" scelse, dal momento che lo aveva richiesto, come appuntamento principale di tutte le iniziative in corso, lo sciopero generale indetto per il 20 luglio dal sindacalismo di base. Non lo scegliemmo a caso per due ordini di ragioni:

Perché (ritenemmo) riteniamo che l'opposizione al capitalismo o è di classe o non è;

Perché (ritenemmo) riteniamo che, nonostante tutte le differenze, il sindacalismo di base sia uno dei luoghi principali dove condurre la lotta al sistema ed un interlocutore credibile di molte iniziative contingenti.

Lo pensavamo durante il G8, dove il sindacalismo di base, senza troppi infingimenti e tatticismi proclamò lo sciopero generale, quando la FIOM nascondeva le proprie responsabilità sindacali dietro il velo del Genova Social Forum, ma lo pensavamo anche prima quando unici, ancora una volta, i sindacati di base proclamarono lo sciopero generale contro la guerra in Kossovo e poi contro la guerra in Afganistan. Non si tratta di tessere elogi sperticati ad organizzazioni di cui vediamo bene i limiti ed i contorni, ma semplicemente di riportare a verità quando sta accadendo: in Italia, ma credo anche nel resto del mondo, c'è questa inveterata prassi che tende ad unire in un'univoca corale voci un tempo assai dissenzienti in nome di un tanto funesto quanto abusato "quello che è stato è stato, scordiamoci il passato". Noi invece abbiamo l'inveterata abitudine di ricordare i silenzi complici della CGIL (tranne quelli della sua componente interna, l'allora "Alternativa sindacale") durante la guerra del "compagno" D'Alema così come durante la guerra Afgana dove tutti/ e ripeto tutti/e i deputati della sinistra diessina votarono a favore dell'intervento bellico. Così come non scordiamo che la precarizzazione, negli ultimi dieci anni, del mondo del lavoro partiva con le sinistre al governo e con la CGIL di appoggio: come non fare mente locale all'introduzione del lavoro interinale, delle co.co.co, dell'apprendistato sino a 24-26 anni al nord e 29 al sud, del precariato degli l.s.u.... del tanto famoso quanto famigerato pacchetto Treu nel 1997 (con l'appoggio di Rifondazione allora ancora governativa)? Ma non dimentichiamo nemmeno l'introduzione delle leggi anti-sciopero e delle regolamentazioni sindacali che ora si stanno torcendo contro la stessa CGIL che le aveva votate. E potrei continuare a lungo, ma una cosa è certa: quello che oggi stanno facendo gli attuali governanti in maniera tanto rovinosa poggia sulle basi che altri prepararono in tempi passati che portano un nome, l'Ulivo ed un cognome, CGIL CISL e UIL.

Ed è per questo che sosteniamo la coerenza di chi, come i sindacati di base, rivendicano ciò che avevano sempre rivendicato (diritti reali e democrazia reale) e contrastano quello che avevano sempre contrastato: guerre, razzismo, precariato...

E con loro saremo il 18 ottobre durante lo sciopero generale.

Pietro Stara



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